Le castagne fanno ingrassare?
Le castagne fanno ingrassare?

Le castagne fanno ingrassare?

Con l’autunno, da settembre  a dicembre, sulle nostre tavole arrivano i frutti dell’autunno, tra cui le castagne. Consumate arrostite, bollite o al vapore, risultano dolci al palato, per la presenza di amidi, e per questo gradite a molti. Lesse risultano meno caloriche. Sono indicate per i celiaci perchè non hanno glutine.

Perchè mangiare le castagne?

Energia rapida – amidi e zuccheri semplici

Le castagne sono molto nutrienti, contengono amidi e zuccheri semplici, offrendo energia di pronto utilizzo e tante altre sostanze per noi preziose. Come tutti gli alimenti, le castagne, se assunte nelle giuste quantità, non sono un danno per la nostra linea, tutt’altro.  100 gr di frutto offrono circa 190 kcal.

 

Ricostituente – vitamine, sali minerali

Le castagne sono una miniera naturale di nutrienti. Vediamone i principali:

  • Acido folico: 100 gr di castagne coprono circa il 15% del fabbisogno giornaliero di folati. Indicate per gli anemici e le donne in cinta.
  • Vitamina B6: 100 gr di castagne coprono circa il 25% del fabbisogno giornaliero di vitamina B6. La vitamina B6 è coinvolta nel metabolismo degli aminoacidi, degli acidi grassi e degli zuccheri e contribuisce alla formazione degli ormoni, dei globuli bianchi e rossi,  della barriera di difesa immunitaria, stimola le funzioni cerebrali e previene l’invecchiamento.
  • Sali minerali: ferro, potassio, calcio, magnesio, fosforo, zinco.

Noterai che conviene approfittare nel periodo autunnale della presenza di questi frutti, dalle proprietà ricostituenti, adatte a sportivi, donne in cinta, anemici, a chiunque fosse debilitato o volesse semplicemente fare un carico di energie buone.

Considerando che contengono amidi e zuccheri, ti consiglio di consumarle durante la giornata, quando sei in movimento, come spuntino o al posto di pane e pasta.

Ci sono controindicazioni al loro consumo?

Non ci sono controindicazioni in soggetti in salute, se consumante in quantità adeguate.

Visto l’alto contenuto di fibre, non devi esagerare nel loro consumo se soffri di colon irritabile.

Non ci sono controindicazioni per i diabetici, se consumate in quantità adeguate.

 

 

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virus
Rinfora le tue difese contro virus e batteri attraverso il cibo

In questi giorni si parla tanto di influenza, Corona Virus, di comportamenti da adottare per evitare il contagio, etc.

Ma possiamo fare qualcosa per renderci più forti alle ingiurie esterne? Possiamo rinforzare il nostro corpo attraverso l’alimentazione?

La risposta è ovviamente si. Chiaro che non bastano pochi giorni per avere un sistema immunitario in vincibile, bisogna fare costantemente scelte alimentari mirate al nostro benessere.

Quali alimenti aiutano le nostre difese?

Vitamina C

Bastano piccole quantità di vitamina C (circa 60 milligrammi al giorno)

per stimolare le proprie difese immunitarie e proteggergi in maniera più efficiente dalle infezioni provocate da virus e batteri.

Dove trovo la vitamina C?

  • Nella frutta: basta un kiwi, il succo di un’arancia, il succo di un limone, un caco per coprire il fabbisogno giornaliero.
  • Nella verdure: tutte le verdure hanno vitamina C, più alta nei peperoncini, peperoni rossi e verdi crudi, prezzemolo, broccoli di rapa, rucola, rape foglie, broccoli, cavoli di bruxelles, cavolfiore, lattuga, spinaci crudi, etc.

Zinco

Anche lo zinco è un importante nutriente perché stimola la produzione di anticorpi.

Dove trovo lo zinco?

  • Nel pesce e nella carne, nei cereali (germe di grano e avena), nei legumi, nella frutta secca e nei semi (zucca, sesamo e girasole).
  • Molto presente nel lievito, nel latte, nei funghi, nel cacao, nelle noci e nel tuorlo d’uovo.

Ferro

Non dimentichiamo il ferro, importante per le difese immunitarie perché la produzione di anticorpi è legata a una sua adeguata assunzione.

Quali sono gli alimenti ricchi di ferro?

  •  In ordine decrescente troviamo: fegato, milza, carne bovina, carne di cavallo, tuorlo d’uovo, alcuni prodotti della pesca (scorfano, occhiata, spigola, acciuga, cefalo, sarda, tonno, dentice, sgombro), legumi secchi e fagioli freschi, cereali integrali (soprattutto i fiocchi d’avena), frutta secca ed alcuni ortaggi a foglia (spinaci, indivia, radicchio verde).
  • Ricorda di aggiungere del limone ai cereali e alle verdure, dove la biodisponibilità del ferro è ridotta, e migliorare l’assorbimento del ferro.

