Candidosi, depressione, disbiosi: il cibo come rimedio-parte 2
Candidosi, depressione, disbiosi: il cibo come rimedio-parte 2

La scorsa settimana abbiamo visto cos’è la candida e i fastidi che essa provoca (Candidosi, depressione, disbiosi: il cibo come rimedio-parte 1). che esistano.

Spesso ci vogliono molti mesi affinché l’organismo e tutti gli organi coinvolti riprendano a funzionare correttamente ed il sistema immunitario riesca a contrastare adeguatamente la candida

La candida recidivante (candidosi cronica) è una malattia di tipo multifattoriale, un’ infezione invasiva, fastidiosa e difficile da debellare, pertanto la sua risoluzione è possibile solo con un approccio completo, non limitato alla sola assunzione di farmaci antifungini, rimedio, anzi, predisponente a recidive.

Per ottenere risultati soddisfacenti contro la candida bisogna agire su più fronti:

  • evitare l’assunzione prolungata d’antibiotici che distruggendo anche i batteri simbionti buoni, favoriscono la crescita del fungo
  • rafforzare il sistema immunitario, sia la flora intestinale, entrambi impoveriti da un’alimentazione scorretta e squilibrata.

 

Uno dei primi interventi, quindi, per sconfiggere la candida albicans risiede nelle proprie abitudini alimentari.

 

Come ben sai, la voglia irrefrenabile di zuccheri, soprattutto a fine pasto, è uno dei segnali di presenza di candida, la quale richiede il suo nutrimento.Mangiare-dolci-candidosi

Creare un ambiente ostile per il fungo, che predilige ambienti acidi, è un punto di partenza.

Vediamo allora insieme cosa fare contro questo temibile fungo.

 

Dieta anticandida
Cosa Evitare?
  • Evita il cibo preferito dal fungo: zuccheri semplici, carboidrati raffinati, mais, dolcificanti (cioccolata, miele, dolciumi, gelati, biscotti, torte, bibite zuccherate e non, yogurt alla frutta o zuccherati
  • Evita altri tipi di funghi come i lieviti e prodotti lievitati (pane, pizza, focaccia, biscotti, crackers, ecc.)
  • Evita carni e pesci stagionati, affumicati, in scatola e affettati
  • Evita latte e latticini, il cui elevato contenuto di lattosio favorisce la proliferazione del fungo. Anche quelli fermentati, in particolare quelli contenenti lieviti e muffe: formaggi come il gorgonzola
  • Da evitare è anche la frutta fresca zuccherina, frutta essiccata
  • Evita gli arachidi
  • Evita cibi contenenti aceto di vino come i sottoaceti, salse per condire le insalate, il ketchup
  • Alcolici (soprattutto birra), bibite gassate, caffè e tè
  • Evita tutti i cibi preconfezionati o inscatolati e particolarmente ricchi in conservanti
  • Evita le spezie piccanti, in particolare il curry.

 

Soprattutto per i carboidrati, non è un divieto facile da rispettare perché chi soffre di candida cronica sente un grande desiderio di assumere zuccheri; bisogno indotto dal lievito stesso che spinge così l’organismo ad assumere l’alimento che gli permetta di svilupparsi.

 

Cosa mangiare?
  • Introduci le verdure come come cicoria, carciofo e tarassaco, Alimenti-candidarucola che stimolano la funzionalità epatica, digestiva e migliorano la flora intestinale
  • Introduci cereali integra
    li non lievitati
    , ma senza eccedere. Un buon apporto di fibre riduce ristagni intestinali e i fenomeni di fermentazione e putrefazione ad essi collegati
  • Introduci l’aglio (uno spicchio al dì, oppure in capsule, da assumere al dosaggio di due, tre volte al giorno per un mese circa), dotato di un’eccellente azione antifungina
  • Introduci, alternandoli, legumi, pesce, carni bianche, semi oleosi, uova
  • Tra i latticini solo lo yogurt bianco senza zuccheri né dolcificanti
  • Introduci l’aceto di mele o il limone al posto dell’aceto di vino
  • Olio di oliva EVO spremuta a freddo

Dagli alimenti consigliati, vanno ridotti o esclusi quelli a cui sapete di risultare intolleranti.

Per quanto tempo devo seguire questa dieta?

