Perché le donne dimagriscono meno degli uomini?
Perché le donne dimagriscono meno degli uomini?

Perché le donne dimagriscono meno degli uomini?

Che le donne dimagriscono meno degli uomini non è solo una credenza ma una dura realtà, supportata da evidenze di carattere scientifico. Vediamo insieme alcuni punti di confronto.

Il corpo della donna cambia costantemente

La donna da ragazzina e fino all’età adulta è accompagnata da numerosi cambiamenti:

  • il ciclo mensile (le mestruazioni) che per alcune può essere veramente un serio problema, fino a diventare invalidante.Imballaggio della bolla degli ormoni per le donne e il fiore della menopausa di trattamento su fondo bianco. terapia ormonale sostitutiva. ciproterone acetato: antiandrogeni steroidei per carcinoma prostatico avanzato. Foto Premium
  • La gravidanza, nove mesi in cui il corpo della donna subisce cambiamenti notevoli per accogliere il pargolo in arrivo.
  • Il parto e l’allattamento, periodo durante il quale il corpo di una donna cambia ulteriormente.
  • Per concludere in bellezza, la donna chiude il ciclo mestruale con la menopausa, un evento che non si limita alla semplice assenza di mestruazioni ma ad un più ampio quadro sintomatologico, tra cui la nota osteoporosi e il girovita che scompare, dovuto a modifiche ormonali.

L’appetito

Si dice che l’appetito vien mangiando ma per la donna non è proprio così. Il nostro ciclo ormonale si suddivide in più fasi e solo la fase preovulatoria di circa 11 giorni sembra essere la meno famelica.
Gli uomini per fortuna non hanno questi sbalzi ormonali che ostacolano il dimagrimento e il mantenimento di una dieta.

La distribuzione dei grassi

Trasformazione del corpo maschile e femminile Vettore gratuitoLe donne hanno quasi il doppio del grasso corporeo rispetto agli uomini. Un aspetto, questo, che si rivela particolarmente utile nella gestione di gravidanze e stress fisici.

Anche la distribuzione del grasso risulta differente nei due sessi:

  • Le donne tendono a concentrare l’adipe nella zona bassa del corpo (glutei, fianchi, cosce). Il metabolismo delle cellule di quest’area del corpo è più lento. Ecco perché durante la dieta, le donne dimagriscono meglio nella parte superiore del corpo mentre faticano a perdere grassi dal ventre in giù.
  • Gli uomini, invece, presentano maggiore grasso nell’area superiore (addome, braccia).

La muscolatura

La donna ha una percentuale di massa magra minore rispetto gli uomini.

Gli uomini, si sa, hanno più muscoli ed i muscoli bruciano le calorie per contrarsi. Ecco perché gli uomini tendono a smaltire con più facilità i grassi in eccesso.

Gli ormoni

  • Gli uomini, inoltre, producono più testosterone e ormoni della crescita rispetto alle donne. Per questo essi tendono a bruciare i grassi e perdere peso più velocemente rispetto alle donne.
  • Gli estrogeni sono un gruppo di ormoni sessuali tipici dell’organismo femminile. Vengono secreti principalmente dall’ovaio in risposta allo stimolo di un ormone ipofisario chiamato LH o luteinizzante. In modeste quantità sono presenti anche nell’organismo maschile.
    Regolano la distribuzione del grasso corporeo, favorendone il deposito nelle anche, nelle natiche, nelle cosce e nell’addome al di sotto dell’ombelico.
    Sia livelli molto alti sia livelli molto bassi (menopausa) di estrogeni possono portare a un aumento di peso. Questo dipende dall’età, dall’azione degli altri ormoni, e dallo stato generale di salute, oltre che dall’alimentazione scorretta o non ben equilibrata.

Il modo più efficace per mantenere nella norma i livelli di estrogeni è alimentarsi correttamente e tenere sotto controllo il proprio peso corporeo. Nell’organismo femminile circa due terzi della produzione di estrogeni avviene infatti nel tessuto adiposo.
Infatti studi dimostrano che consumare regolarmente fibre aiuta a mantenere bassi i livelli di estrogeni. Anche l’attività fisica è indispensabile a ridurre i livelli di estrogeni ed alzare il testosterone.

Le donne sono destinate ad ingrassare?

Questo articolo ha lo scopo di farti capire che la nostra fisicità ha un perché e non siamo sbagliate. Semplicemente la donna, al fine riproduttivo, adatta il proprio corpo, sottoponendolo anche a forti stress. Il tessuto adiposo è una risposta allo stress.
Questo non significa che siamo condannate al sovrappeso, tutt’altro.

