Diabete e retinopatia: alimentazione e chek-up gratuiti

Diabete e retinopatia: alimentazione e chek-up gratuiti

Il 13 ottobre con l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus e l’OMS si celebra La Giornata Mondiale della Vista .

Quest’anno nel nostro Paese è dedicata alla prevenzione della retinopatia diabetica.

Nel mondo ci sono 147 milioni di persone colpite da questa malattia oculare su 422 milioni di diabetici. Una diagnosi precoce può salvare la vista.

Cos’è il diabete?

Un disordine metabolico caratterizzato da IPERGLICEMIA  (livelli di glucosio nel sangue elevati) e urine contenenti grandi quantità di zuccheroI valori normali della glicemia a digiuno sono compresi tra i 70 e i 110 milligrammi per decilitro di sangue (70-110 mg/dl).

Perché avviene?

Viene prodotta una quantità inadatta di insulina o il suo utilizzo risulta inadeguato. L’insulina è un ormone secreto dal pancreas che permette al glucosio di entrare nelle cellule per essere utilizzato come fonte di energia.

Due forme principali di diabete:

  • Tipo 1 o diabete insulino-dipendente (di tipo immunologico):
    In genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. In questa forma di diabete il pancreas non produce l’insulina (le cellule b del pancreas vengono distrutte da autoanticorpi e linfociti T citotossici) per cui, per controllare la malattia, è necessario iniettarla per via sottocutanea ogni giorno e per tutta la vita.
  • Tipo 2 o diabete non insulino-dipendente
    È la forma più comune. Il pancreas produce l’insulina ma le cellule dell’organismo non riescono a utilizzarla. Si manifesta dopo i 30-40 anni e sono stati individuati numerosi fattori di rischio come: familiarità, sovrappeso, sedentarietà , sindrome metabolica, fumo, ecc. Per controllare la malattia è necessario assumere farmaci ipoglicemizzanti (per via orale) e/o bisogna seguire una dieta bilanciata.

Esistono, inoltre, un diabete gestazionale (l’iperglicemia si riscontra per la prima volta durante la gravidanza) e un diabete secondario che insorge in seguito ad altre malattie (pancreatite, ipertiroidismo, ecc.) o a determinate terapie.

Quando insorge la retinopatia

La retinopatia diabetica da sintomi oculari solo quando ha raggiunto uno stadio molto avanzato, che ha già determinato dei danni irreversibili, determinando abbassamento lento e graduale della vista (visus), distorsione delle immagini (metamorfopsie), improvvisa perdita della visione in un occhio per un’emorragia abbondante (emovitreo) o per l’occlusione di un grosso vaso sanguigno della retina.

Fattori di rischio

  • Un fattore di rischio per la retinopatia è la presenza Diabete e retinopatia: alimentazione e chek-up gratuitidel diabete da lungo tempo: la probabilità di esserne colpiti è più elevata se si è ammalati da un tempo più lungo. Dopo 20 anni di diabete più del 90% dei diabetici presenta una retinopatia diabetica.
  • L’altro fattore di rischio sono gli sbalzi di glicemia: è importante mantenere i valori della glicemia entro certi limiti, senza sbalzi eccessivi. Questo obiettivo si può raggiungere seguendo scrupolosamente le indicazioni alimentari e adottando uno stile di vita adeguato.
  • L’ipertensione arteriosa.

 

Retinopatia diabetica e alimentazione

La prima forma di “trattamento” della retinopatia diabetica è controllare il più possibile la glicemia, evitando ampie oscillazioni. La dieta e l’attività fisica sono due armi da non sottovalutare: la giusta scelta e combinazione degli alimenti, gli orari da rispettare, la giusta idratazione e l’esercizio fisico giornaliero aiutano il paziente a controllare meglio gli zuccheri nel sangue.

