Quando il cibo diventa un problema: i disturbi alimentari, i DAN
Quando il cibo diventa un problema: i disturbi alimentari, i DAN

Quando il cibo diventa un problema: i disturbi alimentari, i DAN

I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (DAN) è un problema molto serio e in forte aumento. Sono condizioni complesse, dalle origini multifattoriali, in cui si riconoscono più fattori di rischio e concause che contribuiscono allo sviluppo, alla manifestazione e al mantenimento di tali disturbi.

La situazione attuale legata al Covid-19 ha contribuito all’aumento dei casi di DAN:  lockdown ha implicato restrizioni sociali (isolamento sociale), restrizioni funzionali (mancanza di routine, necessità di pianificare intenzionalmente l’attività, desiderio di segretezza in particolare riguardo al cibo) e restrizioni nell’accesso ai servizi di salute mentale.

E’ importante conoscere queste fragilità, spesso poco riconosciute o del tutto ignorate. Per questo oggi vedremo cosa sono i DAN, come vengono classificati secondo il DSM-5 e quali fattori predispongono a tali disturbi.

Nei prossimi articoli approfondiremo man mano l’argomento, così vasto da non poterlo riassumere in poche righe.

Come vengono classificati i DANModello di dieta piatto con illustrazione di forchetta e coltello piatto di fragola di carote broccoli di carote di pesca pera Vettore gratuito

Il DSM-5 include 8 categorie:

  1. Pica: l’assunzione di sostanze non alimentari, non nutritive (carta, sapone, gesso, capelli, etc.) per almeno un mese.  Può verificarsi nell’infanzia, in adolescenza e in età adulta, sebbene negli adulti sia associata ad altri disordini mentali, mentre nei bambini può manifestarsi anche durante il normale processo di sviluppo.
  2. Disturbo della ruminazione: continuo rigurgito del cibo, per essere poi ringoiato o sputato, per almeno un mese.
  3. Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione del cibo: disinteresse del cibo, selezione di alcuni alimenti basato sugli aspetti sensoriali o per alcune marche, la preoccupazione per le eventuali conseguenze negative del mangiare come vomito o soffocamento. L’evitamento basato su aspetti sensoriali insorge entro i dieci anni, non intaccando in modo perticolare il funzionamento sociale, anche da adulto. L’evitamento associato a conseguenze avverse insorge a qualunque età, determinando perdita importante di peso o poca crescita attesa  nei bambini, malnutrizione, alimentazione parenterale, uso di integratori alimentari, compromissione del funzionamento psicosociale come mangiare in pubblico e le relazioni. Non c’è paura del peso.
  4. Anoressia Nervosa: restrizione alimentare per paura di ingrassare ed alterata percezione del peso e della propria immagine corporea, BMI<18,5 kg/m2 o < 5°percentile per i bambini, incapacità di comprendere la gravità dell’attuale perdita di peso.
  5. Bulimia Nervosa: presenza di abbuffate che vengono compensate con comportamenti (episodi purgativi) finalizzati ad ostacolare l’aumento di peso (vomito auto-indotto, abuso di lassativi, diuretici, digiuno, esercizio fisico eccessivo), perdita di controllo, eccessiva preoccupazione per il peso e la forma fisica, frequenza di episodi purgativi 1/settimana per 3 mesi.
  6. Binge Eating Disorder (BED): disturbo da alimentazione incontrollata con episodi ricorrenti di abbuffate, senza l’uso regolare di comportamenti inappropriati compensatori, tipici della bulimia. Sembra avere origine in età adolescenziale, in situazione di normopeso, spesso seguito da un calo importante di peso per diete autogestite e/o scorrette.
  7. Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione: questa categoria si applica a situazionni in cui non si verificano i sintomi caratteristici di un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione che causano significativi disagi nella sfera sociale, occupazionale o relazionale. Es. Anoressia o bulimia a bassa frequenza, BED sottosoglia, Sindrome dell’alimentazione notturna, disturbo purgativo (vomito auto-indotto, abuso lassativi, etc.) senza Binge eating.
  8. DAN senza specificazione: rientrano tutti quei casi che pur presentando sintomi caratteristici del disturbo dell’alimentazione, non soddisfano interi criteri diagnostici di uno dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione.

