Non dimagrisci? Forse sei dipendente dagli zuccheri
Non dimagrisci? Forse sei dipendente dagli zuccheri

Non dimagrisci? Forse sei dipendente dagli zuccheri

Quante volte hai cominciato una dieta e dopo soli pochi giorni ti sei detta: “mi mancano i dolci!, voglio la pizza!
Oppure, quante volte ti sei detta “senza dolce la mattina non riesco ad andare avanti” piuttosto che “mangio bene, mangio le verdure, la carne, il pesce…ma ho un debole per i dolci e la pizza”.

Lo zucchero, inteso anche quello dei farinacei raffinati, non solo quello dei dolci, è proposto al supermercato, nei distributori in mille modi, colori, pubblicità accattivanti ma soprattutto pronti al consumo ed economici.

Al giorno d’oggi, dove tutto si fa di fretta e il tempo per noi stessi viene sempre più sacrificato, il fast food vince su tutto. Vista poi la maggiore informazione sulla corretta alimentazione, anche il marketing ha cambiato volto, spingendo non solo verso le diciture “light”, ma anche su altri slogan tipo “proveniente solo da colture controllate”, “la natura a tua disposizione”, “con cereali integrali”, piuttosto che “senza grassi saturi”, “senza zuccheri”, etc. Ma occhio all’healthy food industriale, sia del reparto freschi che confezionati, sia liquidi che solidi.

I Love Sugar!

Gli zuccheri, lo sappiamo, sono buonissimi, ci consolano e ci coccolano nei momenti belli e brutti. Appagano i nostri sensi e ci creano una dipendenza da cui è difficile venirne fuori, soprattuto se, già dal mattino, appena apriamo gli occhi, cominciamo la giornata con una dolcissima colazione.
Bomboloni, croissant, biscotti con le goccie di cioccolato, merendine con ripieno alla crema, torte, marmellate, accompagnati con un bel caffè o latte e caffè zuccherato. Non solo, anche gli alimenti definiti “salutari” come lo yogurt, il latte vegetale, i cereali della colazione, i succhi 100% frutta, il risolatte sono una miniera di zuccheri ma meglio visti dai “salutisti” o da quelli che provano a mangiare “meglio”.

 

Non dimagrisci? Forse sei dipendente dagli zuccheri

Se sei una persona avvezza al dolce, forse ti rivedi in queste situazioni.Cornetti con tazza di caffè

  1. Cominci la giornata sempre con una colazione dolce. Peccato però che la carica si esaurisce in fretta e, dopo solo un paio d’ore, ti senti stanco e mangi qualcosina per tirarti su, magari con un caffettino.
  2. Poi arrivi al pranzo e mangi un panino o un tramezzino al bar, un pezzo di pizza o un risottino, un avanzo della cena, altrimenti una porzione di piatti pronti del supermercato con poche calorie. Chiudi con un frutto e/o con un caffè per ridarti la carica prima di ricominciare.
  3. Nel pomeriggio, però, le energie calano vertiginosamente, hai sonno ma devi lavorare. Allora, visto che hai mangiato solo un primo/secondo, ti concedi un biscottino, una barrettina ai cereali da solo 99 kcal, dei tarallini. Magari un altro caffè, perchè no?
  4. Terminato il lavoro, vai a fare di corsa la spesa. Prendi l’insalata pronta, una proteina, magari dell’affettato e del formaggio che sono veloci da preparare, del pane, un dolcetto, non si sa mai…
  5. Torni a casa, cominci a preparare la cena e, intanto che prepari, stuzzichi un po’ di pane, un tarallino, del formaggio.
  6. Pronta la cena, ti metti a tavola e ormai ti è passata la fame ma mangi comunque, magari poco.
  7. Tempo un’ora, due, mentre guardi la tv, cominci a sentire il richiamo del dolcetto. Un biscottino che poi diventano tre o quattro, un gelatino, uno yogurt alla frutta e un frutto. Insomma per rilassarti devi mangiare il dolce.

 

Risultato? I chili sulla bilancia salgono anche se non mangi poi così tanto!Piedi della donna che stanno sulla bilancia su fondo di legno

Se ti ritrovi totalmente o in parte in questo esempio, probabilmente hai un’alimentazione ricca di carboidrati, non equilibrata e/o non adeguata al tuo fabbisogno giornaliero. Devi rivedere le tue abitudini, la lista della spesa e ascoltare più il tuo corpo e la tua mente.

