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Quando e cosa mangiare nel giorno di allenamento e di riposo

Anche se le giornate sono piovose, la primavera risveglia la nostra voglia di fare movimento e rimetterci in forma.

Spesso mi è stato chiesto cosa mangiare quando si comincia a praticare uno sport. La risposta non è semplice perchè bisogna considerare il tipo di sport, l’intensità, la durata, le caratteristiche fisiche di chi lo pratica.

Oggi proverò a semplificare il più possibile queste informazioni facendo in modo che si adattino un po’ a tutte quelle persone che praticano un’attività fisica più o meno intensa. Ti consiglio di leggere anche l’articolo “Sport e nutrienti” per comprendere meglio l’importanza dell’alimentazione per chi fa attività fisica.

Ho suddiviso i consigli alimentari in base al tipo di attività fisica, se cardio oppure di forza, e il giorno di riposo. 

Giornata cardio

Prima dell’allenamento:

  • Se mangi 3 ore prima dell’allenamento, puoi consumare un pasto completo e solido, fatto di  carboidrati, proteine e grassi. Prova questa ricetta “Pasta integrale con zucchine e carne di vitello”
  • Se mangi meno di 1 ora prima dell’allenamento, hai poco tempo per digerire per cui ti consiglio un alimento frullato che comprenda carboidrati e proteine ma dal basso tenore in fibra, in modo che sia facile da digerire. Potresti consumare un frullato di yogurt greco magro bianco con della frutta di stagione.

 

Durante l’allenamento:

  • E’ necessario idratare il nostro corpo con acqua è sufficiente, puoi aggiungere dei sali minerali, soprattutto nella stagione calda. Se ti alleni per più 90 minuti, la bevanda sportiva dovrà contenere anche carboidrati. Il nostro corpo brucia dai 30g ai 60 g di carboidrati all’ora, a seconda delle dimensioni del corpo e del metabolismo.

 

Dopo l’allenamento:

  • Ti consiglio di aspettare 45-60 minuti dopo l’allenamento, prima di tornare ad alimentarti. Questo risulta utile per massimizzare l’utilizzo di grassi come fonte di energia.
  • Il tuo pasto post-workout dovrebbe essere completo e solido, contenere carboidrati e proteine in un rapporto di 3:1.
  • Puoi utilizzare carboidrati integrali che andranno a ricostituire il deposito di glicogeno muscolare entro il giorno successivo, oltre che caricarti di preziosi nutrienti ricostituenti. Tuttavia, se prevedi un doppio allenamento, sarà necessario consumare alcuni carboidrati raffinati e veloci da assimilare dopo il primo allenamento. Prova questa insalata di quinoa, spinaci e fragole.

Giornata di allenamento per aumentare la forza, intenso

Prima dell’allenamento: 

  • Anche per l’allenamento intenso valgono è importante l’orario. Se mangi 3 ore prima dell’allenamento, puoi consumare un pasto completo e solido, fatto di  carboidrati, proteine e grassi. Prova questa ricetta Riso rosso con zucchine e ceci.
  • Se mangi meno di 1 ora prima dell’allenamento, hai poco tempo per digerire per cui ti consiglio un alimento frullato che comprenda carboidrati e proteine ma dal basso tenore in fibra, in modo che sia facile da digerire. Potresti consumare un frullato di yogurt greco magro bianco con della frutta di stagione.

 

Durante l’allenamento:

  • Se effettui allenamenti intensi potresti integrare alcuni aminoacidi ramificati, detti BCAA. I BCAA sono un gruppo di tre aminoacidi: leucina, isoleucina e valina. Sono considerati i mattoni delle proteine muscolari. La loro caratteristica principale è nella loro non digestione, bypassano il fegato e vengono utilizzati direttamente dai muscoli, veicolati attraverso il flusso sanguigno. Studi hanno evidenziato come il consumo di BCAA durante l’esercizio è favorisce la sintesi proteica muscolare,  riduce il possibile danno cellulare derivato dall’allenamento intenso, nonché il dolore post allenamento.