Iniziative e check-up gratuiti

Mantova

  • Distribuzione Materiale Informativo Piazza Marconi dalle 8.30 alle 12.30
  • Incontro Divulgativo in sezione, Via della Conciliazione n.37 dalle 16.00 alle 17.00
  • Per informazioni: 0376/323317

Modena

  • Distribuzione Materiale Informativo
  • Per informazioni: 059/300012

Firenze

  • Distribuzione Materiale Informativo
  • Per informazioni: 055/580319

 

La prossima settimana vedremo insieme quali scelte alimentari sono più indicate per mantenere una glicemia costante, senza sbalzi eccessivi.

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I fichi nella nostra dieta: benefici proprietà e controindicazioni

 

I fichi nella nostra dieta benefici, proprietà e controindicazioni

I fichi maturano d’estate e fino all’ inizio dell’autunno. All’inizio dell’estate, maturano i cosiddetti fichi “fioroni”: sono ricchi di nutrienti, di fibre anti stipsi e di minerali drenanti; i “fichi veri” maturano da agosto a settembre e i fichi tardivi arrivano in autunno.

Sono da preferire a quelli secchi, poiché quest’ultimi contengono ben 256 kcal e 58 g di zuccheri per 100 g. Meglio, quindi, i fichi freschi e ben maturi.

fichi sono frutti particolarmente delicati: in frigo possono essere conservati per un massimo di tre giorni, riposti in un sacchetto di carta per evitare lo stretto contatto col freddo e l’assorbimento di odori provenienti da altri cibi presenti nel frigorifero.

I fichi nella nostra dieta: benefici, proprietà e controindicazioni

Le proprietà di questo frutto sono notevoli e, se consumati nel modo giusto, non c’è pericolo per chi è a dieta.

  • Spuntino energizzante: dopo una bella corsa, una partita a calcetto, una nuotata,  i fichi costituisco un ottimo spuntino energizzante per l’alto contenuto di zuccheri facilmente assimilabili. Meglio evitare di mangiarli di sera quando il nostro corpo non ha così bisogno di energie da bruciare.
  • Per la pressione: un consumo elevato di sodio abbinato ad uno scarso apporto di potassio può portare all’ipertensione. Il buon contenuto di potassio aiuta a controllare la pressione sanguigna e a contrastare gli effetti del sodio che introduciamo nel nostro organismo attraverso il cibo, soprattutto quello industriale.
  • Proteggono il cuore: contengono acidi grassi Omega 3 e 6,  noti per ridurre il rischio di malattie coronariche. Le sue foglie inoltre contengono composti in grado di ridurre i trigliceridi a tutto vantaggio della salute del cuore.
  • Calcio e ferro: i frutti freschi sono ricchi di calcio, minerale essenziale nella formazione delle ossa, perché aumenta la densità e ne facilita il corretto sviluppo; e di ferro, utile nelle persone con anemia.
  • Regola l’intestino: la presenza nei fichi di fibre e mucillagini aiuta il nostro intestino ad essere più regolare.
  • Contro tosse e infiammazioni: il decotto di fichi secchi ha un’azione lenitiva nei confronti degli attacchi di tosse. Il fico ha anche proprietà antinfiammatorie sull’apparato urinario e circolatorio e anche nei confronti delle pareti intestinali, proteggendole dalle ulcere.
  • Le foglie e il Diabete: le foglie di fico sono commestibili e hanno proprietà utili per persone che soffrono di diabete in quanto sono in grado di abbassare la quantità di insulina richiesta nelle persone che necessitano iniezioni di questa sostanza.
  • Prevenzione dei tumori: la ricca presenza di fibre aiuta il nostro organismo a proteggersi dai radicali liberi e sostanze cancerogene.  Legandosi  alle sostanze nocive, la fibra ne facilita l’espulsione.
  • Acne: si può ridurre gli effetti dell’acne applicando sul viso una purea ottenuta con fichi freschi e lasciarla asciugare per 20 minuti circa.

Controindicazioni del fico

I frutti sono un alimento sconsigliato per chi soffre di diabete. Il consumo eccessivo è sconsigliato anche a chi soffre di obesità.

