Addio "Signora"...il coraggio di cambiare
Addio “Signora”…il coraggio di cambiare

 

Caro lettore, oggi non parlerò di nutrizione ma voglio soffermarmi su un argomento che mi sta molto a cuore: il coraggio di cambiare.

Immagino ti stia chiedendo come mai la scelta di questo argomento e del legame che possa avere con l’alimentazione.

Nella mia esperienza anche un cambiamento alimentare può essere un’impresa impossibile, per cambiare bisogna riconoscere le proprie debolezze e questo è un passo che definire difficile è un eufemismo. Un cambiamento alimentare non è solo sostituire un cibo con un altro ma è riconoscere la relazione che si ha col cibo e questa consapevolezza è spesso dolorosa. Il cibo è il rifugio delle nostre emozioni, delle nostre paure più profonde.

Tutti abbiamo delle paure: paura di fallire, paura del confronto, paura di non farcela, di non essere all’altezza, paura di una malattia…paure paralizzanti che non ci lasciano credere che tutto si possa affrontare e cambiare se solo “ci allenassimo” ad avere un altro punto di vista, che possiamo essere più felici e soddisfatti di noi stessi se riconoscessimo e affrontassimo le nostre paure.

Cambiare apre le porte a nuove opportunità, amplia le nostre vedute, ci fa crescere.

Ed è per questo che oggi condivido con te la lettera di una ragazza, Silvia, che ho conosciuto tempo fa. Le sue parole mi hanno lasciato senza parole e con un senso di benessere ed energia che credo valga la pena condividere con il maggior numero di persone possibile.

Buona lettura,

Sabrina

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Cara “Signora”,

abbiamo condiviso più di metà della mia vita e adesso è arrivato il momento di salutarci.
Non ti lascio con rancore, non dico che avrei voluto non conoscerti mai e che hai rovinato gli anni più belli della mia vita, perché non è vero. Con te ho imparato tante cose: che la felicità è una scelta, che i momenti difficili si possono trasformare in opportunità, che non possiamo cambiare il nostro passato ma possiamo scegliere il nostro futuro, che per uscire dal dolore dobbiamo prima accettarlo, che la malattia non è sempre un nemico da combattere ma un segnale che ci stiamo facendo del male.

“Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle”.

Ho capito e mi sono assunta la responsabilità dei miei errori.

Avevo 20 anni quando entrasti violentemente nella mia vita; non ti aspettavo e mi travolgesti. Non ti chiesi perché, pensai fosse stato meglio che Silvia Baistrocchi Academy Leadership School Roberto Retu avessi infastidito me invece che i miei fratelli, tanto la mia vita non era un granché: zero obiettivi, zero crescita, zero varietà, zero divertimento, zero condivisione. Loro avevano una vita interessante, erano pieni di curiosità, studiavano tanto, facevano progetti; sicuramente avresti dato più noia a loro che a me. E poi accanto a me c’era Roberto, un ragazzo meraviglioso che con la sua forza e il suo amore fece diventare la sfida con te un gioco, dove tu eri il tabellone e noi le pedine.

Ci volle un po’ di tempo prima di conoscere il tuo nome, cara Signora.

All’inizio il babbo mi portò da un professore amico della zia Aldina, il professor Pansini, che capì subito chi eri ma decise di non dirmelo; ti chiamò “problemino” e mi spiegò che ti avrei mandato via con le medicine e tanta tanta serenità.

Mi avevi cambiato la vita signora mia, ma non mi dispiaceva perché stare con te aveva i suoi vantaggi: gli amici e i parenti mi telefonavano per sapere come stavo, mi venivano a trovare, alcune persone fingevano di essere dispiaciute per me, altre erano curiose di sapere chi eri. Per la prima volta in vita mia mi sentivo importante per qualcuno, avevo un’identità forte.

Purtroppo qualche anno dopo incontrai un primario che con la sua miseria umana sentenziò con arroganza davanti ai suoi specializzandi, senza neppure guardarmi:

“Questo è un evidente caso di sclerosi multipla, la paziente nel giro di 10 anni sarà su una sedia a rotelle. Le consiglio di cominciare a prendere contatti con il centro di Milano, specializzato in malattie degenerative. Arrivederci.”