 

Dopo l’allenamento:

  • Pianifica di mangiare entro 15-30 minuti dopo una sessione di forza per ricostituire i muscoli e consentire loro di crescere più forti. Mangia proteine per prevenire la degradazione proteica e stimolarne la sintesi, accelerando il recupero dopo l’allenamento. Prova questa ricetta Filetto di merluzzo croccante.

Il giorno di riposo

Questo è il momento perfetto per provare alcune ricette a basso contenuto di carboidrati. Non è necessario fare un carico di carboidrati o proteine, in questo giorno bisogna consumare un pasto equilibrato, che contenga grassi di buona qualità derivati dal pesce, dall’olio EVO, dall’avocado o dalla frutta secca. Non escludere anche un burro di buona qualità, che provenga da latte di vacche da pascolo. Ricorda che i grassi sono una parte fondamentale della nostra alimentazione e non bisogna escluderli pensando di fare un favore alla nostra linea. Mangia lentamente e rispetta i pasti della giornata. Ecco un suggerimento per te: pizza integrale con asparagi.

E’ importante, dunque, comprendere le differenze di alimentazione tra un allenamento cardio e un allenamento di forza.

Carboidrati: in un giorno cardio assicurati di avere sufficienti scorte di carboidrati, perché ti serviranno in un allenamento di lunga durata. Indispensabili anche per allenamenti più brevi ma intensi. Dopo l’esercizio cardio attendere 45-60 minuti prima di mangiare per massimizzare la finestra brucia grassi.

Proteine: in un giorno di allenamento di forza fai scorta di proteine prima dell’allenamento stesso. Questo può ridurre i danni muscolari e, quindi, un più rapido recupero muscolare. Consigliati i BCAA durante l’allenamento.

Dopo l’allenamento di forza mangia entro 15-30 minuti in modo che i muscoli recuperino  immediatamente.

 

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Sensi di colpa dopo Pasquetta? 4 passi fondamentali per sgonfiarsi

Sensi di colpa dopo Pasquetta? 4 passi fondamentali per sgonfiarsi

Eccoci qua, dopo le festività a cercare di rimediare agli eccessi alimentari: qualche bicchiere di vino in più, piatti della tradizione e dolci pasquali che ci hanno lasciato un senso di pesantezza e gonfiore.

Per molti di noi le vacanze pasquali sono più lunghe e più alto il rischio di prendere qualche chilo. Può essere d’aiuto adoperarsi per rimettersi in forma e depurare il nostro corpo dalle laboriose digestioni dei giorni passati.

Ecco 4 passi fondamentali per sgonfiarsi e depurarsi per eliminare la sensazione di pesantezza provocata dal cambiamento della qualità degli alimenti e anche dalla quantità che ha sovraccaricato il nostro fegato.

 

1. Bevi tanto e bevi acqua e limone al mattino

E’ ormai noto l’effetto depurativo e rimineralizzante del limone. Per cui, appena sveglio/a bevi due bicchieri d’acqua tiepida con mezzo limone spremuto. Aspetta almeno 15 minuti prima di fare colazione. Ricorda di bere durante la giornata per eliminare le tossine e gli scarti del metabolismo attraverso le urine. L’acqua inoltre aiuta anche ad avere un intestino regolare. Puoi bere anche tisane depurative prima dei pasti per accelerare la depurazione.

2. Riprendi/comincia l’attività fisica

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Ti consiglio di camminare a buon passo, è sufficiente per rimettersi in forma e sgonfiarsi. Camminare non stressa, tutt’altro, rilassa la mente, migliora l’umore e ci permette di allenare muscoli e cuore in modo dolce. E’ un’attività facile da praticare, non bisogna essere sportivi ed apporta reali benefici al corpo e allo spirito. Parti da 30 minuti giornalieri e ogni settimana prova ad aumentare i tempi oppure a fare due uscite al giorno, mattina e sera, ad esempio. Il benessere è immediato, provare per credere, non farti prendere dalla pigrizia!