Dai due ai quattro mesi, a seconda della gravità della sindrome, dopodiché si può ritornare gradualmente ad utilizzarli, evitando però accuratamente tutti gli zuccheri raffinati.

 

Ricorda che, oltre a rivedere le tue abitudini alimentari, è fondamentale porre attenzione a tutto ciò che indebolisce il sistema immunitario come un uso eccessivo di antibiotici, cortisone, farmaci immunodepressori, amalgame dentali, vaccini e pillola anticoncezionale.

Rimedi naturali antimicotici
  • Introduci a cicli integratori di fermenti lattici vivi, in particolare il Saccaromices Boulardii che si è visto possedere una spiccata attività antifungina, poichè compete con la candida nel lume intestinale per la sopravvivenza
  • Olio di origano, in capsule o in forma liquida, secondo la posologia riportata sulla confezione, da assumere durante i pasti per migliorare le funzioni digestive
  • Aglio, combatte le infezioni micotiche e rafforza le difese immunitarie
  • Estratto di semi di pompelmo, contrasta la candida
  • Echinacea (Echinacea purpurea) per aumentare le difese immunitarie

 

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Candidosi, depressione, disbiosi: il cibo come rimedio-parte 1

 

Candidosi, depressione, disbiosi: il cibo come rimedio-parte 1

Sapevi che la Candida si trova soprattutto a livello intestinale?

Oggi proviamo a conoscere meglio cos’è la candida, cosa provoca, i sintomi e i rimedi (sotto il punto di vista alimentare) di una patologia (la candidosi) di cui molti di noi, anche inconsapevolmente,  ne sono colpiti.

 

Che cos’è la candida?

La candida (Candida albicans) è un micete (funghi che comprendono lieviti e muffe), un parassita commensale del nostro intestino.

E’ un lievito benigno che s’instaura nell’intestino di tutti gli esseri umani, in genere poco dopo la nascita, e vi rimane sempre presente sotto forma di spora. I lieviti si moltiplicano molto rapidamente in un ambiente acido (pH 4) ricchi di zuccheri e amidi. Dopo una ingestione di carboidrati (dolci, pizza, pasta, pane, ecc.) i lieviti possono riprodursi in maniera esponenziale in poche ore.

 

E’ dannosa la sua presenza?

In condizioni normali di salute, la Candida è benefica e svolge un ruolo importante nella digestione degli zuccheri mediante un processo di fermentazione.

La Candida  è nota però perché spesso causa  di infezione vaginale, oltre che del cavo orale (mughetto, tipico dei bambini) e della pelle.

Esistono più di 70 ceppi diversi di Candida e solo circa 20 possono essere patogeni per l’essere umano. La Candida secerne circa 80 differenti tipi di tossine, alcune delle quali molto tossiche.

Cosa attiva la forma patogena?

Disturbi gastrointestinali

Errori alimentari, eccessivo stress, costante uso di farmaci, disbiosi e difese immunitarie deboli determinano la trasformazione della candida da spora a vegetativa con formazione di metaboliti tossici, tra cui l’acetaldeide (simile alla formaldeide), e la colonizzazione della mucosa intestinale e delle mucose degli organi vicini (vagina, vescica, uretra).

NON ESISTE candidosi VAGINALE senza candidosi INTESTINALE!  Tutti sappiamo quanto sia difficile eradicare una candida vaginale, in genere recidivante.

Questo perché spesso si effettua solo una terapia farmacologica topica (lavande, ovuli che, a lungo andare, indeboliscono il sistema immunitario) trascurando la candidosi a livello intestinale.

Come agisce?

In condizioni favorevoli (ambiente acido), la candida si moltiplica e libera le proprie tossine che raggiungono i diversi distretti, attraverso il flusso sanguigno, dando luogo ai tipici sintomi della “sindrome da lievito”.

Chi colpisce?

E’ più presente nelle donne, la cui predisposizione è otto volte maggiore rispetto agli uomini.

 

Quali sono i sintomi?