Visto quante proprietà? Se hai delle domande sull’argomento scrivi a [email protected]

 

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Acqua, da bere senza moderazione

Acqua, da bere senza moderazione

Come sappiamo, il nostro corpo è fatto principalmente d’acqua, rappresentando il 55-60% del peso di un adulto e circa il 75% di un neonato.

Per noi l’acqua è indispensabile per le reazioni biochimiche, per la digestione, l’assorbimento di nutrienti, per regolare la temperatura corporea, per eliminare cataboliti (sostanze di scarto) del metabolismo.

Con il caldo aumenta la sudorazione e, di conseguenza, la perdita di liquidi corporei. Ma perdiamo acqua anche attraverso le urine, le feci, la respirazione, per cui dev’ essere reintegrata spesso.

Quanta acqua bere?

Normalmente la perdita giornaliera d’acqua è circa del 3-4 % del peso corporeo (2-2,5 litri) ecco perché si consiglia di bere circa 2 litri d’acqua al giorno. Tale quantità può aumentare quando si fa l’attività fisica e se si vive in ambienti caldi e umidi.

La perdita d’acqua  è più elevata in individui di giovane età, di conseguenza i bambini sono molto soggetti a disidratazione qualora non si provveda a reintegrare i liquidi.

Negli anziani invece la disidratazione dipende da una risposta del centro della sete meno pronta che rischia di non segnalare la necessità d’acqua . Gli anziani devono abituarsi a bere spesso durante la giornata anche quando non avvertono la sete.  Inoltre con l’avanzare dell’età la ritenzione dei liquidi diminuisce.

Il bilancio idrico

E’ necessario che il volume dei liquidi in entrata sia in equilibrio con i liquidi in uscita. Se tale equilibrio viene alterato si manifestano i sintomi di un’intossicazione da acqua.

Se le entrate sono in eccesso si possono avere disfunzioni gastrointestinali, debolezza muscolare, irregolarità del battito cardiaco, disorientamento fino al coma.

Se le entrate sono minori delle uscite, si ha disidratazione, più comune, con secchezza orale, cefalea, irritabilità, insonnia, astenia anche profonda fino al collasso.

Un’adeguata idratazione varia da individuo a individuo e per valutarla possiamo monitorare:

  • il colore delle urine: un colore di colore paglierino è un segno di adeguata idratazione. Un colore scuro indica disidratazione
  • perdita di sudore: la variazione del peso dopo un’attività fisica può aiutare a capire la quantità di acqua da reintegrare

Data l’importanza dell’acqua nell’ alimentazione umana, esperti hanno ideato una piramide dell’idratazione racchiudendo le indicazioni per individui adulti, sani e moderatamente attivi circa il consumo d’acqua .

Piramide idratazione.

La stratificazione nei diversi livelli della piramide serve, così come la piramide alimentare rispetto agli alimenti, a dare indicazioni sulle quantità consigliate per i vari tipi di bevande poiché alcune di  esse devono essere consumate con moderazione.

 

Alla base c’è l’acqua, poi gli infusi senza zucchero, seguono i centrifugati, il latte, bevande moderatamente zuccherate e, in cima, le bevande zuccherate. Man mano che si sale diminuisce la frequenza di consumo della bevanda.

La prossima volta valuteremo l’acqua presente negli alimenti e chiariremo alcuni falsi miti sull’acqua: meglio del rubinetto o in bottiglia?

 

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L’anguria buona per la linea, il cuore, le ossa e tanto altro

 

L’anguria buona per la linea, il cuore, le ossa e tanto altro

Tipica estiva, l’anguria ci accompagna in queste calde giornate per rinfrescarci con sapore. E’ un frutto  ricchissimo d’acqua, circa il 93 %.

Ogni morso di anguria ci offre livelli significativi di vitamine A, B6 e C, un sacco di licopene, antiossidanti e aminoacidi. C’è anche una modesta quantità di potassio. Inoltre,  è senza grassi, ha un bassissimo contenuto di sodio e ha solo 20 calorie per 100 gr.