Sapere cosa accade nella donna ci fa capire meglio cosa bisogna fare per mantenere il nostro corpo in salute, adottando semplici strategie, senza, però, esasperarci e riconoscendo i nostri limiti.

Essere snelle, sane e serene sì, snelle e stressate no.

La corsa alla forma perfetta, ancora peggio al peso perfetto, induce ad uno stress elevatissimo dovito alle aspettative che, ahimè, se disattese, ci fa perdere la bussola e tutte le regole della buona alimentazione.

Pur di vedere il numero desidarato sulla bilancia si fa di tutto, anche rinunciare al cibo, anche digiunare. Peccato che poi il nostro corpo comincia a scalpitare e a chiedere il cibo disperatamente! Ecco che le tentazioni si fanno avanti…queste vocine che ci sussurrano all’orecchio in maniera ossessiva. Non sono tentazioni o sgarri, è sopravvivenza.

Il corpo ha bisogno di nutrirsi regolarmente per andare avanti, dimagrire e mantenere tutti i meccanismi di protezione alla salute. Le diete non equilibrate possono fare molti danni.

Se non presti attenzione al tuo stile di vita, probabilmente sarai sempre in conflitto con la bilancia. Una sana e bilanciata alimentazione, unita al movimento, favoriscono il dimagrimento e il mantenimento del peso corporeo.

 

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L’alcool fa ingrassare?
L’alcool fa ingrassare?

Una domanda molto ricorrente tra i miei pazienti e non solo. C’è chi beve solo nel weekend, c’è chi beve occasionalmente, durante le festività, c’è chi, invece, si gratifica giornalmente con un bel bicchiere di vino, un amaro, piuttosto che un grappino dopo pasto.

Certo è che, sei vuoi dimagrire o restare in forma, devi stare attento/a sia alla frequenza con cui bevi alcolici, sia alle quantità.

Le calorie dell’alcoolVista dall'alto di bottiglie di assortimento di alcolici Foto Gratuite

Un grammo di alcool conta circa 7 kcal, i grassi 9 kcal, 4 kcal lo  zucchero. Chi pensa che il consumo di alcol faccia ingrassare per il suo alto contenuto calorico è fuori strada. Se questo fosse vero, tutti gli alcoolizzati cronici sarebbero obesi. Purtroppo il peso dell’alcool nell’alimentazione non è dovuto ad una questione calorica, piuttosto a fenomeni tossici epatici, antinutrizionali e di alterazione della regolazione ipotalamica.

Come fa allora l’alcool a far ingrassare visto che non determina una risposta insulinica?

L’alcol agisce in maniera indiretta, alterando una serie di meccanismi che regolano il nostro metabolismo.

In maniera molto semplice altera la funzione di ormoni regolatori dello stimolo della fame (grelina), della ricerca compulsiva di alcool (dopamina e galanina), di ormoni che regolano il metabolismo e nell’indurre l’aumento di grasso corporeo tramite l’innalzamento della resistenza all’insulina (leptina e resistina). Ad esempio l’aumento dei livelli di Leptina è un fenomeno tipico dell’obeso che porta ad un graduale rallentamento della funzione tiroidea, delle funzioni sessuali, dell’umore, della capacità muscolare e vitale.

Meglio limitare quindi gli alcoolici.

Quanto berne?

Mezzo bicchiere di vino al giorno per lui, due dita per lei, per essere a rischio zero.

Questo vale, però, se sei una persona in salute. Se hai patologie in corso (fegato grasso, transaminasi alte, ipertensione, diabete o prediabete, sovrappeso e circonferenza addominale eccessiva, etc.) dovresti eliminare qualsiasi tipo di alcolico, almeno finchè non avrai sfiammato il corpo.

Se sei abituato/a a pasteggiare con del vino, a fare l’aperitivo o grosse bevute nel weekend con gli amici o a fare due chiacchiere in compagnia anche di un bel cocktail, da questa settimana queste abitudini, alla luce di quanto visto, sono decisamente da moderare/evitare se vuoi perdere massa grassa senza seguire diete di restrizione e/o da fame.

 

Dimagrire non significa fare la fame ma permettere al nostro corpo di ritrovare un equilibrio ormonale alterato da cattive abitudini alimentari e non.