Stanchezza

Questa sindrome colpisce tutto l’organismo ed in particolare l’apparato gastrointestinale, quello urogenitale, il sistema nervoso e il sistema immunitario:

  • sintomi generali: stanchezza cronica, calo di energie, malessere generale
  • sintomi gastrointestinali: disturbi intestinali, crampi intestinali, rallentamento della digestione, aria nell’intestino, gonfiori, etc.
  • disturbi dell’apparato urogenitale: infezioni vaginali da candida, minore libido, prurito anale, frequenti infezioni alla vescica
  • disturbi del sistema endocrino: disturbi legati al ciclo mestruale, irritabilità
  • disturbi del sistema nervoso: depressione, difficoltà di concentrazione, irritabilità, alterazioni dell’umore allergie, intolleranze alimentari
  • disturbi del metabolismo:interferisce con gli enzimi intestinali, riducendo l’assorbimento ed il metabolismo dei nutrienti essenziali: vitamine, minerali e aminoacidi
  • altro: forte desiderio per cibi lievitati o ricchi di zucchero.

I disturbi sono veramente tanti e, contro i quali, la migliore medicina rimane una dieta adeguata.

 

Quali le cause?

Sono molteplici. Ne cito alcune:

  • Stile di vita: l’odierna vita stressante, l’uso frequente di farmaci, carenze vitaminiche, traumi emotivi, alimentazione industriale e raffinata, concorrono alla formazione di questa situazione
  • Equilibrio acido-base: giornalmente, per il normale metabolismo di sostanze che ingeriamo e respiriamo, produciamo scorie sotto forma di sostanze acide. Il nostro corpo ha il compito di neutralizzarle attraverso l’uso di sostanze alcaline che impediscono danni cellulari
  • Uno squilibrio acido-base favorisce l’acidità e la proliferazione delle micosi. L’acidosi aumenta in caso di mancanza di esercizio fisico, eccesso di fatica, carenza di vitamine, consumo di carne, caffè, tè e tabacco, dolciumi e grassi, inquinamento, stress mentale, etc.
  • Sistema Immunitario: un sistema immunitario debole non riesce a far fronte all’invasione della candida. Gli ormoni di sintesi (pillola, estrogeni, sostituzione ormonale, ecc.) indebolendo il sistema immunitario favoriscono la crescita dei funghi
  • I metalli pesanti come il mercurio (amalgame dentarie) sono associate ad aumento di candidosi
  • I farmaci (antibiotici, steroidi, cortisonici, ecc.) sono tutti acidificanti e generano derivati tossici. Soprattutto gli antibiotici sconvolgono la flora batterica distruggendo quella “buona”

Tutte questi fattori provocano una importante  riduzione della flora batterica intestinale, la disbiosi, con conseguente proliferazioni di agenti patogeni come la candida

Ed è proprio la flora batterica intestinale a tenere perennemente sotto controllo la Candida!

Una candidosi sistemica, inoltre, aumenta la permeabilità della mucosa intestinale (leaky gut – sindrome dell’intestino permeabile) instaurando continue infiammazioni e conseguenze ad esse associate.

Come rimediare?

Per combattere la Candida è necessario agire su più fronti.

La prossima settimana continueremo su come affrontare la candidosi con rimedi naturali come una corretta alimentazione, un’arma tanto semplice quanto potente.

Ti aspetto con “Candidosi, depressione, disbiosi: il cibo come rimedio-parte 2”.

 

 

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Verdure di giugno: 7 benefici dei fagiolini

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VERDURE DI GIUGNO: 7 BENEFICI DEI FAGIOLINI

Domani comincia giugno e per questo ho pensato di parlarti di un legume di stagione: i fagiolini.

Sono ottimi in questa stagione e li puoi mangiare come contorno o come condimento per la pasta.

I fagiolini sono molto diversi dagli altri legumi perché poveri di carboidrati e proteine per cui sono molto più simili, sotto il punto di vista nutrizionale, agli ortaggi.

Ideali anche per lo svezzamento del tuo bambino perché facilmente digeribili.

 

I 7  benefici:

  • Benessere per l’intestino: ricchi di fibre, i fagiolini regolano l’intestino e lo aiutano a proteggersi dalle infiammazioni
  • Benessere peso: i fagiolini hanno pochissime calorie e, grazie alle fibre, rallentano l’assorbimento dei nutrienti degli altri alimenti per cui risultano un aiuto valido per chi è a dieta e vuole controllare i livelli di zuccheri e grassi nel sangue
  • Benessere ossa: i fagiolini sono ricchi di vitamina k che favorisce il deposito di Ca nelle ossa
  • Benessere vasi sanguigni: la vitamina k aiuta a mantenere il sistema di coagulazione del sangue ottimale. La vitamina K1 aiuta anche a mantenere i vasi sanguigni liberi dalla calcificazione
  • Benessere sistema immunitario: i fagiolini contengono anche Vitamina C, nota per il suo potere antiossidante e fortificante delle difese immunitarie
  • Benessere pressione: contiene vitamina B6 con effetti diuretici. Essa può dare effetti positivi alle persone ipertese
  • Benessere mentale:  la vitamina B6 sembra essere benefica anche nel trattamento dello stress, insieme allo zinco