 

I benefici dell’anguria:

  • CONTRO LA STANCHEZZA: l’anguria è una merenda ideale per adulti e bambini perché non solo rinfrescante ma soprattutto rimineralizzante, ottima nel periodo caldo in cui la sudorazione è facilitata
  • DOLORI MUSCOLARI: secondo uno studio del 2013 (vedi qui), bere il succo d’anguria prima dell’attività fisica, ridurrebbe il dolore muscolare il giorno successivo all’attività e la frequenza cardiaca. Ciò è dovuto alla presenza di due sostanze, citrullina e arginina, che migliorano la circolazione sanguigna
  • SAZIANTE particolarmente ricca d’acqua, l’anguria ha un buon effetto saziante, ottima nelle diete dimagranti come spuntino a basso contenuto calorico. Come ogni cosa, attenzione a non abusarne – non mangiare mezza anguria! – perché la frutta è ipocalorica se consumata in certe quantità. Contiene comunque zuccheri come il destrosio, fruttosio e saccarosio
  • DIURETICA: l’anguria è sicuramente un frutto dissetante con proprietà diuretiche e depurative dell’organismo che apportano benefici in caso di gonfiore dovuto a ritenzione idrica
  • PRESSIONE: in caso di ipertensione, la presenza di aminoacidi come la citrullina e l’arginina, contribuiscono ad equilibrare la pressione sanguigna evitando così danni al sistema cardiocircolatorio. Uno studio del 2012 (vedi qui) ha scoperto che gli estratti di anguria hanno contribuito a ridurre l’ipertensione in adulti obesi.
  • OBESITA’: la citrullina dimostrato di ridurre l’accumulo di grasso nelle nostre cellule adipose. Citrullina è un aminoacido che si trasforma in arginina a livello renale. Attraverso una serie di passaggi, l’ arginina ha la capacità di  bloccare l’attività di TNAP (fosfatasi alcalina tessuto-non specifico), che rende le nostre cellule adipose meno capaci di accumulare grassi.
  • OSSA: il licopene riduce lo stress ossidativo, causa della riduzione dell’attività degli osteoblasti (le cellule ossee coinvolte nella formazione dell’osso). L’anguria è anche ricco di potassio che aiuta a limitare la perdita di calcio.
  • ANTICANCRO, ANTIINFIAMMATORIA: il rosso dell’anguria, del pomodoro, del pompelmo rosa sono dovuti al Licopene, un pigmento che ha mostrato avere effetti protettivi sul sistema cardiovascolare, un’azione anti-ictus, abbassa la pressione, un possibile ruolo nella prevenzione di diversi tumori, prostata nell’uomo, seno nella donna. Il licopene è particolarmente utile nel ridurre l’infiammazione e neutralizzare i radicali liberi
  • SISTENA IMMUNITARIO: i carotenoidi e il licopene, senza dimenticare la vitamina C, sono forti antiossidanti che, oltre al potere anticancro, rinforzano il sistema immunitario
  • PELLE E CAPELLI: la vitamina A e il beta-carotene dell’anguria apporta benefici alla pelle ritardandone l’invecchiamento e mantenendola elastica più a lungo. La vitamina A, insieme alla vitamina C, favorisce la produzione di collagene ed elastina, sostanze base della struttura dei nostri tessuti connettivi

 

RISCHI PER LA SALUTE: le persone con iperkaliemia grave (troppo potassio nel sangue) dovrebbero consumare con moderazione l’anguria, la frutta in generale e la verdura.  Secondo il National Institutes of Health, l’iperkaliemia può causare battito cardiaco irregolare e altri problemi cardiovascolari, così come il controllo muscolare ridotto

 

Visto quanti benefici in un solo frutto? Ricorda di consumare sempre prodotti stagionali perchè ci offrono tutto ciò di cui abbiamo bisogno in quel periodo.