I DAN colpiscono un numero consistente di giovani e adulti e sono spesso sottostimati a causa della scarsa conoscenza in materia, della presenza di poche strutture specifiche per la diagnosi e la cura sul territorio e anche per la difficoltà del soggetto di ricorrere ad un aiuto professionale se non in condizioni di estremo malessere.

I DAN comprendono una vasta gamma di comportamenti verso il cibo, come l’ossessività verso il cibo, verso il peso corporeo e dell‘immagine corporea, a tal punto da condizionare la qualità di vita della persona, le relazioni sociale e con i familiari, l’attività lavorativa o scolastica, la salute mentale e fisica.

Le cause

La ricerca delle cause e concause dello sviluppo dei DAN è in continua evoluzione. Si sono individuati fattori predisponenti e fattori scatenanti i disturbi alimentari.

Fattori predisponenti

Genetici: esiste certamente una familiarità e predisposizione per i DAN, sebbene non esista un modello di trasmissione. Non è detto che i figli di soggetti affetti svilupperanno un disturbo alimentare. Concorrono altri fattori.Intolleranze alimentari: cosa sono? Parte 1

 

Età e sesso: l’età predispone ai DAN, infatti si è visto che gli adolescenti sono quelli più a rischio come anche essere donna.

Fattori psicologici: l’idealizzazione della magrezza, il cui raggiungimento indica valore e bellezza. Essere magre può diventare un requisito per essere accettate dalla società. Complici i mass-media che, con i loro messaggi di modelli estetici, contribuiscono ad influenzare soprattutto le fascie di età più fragili. Le ragazze che si ammalano di DAN presentano tratti di perfezionismo che spesso nasconde insicurezza personale, bassa autostima. Spesso in molte ragazze emergono tratti di ossessività, ansia e depressione.

Fattori familiari: secondo gli specialisti è impossibile sapere se un particolare clima familiare o la famiglia “tipica” sia la causa o la conseguenza dei DAN. Ad esempio, è probabile che in una famiglia dove esiste particolare attenzione verso l’aspetto fisico e l’alimentazione, possa portare i figli alla costruzione di un’immagine di sè polarizzata sull’aspetto fisico. Tuttavia non esistono prove sufficienti.

Fattori socio-culturali: nei paesi industrializzati e dove si è diffusa la cultura occidentale c’è maggiore prevalenza di distirbi alimentari. L’ideale di magrezza è esaltato da tutti i mezzi di comunicazione: i casi di anoressia e bulimia va di pari passo all’aumento degli articoli di diete e dei prodotti dietetici. Questi modelli di magrezza possono prevalere su ragazze/i vulnerabili alle influenze esterne. Oggi essere magra significa essere bella, ricca, di successo e solo così puoi essere accettata dal gruppo.

Fattori scatenanti

Lo svilupparsi di disturbi alimentari in persone vulnerabili può avvenire a seguito di eventi stressanti (un lutto, la fine di una relazione affettiva, violenze fisiche o psicologiche, critiche sul proprio aspetto da familiari o amici) scatenanti o precipitanti la comparsa dei disturbi. I fattori scatenanti possono riguardare l’insoddisfazione corporea oppure esserne indipendenti, legati piuttosto a problematiche adolescenziali come la fine di un rapporto affettivo, il distacco genitoriale. Tutti eventi che minano l’autostima e le capacità relazionali.

Fattori di mantenimento

Sono quegli eventi o pensieri che aiutano a mantenere la condizione innestatasi come, ad esempio, l’idea sul peso e sulla magrezza. Un semplice complimento può rinforzare queste idee. Putroppo però, nel lungo termine, i rinforzi esterni perdono di potere e il fattore di mantenimento diventa la pratica del digiuno per raggiungere l’obiettivo di dimagrimento. Il digiuno stesso mantiene il comportamento disturbato.

Quando il cibo diventa un problema: i disturbi alimentari, i DAN

Minnesota Study

Keys e collaboratori nel loro libro “The Biology of Human Starvation” (Keys et al. 1950) hanno fornito una descrizione dettagliata dei sintomi del sottopeso e della restrizione dietetica calorica riportati da giovani adulti maschi volontari.

Il Minnesota Study è lo studio più importante pubblicato che abbia valutato gli effetti della restrizione dietetica calorica e della perdita di peso nelle persone di peso normale.