“Sclerosi multipla? No, no, no! Io ho un “problemino”, la mia mamma ha la sclerosi multipla, non io !!!”

La testa mi scoppiava e le gambe non mi sorreggevano più.

Tornai dal prof. Pansini e gli chiesi

“È vero che ho la sclerosi multipla?”.

Avevo tanta paura della sua risposta. Lui disse:

“Vedi Silvia, le malattie neurologiche sono tante e noi medici non possiamo dare un nome a ognuna, così le raggruppiamo in famiglie, ma non sono tutte uguali. Tu e i tuoi fratelli vi chiamate tutti Baistrocchi, ma siete diversi tra voi. Tu hai una forma di sclerosi ma non finirai sulla sedia a rotelle. Comunque adesso che lo sai, penso sia meglio che tu venga seguita da una neurologa dell’ospedale; io sono un neurochirurgo mentre lei si occupa di questa malattia.”

Non lo sapevo, ma di lì a poco avrei perso la mia identità per diventare il numero di una cartella clinica con sopra il mio nome unito al tuo. Venti anni tra ospedali, esami, sofferenze, cure devastanti con te che continuavi a entrare e uscire dalla mia vita. Tu facevi quello che volevi, io invece non potevo, almeno fino a quando trovai la forza di fare una scelta coraggiosa: sospesi le cure per far nascere Chiara, la bambina che secondo i medici non sarebbe mai dovuta venire al mondo.

Ripresi le cure e due anni dopo come conseguenza dell’assunzione di un farmaco, incontrai la morte vivendo un’esperienza extracorporea. L’esperienza di separarmi dal corpo cambiò la mia visione della vita; da quel momento non fui più la stessa e cominciò la mia rinascita.

Capii che stavo pagando un prezzo troppo alto per cercare di tenerti lontano dalla mia vita e lasciai le cure; erano più pericolose loro di te, era come usare un cannone per sparare a un moscerino.

“Abbiamo due vite, la seconda inizia quando ci rendiamo conto di averne solo una”.

Così ho iniziato una vita nuova. Ho colto l’opportunità di imparare un nuovo modo di pensare, di agire, di comunicare con me stessa, di capire quali sono i bisogni primari, di abbandonare credenze limitanti che mi condizionavano da quando ero bambina, per liberarmi di tutto ciò che non mi faceva stare bene, come te, Signora mia.

Cambiare vita è stata la mia cura.

Adesso so quello che voglio e per la prima volta sono davvero felice.

Voglio essere la protagonista principale della mia vita, perché per troppo tempo ho interpretato una parte che non era la mia.

Voglio accettare le sfide, per essere ricordata per il mio coraggio.

Voglio essere un esempio, per dare speranza a chi si è arreso.

Voglio lasciare che mio marito Roberto mi aiuti a portare il peso delle mie difficoltà, ma non caricarglielo sulle sue spalle, perché voglio che sia libero.

Voglio che Chiara viva la sua vita e non la mia.

Voglio giocare la partita usando le mie regole, perché la vita è mia.

Voglio rinascere ogni volta che il cuore non batte più forte, perché mi è stata data una seconda possibilità e non voglio sprecarla.

Voglio guardare oltre l’ostacolo, perché ho capito che i limiti a volte sono solo nella mia testa.

Voglio andare avanti, perché dietro ogni traguardo c’è una nuova sfida.

“Il giorno più bello della tua vita è quello in cui decidi che la tua vita è tua. Nessuna scusa né giustificazioni.
Nessuno a cui appoggiarsi su cui contare o a cui dare la colpa. Il dono è tuo e solo tu sei il responsabile della sua qualità.
Questo è il giorno in cui la tua vita comincia davvero!”

Stamani ho vuotato la tua camera e l’ho riempita di libri. Ho lasciato solo gli scarabocchi che hai fatto sul muro, per ricordarmi che potrai sfidarmi ancora una volta, ma che vincerò sempre e comunque, perché ho imparato le regole del gioco.

Incontrerò degli ostacoli nella vita ma li affronterò con coraggio ed entusiasmo, consapevole che la vita è questo, e anche molto di più.

Addio Signora.