 

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Pompelmo, tanti benefici ma non per tutti

 

Pompelmo, tanti benefici ma non per tutti

Sono numerosissimi gli studi che affermano come il costante consumo di alimenti vegetali, tra cui anche il pompelmo, riduca il rischio di obesità , diabete, malattie cardiache e la mortalità in generale.

Il pompelmo è nato come un incrocio tra un pomelo e un’arancia.

E’ un frutto disponibile tutto l’ anno, viene coltivato un po’ in tutto il mondo, laddove il clima temperato lo permette.La ricchezza di acidi organici (citrico e malico), di Vit. C, P e A nonché di sali minerali, potassio e ferro e un basso valore calorico (circa 42 Kcal per 100 gr), lo ha reso un alimento spesso presente in programmi alimentari finalizzati al dimagrimento.

Il pompelmo ha un indice glicemico basso (IG 25), suggerendo che non influisce in modo significativo sugli zuccheri nel sangue e sui livelli di insulina.

 


Quali benefici?

Perdita di peso

Il pompelmo viene spesso consigliato nelle comuni diete come alimento miracoloso nella perdita di peso. In realtà in una dieta sana può dare solo un leggero aiuto. In uno studio americano (randomizzato placebo controllato) su 91 uomini e donne obesi, monitorati per 12 settimane, è stato evidenziato come le persone che hanno assunto pompelmo fresco (non integratori) prima dei 3 pasti principali aveva perso in media 1,6 kg, il gruppo placebo aveva perso circa 270 gr. Secondo i ricercatori, vi è anche una significativa riduzione del livello di insulina post-prandiale (a 120 minuti) nel gruppo che ha assunto pompelmo rispetto al placebo e un miglioramento nella resistenza all’insulina

Ictus

Secondo l’ American Heart Association , mangiare agrumi come arance e pompelmi possono abbassare il rischio di ictus ischemico di circa il 20 % nelle donne

Cuore e arterie

La potente combinazione di nutrienti, fibre, potassio, licopene, vitamina C e colina nel pompelmo aiuta il cuore a mantenersi sano. Il pompelmo ha una funzione preventiva nella la formazione di placche ateromatose nelle arterie e, di conseguenza, per le malattie cardiache e l’arteriosclerosi. La pectina presente nei pompelmi contribuisce a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue in quanto ne diminuisce l’assorbimento intestinale.

Pressione

Fonte di potassio, il pompelmo contribuisce anche alla riduzione della pressione sanguigna, dovuta ai suoi effetti vasodilatatori.L’assunzione di potassio è associata anche ad un ridotto rischio di ictus, alla protezione contro la perdita di massa muscolare, alla conservazione della densità minerale ossea e alla riduzione della formazione di calcoli renali

Cancro

Il pompelmo è una fonte eccellente di antiossidanti, tra cui la vitamina C e il licopene, un flavonoide più abbondante nella varietà rosa. Aiuta a combattere la formazione di radicali liberi che causano il cancro. Il licopene è associato ad un ridotto rischio di cancro della prostata, una dieta ricca di vitamina C e beta –carotene ad un ridotto rischio di cancro esofageo.

Digestione e regolarità

Il pompelmo migliora la digestione, in quanto stimola la secrezione dei succhi gastrici. Il contenuto di acqua e fibre aiuta a prevenire costipazione promuovendo la regolarità intestinale.

Idratazione

Insieme all’anguria, è uno dei frutti più idratanti (91 % di acqua) e pieno di elettroliti importanti , pompelmo è un ottimo spuntino di avere a portata di mano per prevenire la disidratazione .

Pelle

Se consumato fresco(non integratori) o applicato localmente, il pompelmo può aiutare a combattere i danni della pelle causati dal sole e dall’inquinamento, riduce le rughe e migliora la struttura generale della pelle. La vitamina C svolge un ruolo essenziale nella formazione del collagene, il sistema di supporto principale della pelle. Anche la vitamina A è indispensabile per una pelle sana e i pompelmi ne sono ricchi.