Cottura

I fagiolini andrebbero cotti al vapore per conservare al massimo le sue proprietà. Se non hai la vaporiera puoi bollirli ma non per molto tempo e in molta acqua. Non mangiarli crudi perché i fagiolini contengono una sostanza tossica, la Fasina, che provoca la coagulazione del sangue e si perde solo con la cottura.

Controindicazioni

Al contrario dei legumi i fagiolini sono ben tollerati anche da chi ha problemi gastrointestinali. Ad ogni modo la sensibilità verso un alimento varia da soggetto a soggetto.

Venerdì prossimo ti aspetto con la mia rubrica “Venerdì con gusto con lamiadieta.bio” con la prossima ricetta stagionale: FUSILLI INTEGRALI CON FAGIOLINI E FETA

 

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La frutta di maggio: 10 benefici delle ciliegie
La frutta di maggio: 10 benefici delle ciliegie

Oggi approfondiamo le proprietà di un frutto di stagione come le ciliegie.

Le ciliege sono un frutto che compare tra la metà maggio e la fine giugno. Ci sono diverse qualità: durone, Ferroviaria (più presente in Puglia), Marca, Anella, etc. Contengono circa 50 kcal per 100 gr (simile ad una mela).

 

Vediamo insieme le 10 proprietà di questo prezioso frutto:
  1. Energizzanti e rimineralizzanti: contengono calcio, magnesio, potassio
  2. Depurative e diuretiche: delle ciliegie non si butta niente! I peduncoli non li buttare ma fai un decotto. Fai bollire i peduncoli per in acqua per 10 minuti. Lascia riposare per altri 10 minuti e bevi 2-3 tazze al giorno lontano dai pasti. Aiuta a purificare i reni e calmare la cistite
  3. Pressione: la presenza di potassio contribuisce alla regolazione della pressione arteriosa
  4. Anticoagulanti: per la presenza di vitamina k le ciliegie hanno proprietà anticoagulanti
  5. Benessere per le ossa: il fosforo in esse contenuto migliora l’assorbimento di calcio a livello intestinale
  6. Antiinfiammatorie: sono ricche di antocianine sostanze che riducono le infiammazioni e il dolore articolare, derivante da artrite o artrosi, curano la gotta, proteggono le arterie
  7. Anti-age: ricche di antiossidanti che proteggono dai radicali liberi
  8. Favoriscono il sonno: contengono melatonina che favorisce il sonno notturno
  9. Benessere intestinale: le fibre delle ciliegie migliorano il transito intestinale
  10. Sistema immunitario, pelle e vista: le ciliegie sono ricche di vitamina C e A che aiutano a proteggere la pelle, la vista e contribuiscono al buon funzionamento delle difese immunitarie.

 

Consigli

Attenzione però, non abusarne se soffri di colite perché possono acuire i sintomi.

 

Visto quanti benefici ti offrono le ciliegie?

Ti aspetto il prossimo venerdì con una ricetta alle ciliegie La focaccia dolce alle ciliegie”.

 

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Dimagrire mangiando: come stare a tavola

Oggi voglio condividere con te piccoli trucchi per mangiare correttamente, senza troppa fame e con il giusto appetito.

 

In questo modulo scopriremo insieme:

  • Come stare a Tavola
  • Ti consiglio

 

DIMAGRIRE MANGIANDO 

RILASSATI

È risaputo che stress e nervosismo possono portarci a mangiare in modo compulsivo ed esagerato senza che il nostro corpo ne abbia veramente bisogno. Dopo una giornata di lavoro o di studio pesante non buttarti immediatamente sul frigorifero, prendi il tuo tempo per rilassarti e calmarti dopo la giornata, magari bevendo una tazza di tè o una tisana. Mangerai meno e più lentamente, senza contare i benefici che di per sé può portare una buona abitudine come questa.