Silvia Baistrocchi

 

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Foto: freepik

 

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Intolleranze alimentari: cosa sono? Parte 2

Intolleranze alimentari: cosa sono? Parte 2

Nell’articolo precedente abbiamo discusso sulla differenza tra allergie e intolleranze e cosa comporta per l’organismo.

Un’intolleranza alimentare è innanzitutto legata ad una monotonia alimentare, al sovraccarico di alimenti assunti ripetutamente e troppo a lungo.

Per gestire le intolleranze alimentari sarebbe utile ripercorrere il modello dello svezzamento, grazie al quale abbiamo imparato fin da piccoli a tollerare il cibo e a nutrici gradualmente  in modo più vario.

 

LO SCHEMA DELLA ROTAZIONE DEI CIBI

Per risolvere le intolleranze alimentari non bisogna escludere i cibi che disturbano (eccezion fatta per l’intolleranza al glutine e al lattosio, due intolleranze diagnosticabili solo con analisi mediche specifiche), è utile invece organizzare un piano personalizzato di rotazione alimentare, in cui si  alterneranno momenti di astensione totale dal consumo dei cibi “no” (le cosiddette “giornate di pulizia”) e pasti liberi, con assunzione (controllata) anche di questi ultimi, per integrarli gradualmente e opportunamente.

Il rischio di una dieta di eliminazione è di incorrere in reazioni allergiche qualora, dopo periodi più o meno lunghi di astensione, deliberatamente o fortuitamente capitasse di assumerli nuovamente.

 

ESEMPIO DI SCHEMA DI ROTAZIONE DEI CIBI

Considerando che ogni individuo sia un caso a sé e che il programma di gestione delle intolleranze debba necessariamente essere personalizzato, ti mostro un esempio:

  • Lunedì: “pulizia” totale per gli alimenti non tollerati
  • Martedì: “pulizia” totale
  • Mercoledì: “pulizia” totale a colazione e a pranzo, cena libera,  con la possibilità di consumare gli alimenti non tollerati
  • Giovedì: “pulizia” totale
  • Venerdì: “pulizia” totale
  • Sabato: “pulizia” totale
  • Domenica: “pulizia” totale a colazione, ma pranzo o cena liberi

 

L’ alternanza di pasti controllati e liberi, permette al corpo di “disintossicarsi” e di recuperare la tolleranza alimentare, ripristinando la giusta reazione allo stimolo immunologico generato dal cibo e riconoscendo così come non nocive con le sostanze prima percepite come nocive. Nel frattempo, anche i sintomi causati o aggravati dalle intolleranze alimentari diminuiscono, perché diminuisce l’infiammazione indotta dal cibo.

Dopo circa 2-3 mesi, si dovrebbe già percepire un miglioramento, il numero dei pasti liberi viene via via aumentato, fino alla totale libertà alimentare.

 

I TEST PER LE INTOLLERANZE SONO ATTENDIBILI?

Intolleranze alimentari: cosa sono? Parte 2

SENSIBILITÀ O SPECIFICITÀ? – Sul mercato esistono vari test “non convenzionali” per le intolleranze alimentari e tutti dovrebbero essere sensibili e specifici. Quando parliamo di sensibilità verso un alimento la persona “intollerante”  dovrebbe presentare un valore altissimo, il più possibile vicino al 100%. Mentre la persona che non soffre di alcuna intolleranza dovrebbe avere una specificità bassissima che si aggira il più possibile intorno allo 0%. Il problema è che la maggior parte dei test non presentano tale accuratezza e quindi il risultato è che tutti mostrino una o più intolleranze alimentari.

 

QUANTI TEST CI SONO?

Ce ne sono troppi. E pochi sono quelli ritenuti realmente validi: Kinesiologia applicata (DRIA test e simili), Test di citotossicità (Cytotoxic test o test di Bryan o ALCAT, ecc.), Test EAV (elettroagopuntura secondo Voll, Vega test, Sarm test, Biostrength test e loro varianti), Test di provocazione/neutralizzazione, Test di provocazione/ neutralizzazione sublinguale, Biorisonanza, Analisi del capello, Pulse test, Test del riflesso cardiaco-auricolare, Test Melisa, Mineralogramma, Iridologia, test Bioenergetico dei Virus e Batteri e simili… Il Citotest è considerato il test “più sicuro” tra i “non convenzionali”. Si preleva il sangue e si testa il rigonfiamento dei globuli bianchi (granulociti) dopo averli associati a varie sostanze alimentari. A seconda del livello di rigonfiamento – suddiviso in quattro parametri – l’intolleranza può essere nulla o più o meno grave. Chiaramente pecca in specificità: chi risulta intollerante ai peperoni dovrebbe per forza esserlo anche ad altre solanacee come il caffè, tabacco, patate e melanzane e non sempre c’è questa correlazione.