Effetti comportamentali

  • Rituali alimentari (mangiare molto lentamente, tagliare il cibo in piccoli pezzi, mescolare il cibo in modo bizzarro, ingerire cibo bollente)
  • Lettura di libri di cucina e collezione di ricette
  • Incremento del consumo di caffè, tè, spezie, gomme da masticare e acqua
  • Episodi bulimici
  • Incremento dell’esercizio fisico per evitare la riduzione del contenuto calorico della dieta

Effetti psicologici

  • Danneggiamento della capacità di concentrazione
  • Scarso capacità di insight e di giudizio critico
  • Preoccupazione per il cibo e l’alimentazione
  • Depressione
  • Sbalzi del tono dell’umore
  • Irritabilità
  • Rabbia
  • Ansia
  • Apatia
  • Episodi psicotici
  • Cambiamenti di personalità confermati dai test psicologici.

Effetti sociali

  • Isolamento sociale
  • Riduzione dell’interesse sessuale

Modificazioni fisiche

  • Disturbi del sonno
  • Vertigini
  • Debolezza
  • Dolori addominale
  • Disturbi gastrointestinali
  • Cefalea
  • Ipersensibilità al rumore e alla luce
  • Edema
  • Ipotermia
  • Riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria
  • Parestesie
  • Diminuzione del metabolismo basale
  • Aumento della fame
  • Precoce senso di pienezza

Tratta da Keys, A., Brozek, J., Henschel, A., Mickelsen, O., & Taylor, H. L. (1950). The biology of human starva-tion (Vol. 2). Minneapolis: University of Minnesota Press.

 

Quindi…

Se anche tu stai seguendo, per qualsiasi motivo, un regime dietetico molto restrittivo, ricorda che col tempo potresti sperimentare i “sintomi da digiuno”.

Se a questi sintomi dai un significato positivo, di controllo su te stessa/o, forse potresti avere un problema in ambito alimentare.

Parlane con uno specialista, ti aiuterà ad avere una visione sana sul cibo!

 

 

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Elimina la dipendenza dagli zuccheri in 7 azioni
Elimina la dipendenza dagli zuccheri in 7 azioni

Elimina la dipendenza dagli zuccheri in 7 azioni

Nel precedente articolo “Non dimagrisci? Forse sei dipendente dagli zuccheri” abbiamo trattato di quanto la vita frenetica, le proposte pubblicitarie e al supermercato ci facilitino la dipendenza da zuccheri dovuto al maggiore consumo di alimenti pronti, light, dolcificati, rendendo difficile, se non impossibile, dimagrire ed essere energici.

Lo zucchero crea una dipendenza vera e propria a livello celebrale. Dopo aver assunto zuccheri, infatti, si attivano le stesse aree celebrali dopo aver assunto cocaina. Alcuni studi evidenziano come lo zucchero e la ricompensa dolce non solo possono sostituire le droghe che creano dipendenza, come la cocaina, ma possono anche essere più gratificanti e attraenti.

Quante volte ti è capitato di essere stressata/o o nervosa/o e di trovare rilassamento mangiando un bel pezzo di torta o pane e Nutella oppure dei biscotti frollini con le gocce di cioccolato o una bella pizza da asporto calda e profumata. Magari per cena guardando la TV o dopo cena…Che goduria!

Peccato però che questo atteggiamento non ti aiuti a ripulire i tuoi organi, a migliorare il tuo metabolismo, a sentirti in forze, a dimagrire. Tutt’altro, favorisce fastidi digestivi e patologie come gastrite, reflusso, colon irritabile, intolleranze. Senza dimenticare l’insonnia e la spossatezza e il nervosimo ad essa associato.

Non è semplice liberarsi dalla dipendenza dagli zuccheri e non serve adottare strategie troppo restrittive. Serve il giusto equilibrio per mantenere risultati a lungo termine. Si leggono mille e mille strategie dietetiche su internet. In questo bailamme di diete miralcolose è sempre bene farsi indirizzare e chiarire dubbi, rispetto al proprio stato di salute e stile di vita, con uno specialista. Ma torniamo a noi.

Come liberarsi dalla dipendenza da zuccheri?