 

METTI IN TAVOLA SOLO LE COSE CHE MANGERAI

Così facendo eviterai di spiluccare cose in più e di mischiare troppi alimenti che finirebbero per appesantirti e gonfiarti.

 

USA PIATTI PIÙ PICCOLI

www.lamiadieta.bio-usa-piatti-piccoliE’ stato dimostrato che utilizzare piatti grandi può indurci inconsciamente a consumare porzioni più voluminose.

 

BEVI PRIMA DEI PASTI

L’acqua non è una pozione magica, ma permette di dimagrire per due semplici motivi:

  • L’acqua non apporta calorie (come invece lo fanno tutte le bibite, comprese quelle dietetiche)
  • Riempie lo stomaco prima del pasto rendendoci meno affamati.

 

Inoltre è da prendere in considerazione che spesso gli attacchi di fame sono causati da un bisogno

di liquidi, quindi meglio se bevi un bicchiere d’acqua in più e vedere se lo stomaco si placa.

 

COMINCIA SEMPRE CON UN POCO DI VERDURA

Un piatto di verdura ad inizio pasto contribuisce a saziarti prima. Dopo aver mangiato una bella insalata, ad esempio, il tuo stomaco si sente già un po’ pieno e quindi lo stimolo della fame si ridurrà, ciò significa che la quantità di alimenti che mangerai dopo potrà essere ridotta e non sarà più del dovuto.

A stomaco vuoto l’organismo è in grado di assorbire meglio i nutrimenti, acqua, vitamine e sali minerali, elementi che spesso sono carenti nella nostra alimentazione, soprattutto se frettolosa o sregolata.

Assumendo fibre prima dei pasti, si ottiene un buon risultato rispetto all’assorbimento sia dei carboidrati che dei grassi contenuti nei cibi che si mangeranno successivamente. In questo modo si va anche ad agire sul controllo della glicemia, evitando i picchi.

 

QUALI VERDURE SCEGLIERE?

Si può iniziare con una bella insalata mista, mischiando tra loro radici (come carote, ravanelli, rapa rossa, topinambur), fusti (sedano), foglie (insalate di ogni tipo e di tutti i colori, spinaci compresi), fiori (carciofi, capperi, fiori di zucca), frutti (pomodori, fagiolini, cetrioli). L’importante è che sia verdura di stagione! Non dimenticare di inserire una manciatina di semi oleosi: girasole, zucca, sesamo, lino, canapa, ecc.

 

MASTICA LENTAMENTE
Masticare bene o in modo sufficiente il cibo, specialmente quello amidaceo, è una buona norma: www.lamiadieta.bio-mangiare lentamente

ti aiuta a mangiare un po’ meno se sei compulsivo, se non riesci a regolarti a tavola e a evitare disturbi digestivi,  gonfiore, pesantezza, acidità, etc. Fai sì che il tuo pasto duri 10 minuti in più di quanto duri adesso.

Evita alcoolici, bibite zuccherate e gassate

 

RISPETTA GLI ORARI

Se salti la colazione o il pranzo, oppure ti svegli tardi e fai colazione tardi, questo comportamento a sua volta si ripercuoterà negativamente sugli altri pasti: in genere tenderai a pranzare o cenare più tardi e, il giorno successivo, anche a saltare la colazione oppure a farla in maniera molto frugale. A questo punto si arriverà al pranzo con una elevata sensazione di fame responsabile di una assunzione di calorie decisamente superiore alle nostre necessità.

 

Per regolarizzare l’assunzione dei pasti è importante che rispetti l’intervallo di tempo che intercorre tra questi. Ecco perché è molto importante fare gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio soprattutto quando i pasti principali si distaccano l’uno dall’altro di 4-5 ore. La suddivisione dell’assunzione dei nutrienti e delle calorie in 5 pasti regolerà positivamente la secrezione ormonale, in particolare quella dell’insulina e del glucagone, evitando così l’insorgenza di picchi glicemici che hanno un effetto decisamente negativo sulla nostra salute.

 

TI CONSIGLIO

Fraziona l’assunzione dei cibi in 5 pasti (colazione, pranzo, cena e due spuntini), ricordando che la colazione deve essere abbondante e nutriente;

Consuma i pasti rispettando gli orari.