Il corpo ha bisogno di essere nutrito per portarlo in equilibrio, sia in termini di peso che in termini di benessere mentale. Se non nutri il tuo corpo avrai sempre attacchi di fame, le voglie e le abbuffate. Ti sentirai sempre stanca e demoralizzata dalla difficoltà a cambiare regime alimentare e la tua forma fisica.

Mente e corpo sono un tutt’uno, se tratti bene il corpo la tua mente sarà più serena e propensa alla comprensione e all’apprendimento. Se ti prendi cura dei tuoi pensieri, il tuo corpo sarà rilassato e i tuoi organi più efficienti e il tuo metabolismo più attivo.

Nella sezione “Ricette” della tua area riservata, trovarai ottime ricette a basso indice glicemico, dolci e salate, ideale per disintossicarti dalla dipendenza al dolce.

 

 

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consigli natale
Consigli per un Natale senza rinunce e senza eccessi

Siamo a Dicembre e l’aria Natalizia è sempre più presente: gli addobbi di natale, lo shopping dei regali e con essi iniziano i primi sgarri a tavola, gli inviti a cena fuori, eccetera.

Già dal mese di novembre sono proposti dolci tipici come panettone e pandoro, cotechini, zamponi, frutta secca ed altre leccornie che tentano la nostra gola. Capita così d’acquistare cibi particolarmente calorici, per un periodo che può durare anche 6-8 settimane, dall’1 dicembre al 15 di gennaio, che probabilmente ci “regaleranno” 3- 4 chili in più.

Le feste di Natale, però, prevedono una vigilia la sera del 24, oppure un pranzo il giorno di Natale e un altro pranzo il giorno di Santo Stefano. Se aggiungiamo la cena dell’ultimo dell’anno, il pranzo del primo e passiamo al pranzo della Befana, bene che vada, festeggiamo 6 ricorrenze che prevedono cene o pranzi decisamente festaioli ed abbondanti.

Ogni pasto può raggiungere tra le 3000 e le 6000 Kcal: se facciamo un esempio, una colazione con un po’ di panettone, un pranzo o una cena festaioli, qualche brindisi con amici e parenti, possono apportare circa 4.000 Kcal . Se poi si aggiungono alimenti che in quei giorni circolano per casa come cioccolata, torroni, dolci tipici, salumi e frutta secca, è facile arrivare o addirittura superare le 6000 Kcal/die.

Se manteniamo poi questo ritmo oltre i canonici giorni festivi, di certo non possiamo aspettarci di mantenere il nostro peso iniziale.

Vediamo insieme quali strategie adottare per questo Natale

  1. Distingui i veri giorni di festa. Nel periodo natalizio non ci sono 20 giorni di feste ma al massimo 5 o 6. Comincia, quindi, a regolarti riprendendo il tuo solito regime alimentare durante i giorni non festivi. Se festeggi la sera della vigilia di Natale, sarebbe meglio non festeggiare allo stesso modo il pranzo di Natale e viceversa, considerando che anche il giorno di Santo Stefano ti darà un’altra occasione per stare a tavola. Dopo aver brindato e mangiato fino a notte fonda l’ultimo dell’anno, cerca di moderare il pasto del primo gennaio. Fai una pausa fino al giorno della befana
  2. Riduci le quantità. Un ottimo punto di partenza per evitare le abbuffate è cucinare il giusto, riducendo l’abbondanza e la scelta dei piatti della tradizione, eviti di vivere di avanzi calorici i giorni seguenti, quando invece dovresti riprendere una dieta normo-calorica.
  3. Niente digiuno pre-abbuffata: inutile digiunare prima del pranzo o della cena della vigilia se questo ti porterà ad eccedere dopo. Vale sempre la pena ricordare che mangiare 5 pasti al giorno , colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena, rispettando le calorie che dovremmo assumere in una giornata e per ogni pasto, mantiene attivo il metabolismo ed evita le abbuffate.