AFFIDABILI O NO? – Attualmente non ci sono strumenti di valutazione attendibili in quanto non sono in grado di individuare gli agenti causali di presunte “intolleranze alimentari”, sono privi di validazione scientifica e non sono riproducibili

INTOLLERANZE O ALIMENTAZIONE SCORRETTA? – Durante un test per le intolleranze, vengono eliminati quasi sempre tutti i cibi raffinati: farine, zuccheri, carboidrati che, come confermano numerosi studi, non sono particolarmente salutari.  Ma se così fosse l’intolleranza alimentare non c’entra niente. Si tratta per lo più di un’alimentazione scorretta. Non ho dubbi sul fatto che tante persone stiano meglio dopo l’esclusione dei cibi segnalati dai test! Vero però che, il più delle volte, si tratta di cibi di cui abitualmente abusiamo o che notoriamente danno allergie o reazioni simili: latte, latticini, pomodori, grano, arance, noccioline, cioccolato,….

 

DIARIO ALIMENTARE

Può essere utile appuntare ogni giorno su un diario, un quaderno, sul pc,  cosa mangi tra colazione, pranzo, cena e spuntini.

Questo può aiutarti a capire se mangi troppo spesso alcuni alimenti. Come primo passo puoi cominciare a ridurli, sostituendoli con altri non appartenenti alla stessa categoria.

Per esempio, se faccio colazione tutte la mattine col latte da anni e noto un fastidio nella digestione oppure mi sento più gonfio, forse è arrivato il momento di bere altro, che non sia un latticino. Alterna una tisana, una spremuta di agrumi al latte o allo yogurt.

Lunedì: tisana + fette biscottate + 1 frutto

Martedì: yogurt bianco + fiocchi d’avena + miele

Mercoledì: spremuta + gallette di mais/riso + noci

Giovedì: latte + pane integrale tostato + 1 frutto

Venerdì: tisana + gallette + salume magro

 

UN CONSIGLIO – Riduci  “l’intolleranza-fobia” e, se sospetti delle allergie, esegui le indagini convenzionali. Se non sei allergico, non giungere a conclusioni affrettate. Consultati con un esperto per valutare insieme se le tue abitudini alimentari hanno bisogno di qualche modifica.

 

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Intolleranze alimentari: cosa sono? Parte 1
Intolleranze alimentari: cosa sono? Parte 1

 

Intolleranze alimentari: cosa sono? Parte 1

Soffri spesso di gonfiore alla pancia, non hai un intestino regolare, hai spesso mal di testa, sei sempre stanco e giù di tono, soffri di dermatite, candida…? Hai provato diversi modi per risolvere questi fastidi ma tutt’ora sono presenti?

Ti sei mai soffermato  a riflettere su com’è la tua alimentazione? E’ ormai noto che una dieta scorretta può portare il nostro corpo a lungo andare a non digerire più certi cibi generando le famose INTOLLERANZE ALIMENTARI. Le problematiche associate alle intolleranze sono le più svariate e non coinvolgono solamente l’intestino (crampi, colite, dissenteria, etc.) ma anche altri distretti e organi.

Ma cosa sono le intolleranze alimentari?

Come mai tutt’a un tratto ho sviluppato queste intolleranze?

Perché si scatenano?

A differenza delle allergie, nelle intolleranze non si ha una risposta specifica e immediata del sistema immunitario (SI) contro una quantità anche esigua di uno specifico corpo estraneo e non si ha la produzione di IgE (gli anticorpi che intervengono in caso di allergie).