Elimina la dipendenza dagli zuccheri in 7 azioni

Segui queste semplici mosse e vedrai come starai meglio, più energica/o e leggera/o. Già dopo la prima settimana noterai la differenza.Confronto tra alimenti sani veloci e freschi Foto Gratuite

  1. Bevi acqua a sufficienza: oltre che idratarti, l’acqua serve per ripulire il tuo corpo dagli scarti del tuo metabolismo.
  2. Consuma più verdure come antipasto e non a chiusura del pasto.
  3. Parti con un piatto proteico per controllare la fame.
  4. Elimina tutti i dolci, dolcificanti, frutta, marmellate, frutta disidratata e scegli solo zuccheri provenienti da cereali integrali e farine integrali o semintegrali.
  5. Aumenta l’apporto di grassi buoni: pesce, frutta secca, semi, oli vegetali come EVO e canapa.
  6. Elimina l’alcool e tutte le bevande dolci o light.
  7. Allegerisci la cena e fai una buona colazione.

 

Se invece hai bisogno di una guida più specifica, puoi scegliere uno dei 3 percorsi con me, a seconda del tuo bisogno. Per un orientamento puoi sempre contattarmi telefonicamente o per e-mail.

 

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Enza: meno 14 kg e un uovo stile di vita alimentare
Enza: meno 14 kg e un uovo stile di vita alimentare

Enza: meno 14 kg e un uovo stile di vita alimentare

Mi sono rivolta a Sabrina nel febbraio 2020 dopo essermi accorta di aver preso troppo peso dall’inizio della convivenza con il mio compagno.
Il cambio di abitudini e la disorganizzazione alimentare hanno contribuito fortemente a fare aumentare il mio peso di ben 14 kg ed avere un fegato leggermente ingrossato.
Non riuscivo più a guardami allo specchio nè a piacermi ma, soprattutto, a riconoscermi.
Il mio percorso inizia a fine febbraio e termina a Novembre ma solo per aver raggiunto il peso forma, poiché ritengo che ora sia diventanto uno stile di vita, più che una “dieta/alimentazione” temporanea dettata dall’esigenza di far fuori quei kg di troppo.
A chi afferma che “dimagrire sia difficile, faticoso e si fa la fame” posso solamente dire che non è affatto così. Anzi, con il piano alimentare di Sabrina mi sono ritrovata a dover mangiare più pasta e pane di quanto facessi prima. Lasciate da parte i luoghi comuni e affidatevi a professionisti seri se volete ottenere risultati concreti e duraturi.
Sono riuscita a gestire senza alcun problema ogni eventuale uscita serale, festa o evento senza dover rinunciare al cibo ma facendo scelte più accurate, non più dettate dal momento.
Sono molto soddisfatta del mio cambiamento, non solo a livello di peso, perché posso dire di aver imparato a conoscere meglio il cibo e migliorato notevolmente il mio stato di salute.
Mi sento sicuramente più in forma, leggera e con tanta energia in più!!
Del metodo di Sabrina mi è piaciuta l’organizzazione di ogni piano alimentare creato sulla base di gusti ed esigenze personali, la disponibilità e la reperibilità anche al di fuori delle visite e i consigli mirati su ogni dubbio che poteva presentarsi. Ottima anche la possibilità di trovare ricette interessanti sul suo sito internet!!
Inutile dire che mi sono sentita motivata e aiutata in ogni momento del percorso.
Consiglio davvero a tutti di intraprendere un percorso simile con Sabrina, che resterà il mio punto di riferimento.

Enza

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Non dimagrisci? Forse sei dipendente dagli zuccheri
Non dimagrisci? Forse sei dipendente dagli zuccheri

Non dimagrisci? Forse sei dipendente dagli zuccheri

Quante volte hai cominciato una dieta e dopo soli pochi giorni ti sei detta: “mi mancano i dolci!, voglio la pizza!
Oppure, quante volte ti sei detta “senza dolce la mattina non riesco ad andare avanti” piuttosto che “mangio bene, mangio le verdure, la carne, il pesce…ma ho un debole per i dolci e la pizza”.

Lo zucchero, inteso anche quello dei farinacei raffinati, non solo quello dei dolci, è proposto al supermercato, nei distributori in mille modi, colori, pubblicità accattivanti ma soprattutto pronti al consumo ed economici.

Al giorno d’oggi, dove tutto si fa di fretta e il tempo per noi stessi viene sempre più sacrificato, il fast food vince su tutto. Vista poi la maggiore informazione sulla corretta alimentazione, anche il marketing ha cambiato volto, spingendo non solo verso le diciture “light”, ma anche su altri slogan tipo “proveniente solo da colture controllate”, “la natura a tua disposizione”, “con cereali integrali”, piuttosto che “senza grassi saturi”, “senza zuccheri”, etc. Ma occhio all’healthy food industriale, sia del reparto freschi che confezionati, sia liquidi che solidi.