3. Mangia cereali integrali e verdure amare

Per riequilibrare la glicemia, introduci cereali integrali come farro, orzo, riso integrale, ti aiuteranno a raggiungere prima il senso di sazietà e a regolare l’intestino, nel caso in cui il cambio di abitudini alimentari e/0 d’ambiente ti abbia provocato anche stitichezza. Consuma verdure amare, soprattutto prima dei pasti come cicorie, rucola, ravanelli, carciofi, tarassaco, radicchio, preparano il fegato alla digestione degli alimenti successivi, rendendola più efficiente e riducendo la sensazione di gonfiore. Utilizza anche le ricette che trovi sul sito.

4. Un protocollo di depurazione

Potresti utilizzare piante depurative che aiutano a depurare il tuo corpo in modo più rapido ed efficiente.

  1. Aloe vera: aiuta a regolare l’intestino e a ridurre le infiammazioni.
  2. Fermenti lattici vivi: ristabiliscono l’equilibrio dei nostri batteri intestinali messi a dura prova dallo stress e dal cibo elaborato.
  3. Depurativi concentrati: aiutano il fegato a ripulirci dalle scorie del metabolismo.

 

Questi consigli sono di carattere generale e possono aiutarti a ristabilire una sensazione di benessere, non hanno lo scopo di dimagrimento o di risolvere problematiche digestive o di salute. Se hai bisogno di dimagrire e/o migliorare il tuo stato di salute, allora hai bisogno di un piano adatto alle tue esigenze. Puoi contattarmi direttamente qui.

 

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piselli
I piselli, un toccasana per il nostro cuore e non solo

In primavera finalmente fanno capolino nei banchi ortofrutticoli i piselli freschi, come anche i fagioli e i ceci.
I piselli sono molto dolci e sono molto graditi anche dai bambini. Il loro sapore dolce è dato da zuccheri che portano ad una resa calorica di 80 kcal circa per 100 gr di legume.

Diabete

Per fortuna gli zuccheri presenti non causano un rialzo repentino della glicemia (basso indice glicemico), anche per la ricca presenza di fibre che rallentano l’assorbimento degli stessi. I piselli quindi sono indicati anche per i diabetici che devo prestare maggiore attenzione alla loro alimentazione.

Benessere per il cuore

Come già detto, i piselli sono ricchi di fibre che aiutano a tenere bassi i livelli di colesterolo cattivo LDL nel sangue, uno dei fattori di rischio per la salute delle nostre arterie e del nostro cuore.
Sono ricchi di potassio e magnesio, entrambi intervengono nella regolazione della pressione arteriosa. L’ipertensione infatti è un altro fattore di rischio per le malattie cardiache.
Non dimentichiamo gli antiossidanti (flavonoidi, vitamina C, carotenoidi) con effetto protettivo da fattori di stress (dieta non corretta, poca attività fisica, fumo, consumo eccessivo di alcool, etc.) che predispongono a patologie cardiovascolari.

Benessere per gli sportivi

Non è difficile da capire quanto facciano bene questi legumi a chi pratica sport. Sono ricchi di sali minerali, contengono proteine e zuccheri a basso indice glicemico.

Benessere per le ossa

I piselli sono ricchi di fosforo, un oligoelemento implicato nel metabolismo delle ossa. Una carenza di fosforo, infatti, può comportare una severa demineralizzazione dell’osso, provocando così (anche in presenza di adeguati livelli di vitamina D) rachitismo nel bambino e osteomalacia nell’adulto.

Intestino

Se da un lato i piselli sono ottimi per la regolarità intestinale, perché ricchi di fibre, dall’altro non sono indicati per chi soffre di colite e meteorismo, in quanto alcuni zuccheri in essi contenuti non vengono digeriti ma fermentati dai batteri intestinali che producono gas.

Venerdì vedremo insieme una ricetta con questo prezioso legume di stagione.

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Cancro: la prevenzione è soprattutto a tavola
Cancro: la prevenzione è soprattutto a tavola

Cancro: la prevenzione è soprattutto a tavola

Il 4 febbraio, è la giornata mondiale del cancro. Per questo ho pensato di parlare dell’impatto che una sana alimentazione può avere anche sulla prevenzione del cancro.

In generale gli studi epidemiologici hanno dimostrato che un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa della malattia, mentre la preferenza per gli alimenti ricchi di fibre, vitamine e oligoelementi, come cereali integrali, legumi e verdure, sembra avere un effetto protettivo.