L’intolleranza ha un percorso molto più lungo (varia da individuo a individuo), spesso asintomatica, infatti è mediata da anticorpi IgG4 a risposta lenta. Genera uno stato infiammatorio e un’attivazione bassa ma continua del SI, con conseguenze negative per l’organismo. Al raggiungimento di una certa soglia si manifestano i sintomi: mal di testa, gonfiore addominale, colon irritabile, asma, dermatite, infiammazioni articolari, stanchezza cronica, cistiti, afte, etc. Tali sintomi, se non curati, diventano sempre più frequenti, segno di un SI sempre più debole e provato.

L’origine delle intolleranze alimentari è da vedersi a livello intestinale, nel momento in cui si ha l’assorbimento dei nutrienti che verranno trasportati dall’intestino al flusso sanguigno.

L’intestino, oltre che avere funzione digestiva, provvede a:

  • ospitare la flora batterica buona che compete con una batteri patogeni per spazio e nutrienti
  • selezionare solo i micronutrienti  essenziali (aminoacidi, monosaccaridi, etc.) grazie alle cellule della mucosa intestinale, saldamente tenute da legami forti (giunzioni serrate)
  • difendersi da sostanze estranee attraverso una rete difensiva posta sotto la mucosa, detta GALT (Gut Associated Lymphoid Tissue).

Un intestino integro è un intestino sano e svolge perfettamente le sue funzioni.

I problemi sorgono quando la sua integrità viene alterata da fattori esterni.

Cause

Noi mangiamo tutti i giorni, più volte al giorno, da quando siamo nati ad oggi. E’ comprensibile quindi come un regime alimentare non corretto possa avere una forte influenza sulla salute del nostro organismo.

Uno stile di vita errato e un’alimentazione sbilanciata inducono l’alterazione della flora batterica a favore delle specie opportuniste e patogene (come ad es. la candida) che possono attaccare e indebolire le giunzioni tra le cellule intestinali, generando dei varchi ( dall’inglese leaky gut syndrome, Sindrome dell’Intestino Permeabile) attraverso cui passano anche macromolecole e tossine che attivano la risposta infiammatoria del SI contro questi alimenti che risultano così dannosi.

Insieme agli alimenti “killer” della flora batterica, concorrono poi a questa cascata di eventi negativi l’uso/abuso di farmaci (antibiotici, lassativi, antinfiammatori, etc…), additivi chimici, metalli pesanti, pesticidi.

Leaky gut syndrome

Gli alimenti no

In maniera provocatoria ho definito gli alimenti “killer”. A parere mio, non esistono alimenti killer ma ci sono delle categorie di alimenti che, più di altri, hanno un potere pro-infiammatorio, per cui sarebbe meglio consumarli con meno frequenza.  Se però manifesti già dei sintomi, allora ti consiglio di rivedere la tua dieta, magari con uno specialista, e di astenersi per un periodo di tempo controllato da determinati cibi, senza il rischio di incorrere in carenze nutrizionali.

Alimenti no

  • Latte e latticini: le proteine del latte, le caseine, sono di difficile digestione e tendono ad “incollarsi” alle cellule dell’intestino, favoriscono la proliferazione della flora patogena, riducendo la permeabilità intestinale e lasciando passare detriti di proteine indigerite che scatenano il SI che è alla base delle intolleranze alimentari.
  • Anche la carne è un alimento di cui spesso si abusa, anche già dallo svezzamento. La carne ha una lunga digestione e l’intestino non riesce a smaltirla totalmente, specialmente se il consumo è frequente. Questi residui sono un ottimo pasto per la flora microbica putrefattiva che innesca la reazione a catena verso l’intolleranza.
  • Zuccheri e carboidrati raffinati promuovono la crescita della candida che innesca anch’essa i meccanismi lesivi per l’intestino.

 

Spero di esser stata chiara sul significato e sulle possibili complicanze che possono generare le INTOLLERANZE ALIMENTARI sul nostro stato di salute. Non sottovalutare questa problematica è importante.

La prossima settimana ti indicherò le possibili strategie da mettere in pratica per prevenire e attenuare intolleranze agli alimenti…un piccolo anticipo…VARIARE!!!!

 

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28 Settembre 2015: Benvenuto su lamiadieta.bio

Chi sono_Lamiadieta.bio

Caro Lettore,

Benvenuto su lamiadieta.bio!

Ti scrivo perché oggi è una data per me importante e voglio condividerla al solo scopo di essere utile a chi è ancora convinto che le cose siano troppo difficili da cambiare.