I Love Sugar!

Gli zuccheri, lo sappiamo, sono buonissimi, ci consolano e ci coccolano nei momenti belli e brutti. Appagano i nostri sensi e ci creano una dipendenza da cui è difficile venirne fuori, soprattuto se, già dal mattino, appena apriamo gli occhi, cominciamo la giornata con una dolcissima colazione.
Bomboloni, croissant, biscotti con le goccie di cioccolato, merendine con ripieno alla crema, torte, marmellate, accompagnati con un bel caffè o latte e caffè zuccherato. Non solo, anche gli alimenti definiti “salutari” come lo yogurt, il latte vegetale, i cereali della colazione, i succhi 100% frutta, il risolatte sono una miniera di zuccheri ma meglio visti dai “salutisti” o da quelli che provano a mangiare “meglio”.

 

Non dimagrisci? Forse sei dipendente dagli zuccheri

Se sei una persona avvezza al dolce, forse ti rivedi in queste situazioni.Cornetti con tazza di caffè

  1. Cominci la giornata sempre con una colazione dolce. Peccato però che la carica si esaurisce in fretta e, dopo solo un paio d’ore, ti senti stanco e mangi qualcosina per tirarti su, magari con un caffettino.
  2. Poi arrivi al pranzo e mangi un panino o un tramezzino al bar, un pezzo di pizza o un risottino, un avanzo della cena, altrimenti una porzione di piatti pronti del supermercato con poche calorie. Chiudi con un frutto e/o con un caffè per ridarti la carica prima di ricominciare.
  3. Nel pomeriggio, però, le energie calano vertiginosamente, hai sonno ma devi lavorare. Allora, visto che hai mangiato solo un primo/secondo, ti concedi un biscottino, una barrettina ai cereali da solo 99 kcal, dei tarallini. Magari un altro caffè, perchè no?
  4. Terminato il lavoro, vai a fare di corsa la spesa. Prendi l’insalata pronta, una proteina, magari dell’affettato e del formaggio che sono veloci da preparare, del pane, un dolcetto, non si sa mai…
  5. Torni a casa, cominci a preparare la cena e, intanto che prepari, stuzzichi un po’ di pane, un tarallino, del formaggio.
  6. Pronta la cena, ti metti a tavola e ormai ti è passata la fame ma mangi comunque, magari poco.
  7. Tempo un’ora, due, mentre guardi la tv, cominci a sentire il richiamo del dolcetto. Un biscottino che poi diventano tre o quattro, un gelatino, uno yogurt alla frutta e un frutto. Insomma per rilassarti devi mangiare il dolce.

 

Risultato? I chili sulla bilancia salgono anche se non mangi poi così tanto!Piedi della donna che stanno sulla bilancia su fondo di legno

Se ti ritrovi totalmente o in parte in questo esempio, probabilmente hai un’alimentazione ricca di carboidrati, non equilibrata e/o non adeguata al tuo fabbisogno giornaliero. Devi rivedere le tue abitudini, la lista della spesa e ascoltare più il tuo corpo e la tua mente.

Il corpo ha bisogno di essere nutrito per portarlo in equilibrio, sia in termini di peso che in termini di benessere mentale. Se non nutri il tuo corpo avrai sempre attacchi di fame, le voglie e le abbuffate. Ti sentirai sempre stanca e demoralizzata dalla difficoltà a cambiare regime alimentare e la tua forma fisica.

Mente e corpo sono un tutt’uno, se tratti bene il corpo la tua mente sarà più serena e propensa alla comprensione e all’apprendimento. Se ti prendi cura dei tuoi pensieri, il tuo corpo sarà rilassato e i tuoi organi più efficienti e il tuo metabolismo più attivo.

Nella sezione “Ricette” della tua area riservata, trovarai ottime ricette a basso indice glicemico, dolci e salate, ideale per disintossicarti dalla dipendenza al dolce.

 

 

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Dimagrire con prodotti senza glutine si può?
Dimagrire con prodotti senza glutine si può?

Dimagrire con prodotti senza glutine si può?

Spesso mi succede di seguire persone con intolleranze o allergie al glutine che hanno seri problemi digestivi e anche con la bilancia.

Ma cos’è il glutine?