  • Se per esigenze lavorative non puoi pranzare prima delle 15, fai in modo di consumare a metà mattina uno spuntino un po’ più sostanzioso; di conseguenza, il pranzo deve essere invece più leggero.
  • Gli stessi consigli valgono per l’orario della cena. Se ceni molto tardi, fai una merenda più importante cosicchè la tua cena sarà leggera e non patirai la fame

 

 

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Digiuno e insonnia favoriscono l’obesità

 

Svelato il paradosso del cervello degli obesi, l’appetito vien mangiando e da svegli.

I risultati di una ricerca del CNR di Pozzuoli potrebbero spiegare anche l’associazione tra privazione prolungata di sonno e aumento di peso

L’IDEA che l‘appetito vien mangiando e chi dorme non piglia peso non è più solo un luogo comune.

Il nostro cervello mette in atto una precisa strategia, affinché questo accada, mediante un meccanismo che è stato ora svelato da una ricerca scientifica tutta italiana targata Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Lo studio prende spunto da una proprietà fondamentale del cervello: la plasticità sinaptica, ovvero l’abilità dei circuiti neurali di essere rimodellati in funzione degli stimoli che il cervello riceve. Questa abilità è alla base dell’apprendimento.

La fame

Quando la fame ci assale, il livello circolante dell’ormone leptina (il freno della fame) cala mentre sale significativamente quello dell’endocannabinoide 2-AG (l’acceleratore della fame che normalmente è frenato dalla stessa leptina) nell’ipotalamo. Questa è una piccola regione del cervello che regola molte funzioni neuroendocrine, tra cui appetito e sazietà, e riorganizza i propri circuiti per rispondere alla richiesta di cibo e produrre, tra l’altro, maggiori quantità di una piccola molecola, un peptide di appena 33 amminoacidi chiamato orexina-A.

Dal punto di vista evolutivo l’orexina-A, dal greco orexis, che vuol dire appetito, promuove la veglia e il comportamento attentivo-cognitivo di allerta garantendo la sopravvivenza dell’animale durante la caccia del cibo e consentendone la fuga in caso di pericolo, ad esempio al sopraggiungere di un predatore”.

Gli ormoni

Gli endocannabinoidi sono piccole molecole segnale che utilizzano gli stessi recettori di membrana a cui si lega anche il principale costituente psicotropo della cannabis, il THC (tetraidrocannabinolo). Gli endocannabinoidi stimolano l’appetito.

La novità di questa ricerca è stata scoprire che l’orexina-A è stimola la sintesi del 2-AG (acceleratore della fame) che, a sua volta, attiva il recettore CB1 del sistema endocannabinoide nei neuroni POMC dell’ipotalamo, spegnendo così la produzione di MSH (ormone melanotropo), un ormone che blocca la fame.

Tale meccanismo assicura un corretto apporto di energia durante la veglia in individui normopeso, ma in soggetti obesi il sisteme diventa difettoso a causa del malfunzionamento della leptina. Ciò innesca il circolo vizioso dell’aumento di appetito e del peso corporeo che porta al punto di non ritorno a cui il cervello non riesce a spegnere più il senso di fame.

I ricercatori ipotizzano che tale meccanismo possa verificarsi anche nell’uomo dal momento che hanno riscontrato nel sangue di maschi adulti obesi (BMI>36, eta’ media 25-32 anni) una correlazione inversa tra i livelli circolanti di orexina-A e quelli di MSH, correlazione abbinata alla severa alterazione dei valori delle transaminasi che si accompagna a steatosi epatica.

I risultati di questo studio potrebbero spiegare anche la ben nota associazione tra privazione prolungata di sonno e obesita’ e sono particolarmente rilevanti in riferimento all’attuale epidemia di tale condizione negli Stati Uniti e in Europa.

OMS

Dal recente piano Oms contro la sedentarietà risulta allarmante la notizia che, nel vecchio continente, oltre la metà degli adulti è in sovrappeso o obesa e oltre il 25% dei bambini di otto anni di età è obeso. In questo scenario, lo studio individua nei recettori dell’orexina-A ottimi bersagli farmacologici da bloccare per combattere l’obesità e le sue comorbidità nell’epoca in cui la storia evolutiva dell’uomo ci ha, paradossalmente, portati dal bisogno di mangiare per sopravvivere a quello di digiunare per vivere in forma.

Fonte: Repubblica

 

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Foto: freepik

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