Vitamina D

Un’adeguata assunzione di vitamina D contribuisce a mantenere/rafforzare la difesa del corpo contro le infezioni promuovendo l’immunità innata. Inoltre, possiede anche un effetto modulatorio nelle le malattie infiammatorie autoimmuni mediate dalle cellule T, mitigandone l’azione.

Ci sono studi clinici che dimostrato alcuni effetti promettenti della supplementazione di vitamina D su numerosi esiti di infezione tra cui la tubercolosi, l’infezione del tratto respiratorio superiore, il virus dell’epatite C e l’HIV.

Alcuni studi sugli animali hanno dimostrato che l’integrazione di vitamina D è efficace nel prevenire o alleviare la malattia infiammatoria intestinale (IBD), la sclerosi multipla (MA), l’artrite reumatoide (RA), il lupus eritematoso sistemico e il diabete di tipo 1 (T1D) in modelli animali.

Dove trovo la vitamina D?

Noi accumuliamo vitamina D attraverso la pelle con l’esposizione solare che ci permette di sintetizzarla e renderla attiva, ma esistono anche altre due possibilità:

  1. attraverso la dieta
  2. con l’utilizzo di integratori.

Quali alimenti contengono vitamina D?

  • Olio di fegato di merluzzo, pesci grassi (sgombro, aringa, tonno, carpa, anguilla, pesce gatto e salmone), ostriche e gamberi, formaggi grassi, burro, tuorlo d’uovo, funghi (unica fonte vegetale di vitamina D)

Consuma regolarmente

  • Aglio e cipolla per le loro proprietà antisettiche, antivirali e fluidificanti
  • Curry, paprica e peperoncino: l’azione vasodilatatrice favorisce la sudorazione e la conseguente stabilizzazione della temperatura corporea e sono fonti naturali di un importante principio attivo antinfiammatorio, l’acido acetilsalicilico
  • Gli infusi di rosa canina, karkadè, contengono vitamina C, zinco, flavonoidi e tannini.
  • Il tè verde contiene un alto contenuto di catechine, responsabili del beneficio per la salute del tè verde nel modulare molteplici aspetti dell’immunità innata e adattativa.

 

Probiotici e sistema immunitario

I benefici riconducibili all’assunzione di probiotici sono molti, più o meno dimostrati:

  • favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale (utili quindi sia in caso di stipsi occasionale o stitichezza cronica sia di diarrea, soprattutto associata ad antibiotici)
  • supportano il sistema immunitario
  • stimolano l’apparato linfoide associato alla mucosa dell’intestino e, di conseguenza, i meccanismi di difesa locali e sistemici
  • promuovono l’efficacia di alcuni trattamenti vaccinali (contro l’influenza ad esempio)
  • regolano i livelli di colesterolo nel sangue agendo a livello intestinale
  • migliorano la sintomatologia di malattie infiammatorie intestinali e patologie che colpiscono lo stomaco (gonfiore addominale, reflusso gastro-esofageo, diverticoli, coliti ecc.) favorendo quindi la digestione e l’assorbimento
  • aiutano a combattere le malattie infettive (infezioni respiratorie e urinarie soprattutto)
  • riducono il rischio di intolleranze e/o allergie, alimentari e non (lattosio, dermatite ecc.)
  • hanno un’azione detossificante, utile supporto in caso di disturbi al fegato
  • usati in combinazione, migliorano l’efficacia di promotori del sonno (melatonina).

 

Tutte queste proprietà variano da individuo a individuo, ceppo e dose-specifiche. Inoltre, per alcune, gli studi volti a confermarne la validità sull’uomo, per neonati e bambini in particolare, sono attualmente in corso. Rimane perciò ancora molto da scoprire.

Dove sono i probiotici?

I probiotici possono però essere introdotti, o naturalmente contenuti, anche in preparazioni alimentari come yogurt o latte fermentato. Tuttavia l’acidità dello stomaco riduce drasticamente il numero di batteri vivi fini all’intestino.

Generalmente consiglio i fermenti in capsule gastroresistenti. Tra i fermenti lattici vivi, i ceppi batterici appartenenti ai generi Lactobacillus (Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus bulgaricus, Lactobacillus casei ad esempio), Streptococcus, Lactococcus e Bifidobacterium sono i più utilizzati.

Fonte

Visto quanto l’alimentazione possa incidere sulla nostra salute e sulla nostra resistenza agli agenti esterni? Comincia a valutare quali cambiamenti apporre alle tue abitudini alimentari e, se hai bisogno di una guida, puoi sempre contattarmi.

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