Magari già lo sai, ma te lo ripeto. Il glutine è una proteina presente nel grano e altri cereali (farro, orzo, segale, kamut). Conferisce caratteristiche particolari nei processi di trasformazione (pastificazione, panificazione) generando alimenti molto gradevoli al palato perché mantendono bene la cottura, per la pasta, oppure lievitano bene, per il pane, pizza e dolci.

E’ utilizzato dall’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica come additivo, insomma è ovunque.

Il glutine è diventato il problema un po’ di tutti ma non tanto perché noi siamo diventati più sensibili, quanto per l’aumentata assunzione di glutine negli ultimi 30-40 anni, dovuto sia alla presenza costante come additivo in quasi tutti i prodotti industriali, sia ai grani selezionati negli anni con maggior glutine, per avere una resa maggiore del prodotto.

La corsa al gluten free

Per le allergie al glutine, l’unica soluzione è non assumere glutine. Generalmente alla notizia che siamo intolleranti al glutine, corriamo subito al reparto Gluten Free del supermercato e delle farmacie, sostituendo pane, biscotti, pasta con prodotti simili ma senza glutine e, voilà, il gioco è fatto. L’intolleranza non c’è più ma…frequentemente accade che restino o si presentino ex novo  fastidi digestivi e che il peso sulla bilancia vada su.

Il peso va suDimagrire con prodotti senza glutine si può?

Spesso i prodotti industriali senza glutine sono composti da molti ingredienti che servono per rendere gradevole al palato il prodotto e il più simile possibile al fratello col glutine, visto che, la mancanza del glutine, rende difficile la pastificazione e la panificazione.

Quali sono questi ingredienti?

Un cane che si morde la coda

Gli alimenti troppo elaborati e ricchi di zuccheri favorisco il generarsi di un circolo vizioso:

  • aumenta la fame, mangi di più gli alimenti Senza Glutine, alteri la flora batterica, favorisci l’infiammazione, affatichi gli organi, la bilancia va su e anche il grasso viscerale (addominale).

Ecco perché non è sufficiente cambiare reparto del supermercato.

Cosa fare?

  1. Per prima cosa devi sapere che se hai scoperto di essere intollerante al glutine probabilmente hai una bella infiammazione del tuo intestino.
  2. Bisogna lavorare sul ridurre l’irritazione intestinale attraverso il cibo.
  3. Se riduci l’infiammazione intestinale, favorisci anche il miglioramento della funzionalità di tutti gli organi, col risultato di maggiore disintossicazione e dimagrimento.
  4. Bisogna fare pulizia del superfluo affinchè il corpo si depuri.
  5. Generalmente, con un progamma adeguato, già in 4 settimane si hanno benefici importanti.
  6. Senza glutine si ma scegliamo gli alimenti più adatti alle nostre esigenze.

 

Non basta eliminare il glutine per migliorare la propria salute.

 

 

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Perché le donne dimagriscono meno degli uomini?
Perché le donne dimagriscono meno degli uomini?

Perché le donne dimagriscono meno degli uomini?

Che le donne dimagriscono meno degli uomini non è solo una credenza ma una dura realtà, supportata da evidenze di carattere scientifico. Vediamo insieme alcuni punti di confronto.

Il corpo della donna cambia costantemente

La donna da ragazzina e fino all’età adulta è accompagnata da numerosi cambiamenti:

  • il ciclo mensile (le mestruazioni) che per alcune può essere veramente un serio problema, fino a diventare invalidante.Imballaggio della bolla degli ormoni per le donne e il fiore della menopausa di trattamento su fondo bianco. terapia ormonale sostitutiva. ciproterone acetato: antiandrogeni steroidei per carcinoma prostatico avanzato. Foto Premium
  • La gravidanza, nove mesi in cui il corpo della donna subisce cambiamenti notevoli per accogliere il pargolo in arrivo.
  • Il parto e l’allattamento, periodo durante il quale il corpo di una donna cambia ulteriormente.
  • Per concludere in bellezza, la donna chiude il ciclo mestruale con la menopausa, un evento che non si limita alla semplice assenza di mestruazioni ma ad un più ampio quadro sintomatologico, tra cui la nota osteoporosi e il girovita che scompare, dovuto a modifiche ormonali.

L’appetito

Si dice che l’appetito vien mangiando ma per la donna non è proprio così. Il nostro ciclo ormonale si suddivide in più fasi e solo la fase preovulatoria di circa 11 giorni sembra essere la meno famelica.
Gli uomini per fortuna non hanno questi sbalzi ormonali che ostacolano il dimagrimento e il mantenimento di una dieta.