Il 22 Settembre 2014 partecipai alla Prova del Cuoco, solo qualche anno prima non l’avrei nemmeno immaginato. Avevo molte paure, ma decisi di fare un passo fuori dall’abitudinario e lanciarmi. Sai perché?

Ero assolutamente convinta che bisognava far vedere che mangiare con gusto all’insegna del benessere è possibile e che sia questa la principale cura per risolvere i problemi di peso, la stanchezza e migliorare la qualità della propria vita.

Ricevetti tantissime mail da parte vostra che mi spronarono a condividere ulteriormente questo con più persone.

 

Nacque così un’idea…

La condivisione delle volte è fondamentale. L’unione è forza e coraggio.

Lunedì 28 Settembre apre così il sito lamiadieta.bio, frutto del lavoro di un anno di più persone, colleghi, tecnici e amici che ringrazio infinitamente e senza i quali questo sito non esisterebbe.

Il sito ti permetterà di avere maggiori vantaggi e benefici per seguire al meglio il tuo Percorso Nutrizionale.

L’energia, i kg in meno, la sensazione di leggerezza e le analisi perfette non devono essere solo un vecchio ricordo ma qualcosa che possiamo noi influenzare e determinare con le nostre scelte!

Ecco alcuni dei servizi principali che troverai:

  • Ogni settimana potrai tenerti aggiornato con curiosità sull’alimentazione, con articoli sulla nutrizione, con ricette semplici ed equilibrate e per i più curiosi anche degli approfondimenti nutrizionali.

lamiadieta.bio ospiterà anche interventi di altri specialisti: medici pediatri, ginecologi, osteopati ma anche personal trainer ed esperti in psicologia

News

  • Potrai effettuare un TEST NUTRIZIONALE per conoscere il tuo profilo e tenere monitorato il tuo IMC (Indice di Massa Corporea)
  • Per te che hai già una vita molto impegnata, un servizio innovativo di Consulenze on-line ti permetterà di risparmiare il tempo per venire nel mio studio
  • Troverai anche il Metodo ielma®, una sintesi di un Programma di consulenza alimentare in 8 settimane che ho sviluppato anche con la collaborazione di colleghi specialisti in vari settori, per permettere a tutte le persone che hanno bisogno di maggiore flessibilità per motivi di tempo o logistici. In base alle informazioni che mi verranno fornite grazie al TEST, ti indicherò COSA fare, COME farlo e IN CHE ORDINE farlo per permettere di raggiungere gli obiettivi di peso e di salute

Metodo ielma_lamiadieta.bio

Caratterialmente non sono una persona troppo disciplinata, non amo le imposizioni e non mi piace sentirmi costretta da regole. Ho voluto sviluppare perciò un sito che potesse aiutare le persone come me in tutto questo ed arricchirlo con delle app pratiche di supporto.

Avrai accesso ad un servizio di Area Personale in cui troverai utili applicazioni:

www.lamiadieta.bio_apps

Tutti i miei clienti che si registreranno, avranno anche i loro Piani Alimentari nella loro pagina personale in modo da avere un portale dedicato sempre a disposizione e monitorabile anche dal cellulare.

 

Come speciale iniziativa per le persone che faranno il TEST online entro il 04 Ottobre 2015, avranno in regalo un voucher di 10€ da utilizzare entro Dicembre 2015.

 

Ho sviluppato lamiadieta.bio perché è vero che è bello condividere le conoscenze, ma sono anche consapevole che da sole non servono a nulla. “Sapere è potere” soltanto se usiamo la conoscenza per agire, per modificare abitudini acquisite. Altrimenti sono semplici nozioni che non servono a cambiare o mantenere i risultati raggiunti.

 

Spero di cuore che www.lamiadieta.bio sia una possibilità in più per farti raggiungere gli obiettivi che tu desideri!

Un caro saluto

Sabrina

 

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Settembre e raffreddori: frutta o integratori?

Settembre e raffreddori: frutta o integratori?

A Settembre tutto riparte: i ragazzi tornano a scuola, le vacanze ormai dimenticate lasciano spazio al lavoro, i buoni propositi con dieta e la palestra dopo gli stravizi dell’estate, etc… E chi di noi non ha mai cominciato questo mese con la fatidica frase “dal primo settembre giuro che…”.