Insonnia

Sono una buona fonte di triptofano: bere un bicchiere di succo di pompelmo prima di andare a letto concilia il sonno

Occhi e vista

Vitamina A, vitamina C, beta-carotene, licopene, luteina, zeaxantina, naringenina e naringina. Tutte queste componenti, contenute nei pompelmi, svolgono un ruolo molto importante per la salute dei nostri occhi e quindi per la vista.

 


Pompelmo, tanti benefici ma non per tutti

Questo frutto dalle notevoli virtù, purtroppo, non può essere consumato da tutti, in particolar modo da chi assume alcuni farmaci verso i quali è stata da tempo dimostrata la possibilità di reazioni avverse – anche gravi – in caso di contemporanea assunzione di questo frutto e/o del suo succo. Sono circa 43 i farmaci incompatibili.

Pompelmo, tanti benefici ma non per tutti-interazioniIl pompelmo causa un rallentato metabolismo dei farmaci determinando un accumulo estremamente pericoloso.

La sostanza incriminata è la naringina, un flavonoide che riduce l’attività degli enzimi del fegato CYP3A, che l’organismo utilizza per metabolizzare alcuni farmaci.

Quali sono i farmaci che interagiscono?

  • I calcio-antagonisti ( utilizzati per la cura della pressione alta)
  • I farmaci a base di statine per abbassare il colesterolo, in particolare l’atorvastatina, la lovastatina e la sinvastatina
  • Alcuni sedativi
  • Alcuni farmaci utilizzati in chemioterapia per il trattamento dei tumori
  • Alcuni antibiotici
  • Un regolatore della motilità gastroenterica, il domperidone

Un elenco più preciso delle molecole farmacologiche  da evitare  contemporaneamente al consumo di pompelmo è disponibile qui.

Alcuni consigli

  • I pompelmi vanno raccolti nel picco di maturazione, perché non maturano o migliorano la qualità dopo la raccolta, a differenza di altri fruttiPompelmo, tanti benefici ma non per tutti-ricette
  • I pompelmi devono essere conservati a temperatura ambiente, lontano dalla luce diretta del sole
  • Scegli sempre un pompelmo che risulta pesante per le sue dimensioni
  • Bevi una spremuta di ½ pompelmo 30 minuti prima di pranzo e cena
  • Aggiungi qualche fetta di pompelmo alla tua insalata o nella macedonia
  • Bevi una centrifuga di pompelmo e verdure

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Candidosi, depressione, disbiosi: il cibo come rimedio-parte 2
Candidosi, depressione, disbiosi: il cibo come rimedio-parte 2

La scorsa settimana abbiamo visto cos’è la candida e i fastidi che essa provoca (Candidosi, depressione, disbiosi: il cibo come rimedio-parte 1). che esistano.

Spesso ci vogliono molti mesi affinché l’organismo e tutti gli organi coinvolti riprendano a funzionare correttamente ed il sistema immunitario riesca a contrastare adeguatamente la candida

La candida recidivante (candidosi cronica) è una malattia di tipo multifattoriale, un’ infezione invasiva, fastidiosa e difficile da debellare, pertanto la sua risoluzione è possibile solo con un approccio completo, non limitato alla sola assunzione di farmaci antifungini, rimedio, anzi, predisponente a recidive.

Per ottenere risultati soddisfacenti contro la candida bisogna agire su più fronti:

  • evitare l’assunzione prolungata d’antibiotici che distruggendo anche i batteri simbionti buoni, favoriscono la crescita del fungo
  • rafforzare il sistema immunitario, sia la flora intestinale, entrambi impoveriti da un’alimentazione scorretta e squilibrata.

 

Uno dei primi interventi, quindi, per sconfiggere la candida albicans risiede nelle proprie abitudini alimentari.