La distribuzione dei grassi

Trasformazione del corpo maschile e femminile Vettore gratuitoLe donne hanno quasi il doppio del grasso corporeo rispetto agli uomini. Un aspetto, questo, che si rivela particolarmente utile nella gestione di gravidanze e stress fisici.

Anche la distribuzione del grasso risulta differente nei due sessi:

  • Le donne tendono a concentrare l’adipe nella zona bassa del corpo (glutei, fianchi, cosce). Il metabolismo delle cellule di quest’area del corpo è più lento. Ecco perché durante la dieta, le donne dimagriscono meglio nella parte superiore del corpo mentre faticano a perdere grassi dal ventre in giù.
  • Gli uomini, invece, presentano maggiore grasso nell’area superiore (addome, braccia).

La muscolatura

La donna ha una percentuale di massa magra minore rispetto gli uomini.

Gli uomini, si sa, hanno più muscoli ed i muscoli bruciano le calorie per contrarsi. Ecco perché gli uomini tendono a smaltire con più facilità i grassi in eccesso.

Gli ormoni

  • Gli uomini, inoltre, producono più testosterone e ormoni della crescita rispetto alle donne. Per questo essi tendono a bruciare i grassi e perdere peso più velocemente rispetto alle donne.
  • Gli estrogeni sono un gruppo di ormoni sessuali tipici dell’organismo femminile. Vengono secreti principalmente dall’ovaio in risposta allo stimolo di un ormone ipofisario chiamato LH o luteinizzante. In modeste quantità sono presenti anche nell’organismo maschile.
    Regolano la distribuzione del grasso corporeo, favorendone il deposito nelle anche, nelle natiche, nelle cosce e nell’addome al di sotto dell’ombelico.
    Sia livelli molto alti sia livelli molto bassi (menopausa) di estrogeni possono portare a un aumento di peso. Questo dipende dall’età, dall’azione degli altri ormoni, e dallo stato generale di salute, oltre che dall’alimentazione scorretta o non ben equilibrata.

Il modo più efficace per mantenere nella norma i livelli di estrogeni è alimentarsi correttamente e tenere sotto controllo il proprio peso corporeo. Nell’organismo femminile circa due terzi della produzione di estrogeni avviene infatti nel tessuto adiposo.
Infatti studi dimostrano che consumare regolarmente fibre aiuta a mantenere bassi i livelli di estrogeni. Anche l’attività fisica è indispensabile a ridurre i livelli di estrogeni ed alzare il testosterone.

Le donne sono destinate ad ingrassare?

Questo articolo ha lo scopo di farti capire che la nostra fisicità ha un perché e non siamo sbagliate. Semplicemente la donna, al fine riproduttivo, adatta il proprio corpo, sottoponendolo anche a forti stress. Il tessuto adiposo è una risposta allo stress.
Questo non significa che siamo condannate al sovrappeso, tutt’altro.

Sapere cosa accade nella donna ci fa capire meglio cosa bisogna fare per mantenere il nostro corpo in salute, adottando semplici strategie, senza, però, esasperarci e riconoscendo i nostri limiti.

Essere snelle, sane e serene sì, snelle e stressate no.

La corsa alla forma perfetta, ancora peggio al peso perfetto, induce ad uno stress elevatissimo dovito alle aspettative che, ahimè, se disattese, ci fa perdere la bussola e tutte le regole della buona alimentazione.

Pur di vedere il numero desidarato sulla bilancia si fa di tutto, anche rinunciare al cibo, anche digiunare. Peccato che poi il nostro corpo comincia a scalpitare e a chiedere il cibo disperatamente! Ecco che le tentazioni si fanno avanti…queste vocine che ci sussurrano all’orecchio in maniera ossessiva. Non sono tentazioni o sgarri, è sopravvivenza.

Il corpo ha bisogno di nutrirsi regolarmente per andare avanti, dimagrire e mantenere tutti i meccanismi di protezione alla salute. Le diete non equilibrate possono fare molti danni.

Se non presti attenzione al tuo stile di vita, probabilmente sarai sempre in conflitto con la bilancia. Una sana e bilanciata alimentazione, unita al movimento, favoriscono il dimagrimento e il mantenimento del peso corporeo.

 

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