    Insalata di radicchio arancia finocchio e noci
  4. Antipasti a base di verdure crude. Fai in modo che a tavola ci siano sempre delle verdure crude come finocchi, cetrioli, sedano, carote crude. Oltre ad essere a calorie zero, sono sazianti e preparano lo stomaco al lauto pasto, favorendo la digestione.
  5. Bilancia con le proteine: in genere pranzi e cene di Natale abbonando in carboidrati e grassi. Ricorda di integrare la giusta porzione di proteine anche nei giorni di festa, per ridurre il carico di carboidrati e migliorare il senso di sazietà.
  6. Dolci si ma al momento giusto. Evita di mangiare il dolce subito dopo pranzo o cena. Aumenta ulteriormente il carico glicemico, allunga la digestione, senza dimenticare la sonnolenza che ne deriva. Piuttosto fai due passi per favorire la digestione. Sposta il dolce a merenda con un tè. Una fettina di panettone o pandoro simbolica tanto per onorare il brindisi di mezzanotte e un occhio al contenimento dei carboidrati. Riduci pane o pasta se c’è anche il dolce.
  7. Evita la frutta dopo pasto. Vale lo stesso discorso fatto per i dolci. In questi giorni immagino che la frutta fresca non venga presa molto in considerazione. Ti consiglio però di mangiarla a metà mattina per uno spuntino spezza-fame leggero.
  8. Ricordati di bere. Soprattutto lontano dai pasti, in questi giorni è importante bere in abbondanza in quanto il volume maggiore di cibo richiede più liquidi anche per garantire la regolarità intestinale.
  9. Abbassa l’indice glicemico. Mangia la pasta al dente e se preferisci il risotto, tosta il riso, l’indice glicemico sarà più contenuto. Evita il contorno di patate e preferisci le verdure.
  10. Si ai cibi grassi. Salmone affumicato, avocado, frutta secca, aringhe o alici o anguilla, crostacei, uova. Tutti questi alimenti, anche quelli pesanti, hanno un buon profilo lipidico che contrasta quello insulinico e quello glicemico. Inoltre, soddisfano meravigliosamente il nostro palato.
  11. Attenzione al sale: soprattutto se  sei iperteso, cerca di non salare le pietanze. In questi giorni si consumano molti cibi già salati, per cui meglio utilizzare le spezie per insaporire.

I trucchi per smaltire le calorie di troppo

  1. Cammina: hai mangiato troppo? Ogni giorno fai una passeggiata di mezz’ora a buon passo oppure, se troppo impegnata/o ai fornelli, proponi di fare una bella passeggiata dopo pranzo e dopo cena per la città vestita a festa. Camminare è sufficiente.
  2. Stoviglie colorate: alcuni studi hanno dimostrato che se piatto e cibo hanno il medesimo colore si tende a consumare più cibo mentre i colori a contrasto elevato delle stoviglie ci inducono a consumarne meno.
  3. Sì allo zenzero: lo zenzero è la spezia natalizia per eccellenza e la tisana un ottimo digestivo.

Consigli per il menu delle feste

Aperitivo/antipasto

  • Aperitivo con centrifuga di verdure e ananas ricco di enzimi digestivi.
  • Tra gli antipasti inserisci la verdura, la frutta e i semi, conditi con spezie piccanti che preparano la digestione.
  • Evita i soliti salumi e formaggi, ricchi di grassi saturi e sale.

Primi piatti

  • Prepara ricette che prevedano tra gli ingredienti anche le verdure, ad esempio un risotto ai carciofi e scampi, pasta al forno con spinaci.
  • Ricorda di cuocere la pasta al dente per abbassare l’indice glicemico.

Secondi piatti

  • Scegli le carni magre o il pesce se non sei vegetariano.
  • Torta salata di legumi, sformato di legumi e verdure per i vegetariani; le lenticchie sono un piatto tradizionale delle feste.

Dolci

  • Fai le scelte più sane ma ugualmente gustose: torte casalinghe, sorbetti, semifreddi con ricotta o formaggi magri, yogurt magro, frutta speziata, frutti di bosco, mandorle e nocciole. Ricorda di mangiarli negli orari giusti.

 

Spero questi consigli ti siano di aiuto per trascorrere un Natale senza troppe rinunce e senza eccessi.

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Diabete e retinopatia: alimentazione e chek-up gratuiti

Diabete e retinopatia: alimentazione e chek-up gratuiti

Il 13 ottobre con l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus e l’OMS si celebra La Giornata Mondiale della Vista .