Siamo a fine Settembre e inevitabilmente arrivano anche i primi raffreddori per via dei frequenti sbalzi di temperatura.

Fortunatamente abbiamo dalla nostra parte un esercito di alleati per la prevenzione dei primi malanni.

Si tratta della frutta e della verdura ricca di Vitamina C che Madre Natura ci offre in tutte le stagioni.

Generalmente la Vitamina C viene associata agli agrumi, ma in realtà non sono questi i frutti che ne contengono il maggior quantitativo, bensì i kiwi!

La Vitamina C degli agrumi si concentra più nella scorza (circa 130 mg), mentre è significativamente di meno nel succo spremuto: 24-50 mg.

Un kiwi contiene invece 85 mg di vitamina, che di per sé sarebbe sufficiente a coprire la razione raccomandata (la dose consigliata per l’adulto è di 60 mg, 35-50 mg per il bambino); ricorda però di consumarlo subito perché il contatto con l’aria ne diminuisce la disponibilità e a piccole dosi.

Inoltre in uno studio è stato evidenziato che i kiwi  permettono di assorbirne fino a 5 volte di più la Vitamina C rispetto quella contenuta negli integratori industriali.

Sai perché è così importante la Vitamina C?

E’ una vitamina idrosolubile indispensabile a:

  • alla sintesi del collagene, quella proteina che mantiene la pelle elastica e giovane
  • è un importante antiossidante
  • è in grado di rendere il ferro maggiormente assimilabile
  • rafforza il sistema immunitario. Ecco perché ci protegge dai malanni stagionali!

L’industria farmaceutica sponsorizza continuamente gli integratori di Vitamina C (o acido ascorbico) come indispensabili nella prevenzione dell’influenza.

In realtà tali integratori sono spesso inefficaci perché, come per tutti i nutrienti, anche la Vitamina C ha maggiore effetto solo quando affiancata contemporaneamente da una serie di sostanze presenti negli alimenti.

Il meccanismo di assorbimento di questa vitamina è di tipo saturabile:

significa che la percentuale di assorbimento scende al crescere della dose. Fino a 30 mg è del 100%, da 30 a 180 mg scende al 70%. Ciò significa che se ne assumiamo la dose quotidiana (60 mg) tutta in una volta, ne perderemo inevitabilmente più della metà. Più utile è invece prenderne dosi minori in momenti diversi della giornata, cosicché la sua assimilazione sia massima.

L’eccesso di Vitamina C è inutile perché non è assimilato e viene espulso per via renale.

Eccedere di molto il quantitativo consigliato può avere un effetto pro-ossidante, esattamente il contrario di quello auspicato. Pensa dunque se, effettivamente, hai proprio bisogno di un’ integratore di Vitamina C per quest’inverno.

Dove la trovo?

Di seguito ti elenco alcuni degli alimenti che contengono più Vitamina C:

  • I peperoncini: quelli verdi hanno la più alta concentrazione di Vitamina C di qualsiasi altro alimento, 242,5 mg ogni 100 g. Un peperoncino verde ne contiene circa 110 mg. I peperoncini rossi, invece, ne contengono 144 mg ogni 100 g, per cui un unico peperoncino rosso ne contiene 65 mg
  • I peperoni: a seconda del loro colore, i peperoni hanno un contenuto di Vitamina C che va da 184 mg a 132 mg per 100gr. I gialli ne contengono di più, i verdi meno
  • I cavoli: oltre ad essere ricco di calcio, il cavolo crudo fornisce 120 mg di vitamina C ogni 100 g
  • La rucola: anche la buona rucola ci fa fare il carico di Vitamina C con ben 100 mg/100 gr
  • I broccoli e cavolfiore: contengono 89 mg di Vitamina C ogni 100 g. Il cavolfiore crudo, invece, ne contiene 46 mg per ogni tazza
  • La papaya: anche questo frutto esotico ci offre circa 62 mg/100 gr
  • Le arance: 59 mg ogni 100 g e 83 g per frutto di Vitamina C
  • Le fragole: forniscono 59 mg di Vitamina C ogni 100 g.

 

Dunque, fai una buona scorta giornaliera di frutta e verdura che ti aiuta a stare in salute e prevenire numerose malattie!

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