 

Come ben sai, la voglia irrefrenabile di zuccheri, soprattutto a fine pasto, è uno dei segnali di presenza di candida, la quale richiede il suo nutrimento.Mangiare-dolci-candidosi

Creare un ambiente ostile per il fungo, che predilige ambienti acidi, è un punto di partenza.

Vediamo allora insieme cosa fare contro questo temibile fungo.

 

Dieta anticandida
Cosa Evitare?
  • Evita il cibo preferito dal fungo: zuccheri semplici, carboidrati raffinati, mais, dolcificanti (cioccolata, miele, dolciumi, gelati, biscotti, torte, bibite zuccherate e non, yogurt alla frutta o zuccherati
  • Evita altri tipi di funghi come i lieviti e prodotti lievitati (pane, pizza, focaccia, biscotti, crackers, ecc.)
  • Evita carni e pesci stagionati, affumicati, in scatola e affettati
  • Evita latte e latticini, il cui elevato contenuto di lattosio favorisce la proliferazione del fungo. Anche quelli fermentati, in particolare quelli contenenti lieviti e muffe: formaggi come il gorgonzola
  • Da evitare è anche la frutta fresca zuccherina, frutta essiccata
  • Evita gli arachidi
  • Evita cibi contenenti aceto di vino come i sottoaceti, salse per condire le insalate, il ketchup
  • Alcolici (soprattutto birra), bibite gassate, caffè e tè
  • Evita tutti i cibi preconfezionati o inscatolati e particolarmente ricchi in conservanti
  • Evita le spezie piccanti, in particolare il curry.

 

Soprattutto per i carboidrati, non è un divieto facile da rispettare perché chi soffre di candida cronica sente un grande desiderio di assumere zuccheri; bisogno indotto dal lievito stesso che spinge così l’organismo ad assumere l’alimento che gli permetta di svilupparsi.

 

Cosa mangiare?
  • Introduci le verdure come come cicoria, carciofo e tarassaco, Alimenti-candidarucola che stimolano la funzionalità epatica, digestiva e migliorano la flora intestinale
  • Introduci cereali integra
    li non lievitati
    , ma senza eccedere. Un buon apporto di fibre riduce ristagni intestinali e i fenomeni di fermentazione e putrefazione ad essi collegati
  • Introduci l’aglio (uno spicchio al dì, oppure in capsule, da assumere al dosaggio di due, tre volte al giorno per un mese circa), dotato di un’eccellente azione antifungina
  • Introduci, alternandoli, legumi, pesce, carni bianche, semi oleosi, uova
  • Tra i latticini solo lo yogurt bianco senza zuccheri né dolcificanti
  • Introduci l’aceto di mele o il limone al posto dell’aceto di vino
  • Olio di oliva EVO spremuta a freddo

Dagli alimenti consigliati, vanno ridotti o esclusi quelli a cui sapete di risultare intolleranti.

Per quanto tempo devo seguire questa dieta?

Dai due ai quattro mesi, a seconda della gravità della sindrome, dopodiché si può ritornare gradualmente ad utilizzarli, evitando però accuratamente tutti gli zuccheri raffinati.

 

Ricorda che, oltre a rivedere le tue abitudini alimentari, è fondamentale porre attenzione a tutto ciò che indebolisce il sistema immunitario come un uso eccessivo di antibiotici, cortisone, farmaci immunodepressori, amalgame dentali, vaccini e pillola anticoncezionale.

Rimedi naturali antimicotici
  • Introduci a cicli integratori di fermenti lattici vivi, in particolare il Saccaromices Boulardii che si è visto possedere una spiccata attività antifungina, poichè compete con la candida nel lume intestinale per la sopravvivenza
  • Olio di origano, in capsule o in forma liquida, secondo la posologia riportata sulla confezione, da assumere durante i pasti per migliorare le funzioni digestive
  • Aglio, combatte le infezioni micotiche e rafforza le difese immunitarie
  • Estratto di semi di pompelmo, contrasta la candida
  • Echinacea (Echinacea purpurea) per aumentare le difese immunitarie

 

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