L’alcool fa ingrassare?
Per depurare il fegato dalle tossine dell’alcol:
  • Bevi molta acqua (da 2 a 3 litri al giorno) perché aiuta i reni ad espellere le tossine trattate dal fegato.Tisana in mani di donna
  • Fai un carico di vitamina C e acido citrico, antiossidanti che proteggono dai danni cellulari, con delle spremuta di limone oppure una tisana di tarassaco, carciofo e finocchio, cardo mariano.
  • Utile anche il tè rosso, chiamato impropriamente tè perché è a base di rooibos, una pianta appartenente alla famiglia delle leguminose, importata dall’Africa. Priva di caffeina, al contrario di altri tipi di the, ha un’azione depurativa e antiossidante per il fegato grazie al suo alto contenuto di zinco, calcio, ferro, vitamina C, fosforo e altre sostanze antiossidanti.
  • Mangia cibi ricchi di glutatione  (forte antiossidante contro i danni alle cellule) o che favoriscono la produzione di glutatione: asparagi, anguria e broccoli, papaya, avocado.
  • Mangia il pesce, è una buona fonte di Omega-3, con attività antinfiammatoria, e  di selenio, un ottimo antiossidante che aiuta il fegato nei processi di detossificazione.

 

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Fonte foto: freepick

 

 

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Sono sempre a dieta ma non dimagrisco
Sono sempre a dieta ma non dimagrisco

La cultura e i ritmi di vita attuali non danno molto spazio all’ascolto di noi stessi, dei messaggi che arrivano dal nostro organismo, rendendoci incapaci di distinguere un messaggio di bisogno fisiologico da un messaggio di tipo emozionale.

Il cibo ha così assunto sempre più un significato diverso da quello reale di nutrimento e sempre più quello di mezzo di sfogo per colmare “vuoti”, scaricare tensioni, sfogare emozioni negative.

La fusione del cibo con le emozioni, cioè la fame emotiva, è sempre più diffusa.

Sono sempre a dieta ma non dimagrisco

Spesso chi ha problemi di peso ha già fatto tante diete ed ha, il più delle volte, recuperato il peso perso.

Questo meccanismo di perdita e recupero, definito “Effetto yo-yo”, induce un peggioramento nella capacità di dimagrimento successivo e una sempre maggiore difficoltà nel raggiungimento di un peso ragionevole.

Tale condizione determina  sfiducia verso la possibilità di un dimagrimento, sfiducia nella propria possibilità di farcela, sensi di colpa, sentimenti depressivi.

 

Educazione alimentare e non dietaProgramma di pianificazione dietetica Vettore gratuito

Per tutte le motivazioni dette in precedenza, è necessario affrontare il problema con un approccio integrato. Un percorso di educazione alimentare che ci aiuti a modificare e migliorare le nostre abitudini alimentari, nonché il rapporto col con il nostro corpo e con il cibo, usato troppo spesso come strumento di gratificazione invece che di nutrimento.

L’errata convinzione che per dimagrire bisogna fare grandi rinunce, ammazzarsi di sport e non andare più a cena fuori con gli amici, favorisce il generarsi del comportamento dieta ferrea-abbuffata.

I  risultati ovviamente non sono soddisfacenti sia dal punto di vista fisico che psicologico.

E’ importante comprendere, invece, quanto sia importante nutrire il proprio corpo regolarmente e nel modo più appropriato rispetto alle proprie esigenze. Solo così daremo una reale possibilità al nostro corpo e alla nostra mente di trovare un equilibrio ormonale, tale da favorire la riduzione delle infiammazioni corporee, la riduzione di attacchi di fame e  migliorare il nostro umore (la produzione di serotonina dipende dal nostro modo di alimentarci per circa il 70%).

Il corpo non reagisce bene alla privazione di cibo e più cerchiamo di alimentarci meno, tanto più cercheremo cibo. La forza di volontà è sufficiente solo nel breve periodo ma, alla lunga, l’istinto del corpo prende il sopravvento ed è lì che la fame diventa incontenibile.

Non si tratta di debolezza, di incapacità ad essere rigorosi nel seguire una dieta ma di equilibri che vengono a mancare ogni volta che non forniamo al nostro corpo ciò di cui ha bisogno.

Curare il profilo alimentare è la prima forma preventiva, non solo per il sovrappeso e l’obesità ma soprattutto per patologie legate al peso e alla mal nutrizione.

 

Prendersi cura di sé è una scelta consapevole, senza obblighi, privazioni, né giudizi, è una scelta che cambia la vita.