Quest’anno nel nostro Paese è dedicata alla prevenzione della retinopatia diabetica.

Nel mondo ci sono 147 milioni di persone colpite da questa malattia oculare su 422 milioni di diabetici. Una diagnosi precoce può salvare la vista.

Cos’è il diabete?

Un disordine metabolico caratterizzato da IPERGLICEMIA  (livelli di glucosio nel sangue elevati) e urine contenenti grandi quantità di zuccheroI valori normali della glicemia a digiuno sono compresi tra i 70 e i 110 milligrammi per decilitro di sangue (70-110 mg/dl).

Perché avviene?

Viene prodotta una quantità inadatta di insulina o il suo utilizzo risulta inadeguato. L’insulina è un ormone secreto dal pancreas che permette al glucosio di entrare nelle cellule per essere utilizzato come fonte di energia.

Due forme principali di diabete:

  • Tipo 1 o diabete insulino-dipendente (di tipo immunologico):
    In genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. In questa forma di diabete il pancreas non produce l’insulina (le cellule b del pancreas vengono distrutte da autoanticorpi e linfociti T citotossici) per cui, per controllare la malattia, è necessario iniettarla per via sottocutanea ogni giorno e per tutta la vita.
  • Tipo 2 o diabete non insulino-dipendente
    È la forma più comune. Il pancreas produce l’insulina ma le cellule dell’organismo non riescono a utilizzarla. Si manifesta dopo i 30-40 anni e sono stati individuati numerosi fattori di rischio come: familiarità, sovrappeso, sedentarietà , sindrome metabolica, fumo, ecc. Per controllare la malattia è necessario assumere farmaci ipoglicemizzanti (per via orale) e/o bisogna seguire una dieta bilanciata.

Esistono, inoltre, un diabete gestazionale (l’iperglicemia si riscontra per la prima volta durante la gravidanza) e un diabete secondario che insorge in seguito ad altre malattie (pancreatite, ipertiroidismo, ecc.) o a determinate terapie.

Quando insorge la retinopatia

La retinopatia diabetica da sintomi oculari solo quando ha raggiunto uno stadio molto avanzato, che ha già determinato dei danni irreversibili, determinando abbassamento lento e graduale della vista (visus), distorsione delle immagini (metamorfopsie), improvvisa perdita della visione in un occhio per un’emorragia abbondante (emovitreo) o per l’occlusione di un grosso vaso sanguigno della retina.

Fattori di rischio

  • Un fattore di rischio per la retinopatia è la presenza Diabete e retinopatia: alimentazione e chek-up gratuitidel diabete da lungo tempo: la probabilità di esserne colpiti è più elevata se si è ammalati da un tempo più lungo. Dopo 20 anni di diabete più del 90% dei diabetici presenta una retinopatia diabetica.
  • L’altro fattore di rischio sono gli sbalzi di glicemia: è importante mantenere i valori della glicemia entro certi limiti, senza sbalzi eccessivi. Questo obiettivo si può raggiungere seguendo scrupolosamente le indicazioni alimentari e adottando uno stile di vita adeguato.
  • L’ipertensione arteriosa.

 

Retinopatia diabetica e alimentazione

La prima forma di “trattamento” della retinopatia diabetica è controllare il più possibile la glicemia, evitando ampie oscillazioni. La dieta e l’attività fisica sono due armi da non sottovalutare: la giusta scelta e combinazione degli alimenti, gli orari da rispettare, la giusta idratazione e l’esercizio fisico giornaliero aiutano il paziente a controllare meglio gli zuccheri nel sangue.

Iniziative e check-up gratuiti

Mantova

  • Distribuzione Materiale Informativo Piazza Marconi dalle 8.30 alle 12.30
  • Incontro Divulgativo in sezione, Via della Conciliazione n.37 dalle 16.00 alle 17.00
  • Per informazioni: 0376/323317

Modena

  • Distribuzione Materiale Informativo
  • Per informazioni: 059/300012

Firenze

  • Distribuzione Materiale Informativo
  • Per informazioni: 055/580319

 

La prossima settimana vedremo insieme quali scelte alimentari sono più indicate per mantenere una glicemia costante, senza sbalzi eccessivi.

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