 

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Qual è la tua circonferenza vita?

Oggi ti invito a prendere il metro e a misurarti la circonferenza vita: mettiti in posizione eretta, usa un metro da sarto ponendolo appena al di sopra della cresta iliaca e facendo attenzione che il nastro metrico sia teso, non comprima la pelle e sia parallelo al pavimento.

Fatto? Bene, segnalo su un diario, sul cellulare o sul pc perché questo è un dato da monitorare.

E’ importante conoscere questo parametro perché da questa semplice operazione puoi capire se è arrivato il momento di prestare più attenzione alle tue abitudini alimentari e di movimento.

 

Il grasso che si accumula in eccesso in pancia, detto grasso viscerale o addominale, è stato dimostrato essere un fattore di rischio di morbidità e mortalità per malattie cardiovascolari, associato alle complicazioni metaboliche e cardiovascolari tipiche della sindrome metabolica (ipertensione, iperlipidemia, steatosi epatica, aterosclerosi e diabete di tipo II).

 

Circonferenze in uomini e donne

Grasso viscerale androide e ginoide

 GLI UOMINI tendono a localizzare la maggior parte del grasso intraddominale a livello dello stomaco e del “petto” (forma “a mela”)       obeso androide.

LE DONNE tendono a localizzare la maggior parte del grasso intorno ai fianchi, ai glutei ed alle cosce (forma “a pera”)      obesità di tipo ginoide (facile a riscontrarsi nelle donne specie latine).

Tra i due tipi di obesità, quella androide risulta essere la più pericolosa.

 

Soprattutto in persone obese è difficile stabilire dov’è la circonferenza vita, dove questo restringimento non è più evidente.

Per non sbagliare, consideriamo la circonferenza della vita come la minore misura rilevata ai fianchi posizionando il centimetro orizzontalmente tra le ultime costole e la cresta iliaca (sempre punti di repere ossei), ossia la minore circonferenza del tronco.

 

Circonferenza vita e rischio di malattia

Circonferenza vita e rischio


Per gli uomini, tra i 94 e i 102 centimetri è sovrappeso e più di 102 centimetri è obesità
 

Per le donne, tra gli 80 e 86 centimetri è sovrappeso, e più di 86 centimetri è obesità

 

L’International Diabetes Federation (I.D.F. 2004) nella nuova definizione di “Sindrome metabolica” ha ridotto i suddetti valori per stabilire “l’obesità viscerale” a 94 cm per gli uomini e 80 cm per le donne.

I maschi non debbono avere più di 94 cm e le femmine non devono superare gli 80 cm.

 

Perché il grasso viscerale è così pericoloso?

 Il grasso viscerale lo si può considerare come un vero e proprio organo endocrino capace rilasciare un gran numero di acidi grassi liberi nel sangue e questi,affluendo  in  gran  quantità  nel  fegato, alterano  diverse vie metaboliche causando:

  1. Aumento dei trigliceridi.
  2. Diminuzione del colesterolo “buono”, HDL.
  3. Aumento del colesterolo “cattivo”, LDL.
  4. Favorisce la gluconeogenesi (formazione di glucosio) e diminuisce la clearance epatica dell’insulina e, di conseguenza, l’aumento di quest’ultima in circolo (iperinsulinemia).
  5. La presenza in circolo di acidi grassi in forma libera crea una sorta di competizione con il glucosio per l’entrata nelle cellule, provocando un innalzamento dei livelli di glicemia che attivano il pancreas per il rilascio insulinico.
  6. Nonostante l’aumento di produzione di insulina da parte del fegato e da parte del pancreas, i livelli di glicemia permangono elevati. Questa condizione viene chiamata insulino-resistenza, ovvero una bassa sensibilità delle cellule all’azione dell’insulina.

Com’è noto, l’iperinsulinemia e l’insulino-resistenza sono fra i principali fattori responsabili delle alterazioni metaboliche del glucosio (alterazione della glicemia a digiuno, ridotta tolleranza al glucosio e diabete).

Tali alterazioni, unite a quelle lipidiche, spiegano perché il rischio cardiovascolare di un soggetto con notevole presenza di grasso viscerale è superiore a quello di un soggetto che rientra nei corretti limiti ponderali e di circonferenze.

Capita l’importanza di mantenere un giro vita nella norma?

 

La prossima settimana ti darò le dritte per impedire che il tuo girovita cresca e, se è già cresciuto, per ridurlo in poche ma efficaci mosse.

 

 

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