Verdure sempre, frutta meno spesso

Insalata di radicchio, arancia, finocchio e noci, depurativa e antiossidante

Per questo occorre portare a tavola almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno.

E’ importante privilegiare la scelta di cereali e derivati ( pane, pasta) integrali e

di abbinarli spesso ai legumi. Il buon piatto della tradizione italiana, la pasta con fagioli, è un’ottima fonte proteica vegetale, alternativa alle proteine animali e povera di grassi.

Anche la soia e i suoi derivati (farine, tofu, miso, latte) sono protettivi verso i tumori. La presenza di isoflavoni, sostanze che assomigliano agli estrogeni, ne prendono il posto sui recettori delle cellule, con il risultato di ridurre il rischio di tumore al seno nella donna e alla prostata nell’uomo.

Secondo uno studio della Harvard Medical School di Boston (USA), ogni 5 gr in più di fibre – in particolare le fibre dei cereali integrali – al giorno corrisponderebbe il 22% di probabilità in meno di morire di tumore al colon-retto e del 16% di altre patologie.

Nella frutta e nella verdura, oltre alle fibre, troviamo anche vitamine  e altre componenti dal potere antiossidante, come la vitamina C e la vitamina E, i folati, i carotenoidi, il selenio e lo zinco, capaci di neutralizzare i radicali liberi dannosi per l’organismo. Ricorda però che non devi esagerare con la frutta, contiene fruttosio. Una dieta ricca di zuccheri, favorisce l’infiammazione.

Pesce, un bene prezioso

Non dimentichiamo il forte potere antinfiammatorio degli omega-3, di cui è ricco il pesce, soprattutto il pesce azzurro e il salmone, ma anche i semi di lino, l’olio di canapa, le noci, etc. Meglio consumare una porzione in più di pesce e di legumi, rispetto alla carne, che non dovrebbe essere consumata più di due-tre volte la settimana.

Meglio frutta e verdura o gli integratori?

I risultati sugli effetti degli integratori hanno deluso chi sperava di sopperire con una pillola un’alimentazione sana: non solo l’effetto non è altrettanto benefico, ma in molti casi si è rivelato controproducente, aumentando, invece di diminuire, il rischio di sviluppare alcuni tumori.

I meccanismi d’azione non sono ancora noti ma sembra che solo gli alimenti possano veicolare i nutrienti, espletandone l’effetto positivo.

Per questo è importante puntare su un’alimentazione fresca e variata piuttosto che sull’acquisto di integratori.

Cibi da ridurre

E’ ormai noto a tutti che da evitare sono soprattutto le carni rosse e grasse (manzo, maiale e agnello) e quelle lavorate a livello industriale, oltre a quelle conservate nel sale come i salumi. Il consumo frequente di carni rosse mette a rischio soprattutto l’intestino, ma possono compromettere anche altri distretti come, ad esempio, la vescica o lo stomaco.

Anche la presenza di specifiche sostanze nel cibo favoriscono lo sviluppo della malattia. Vediamo alcuni esempi:

  • nitriti e i nitrati, utilizzati per la conservazione dei salumi, sono associati al tumore dello stomaco. In Italia, infatti, questa malattia è più diffusa nelle regioni in cui il consumo di questi prodotti è maggiore;
  • le aflatossine delle muffe che liberano tossine. I cereali sono i vegetali più colpiti e il mais è in assoluto quello maggiormente soggetto alla contaminazione. Anche i legumi, le arachidi, le noci, le mandorle, il cacao e gli altri semi possono contenere aflatossine, così come le spezie e i prodotti derivati da materie prime contaminate (oli vegetali, farine, birre, ecc.) e mal conservati. In alcuni Paesi in via di sviluppo le aflatossine sono responsabili di una quota rilevante di tumori del fegato.

Non dimentichiamo che, in generale, tutti gli alimenti processati sono da evitare. Basterebbe seguire il “Principio della semplicità”, mangiando alimenti di base (cereali, carne, pesce, uova, verdure, frutta) non elaborati, precotti, confezionati e a lunga conservazione. Per esempio, meglio mangiare una mela che una purea industriale, meglio uno yogurt bianco naturale che uno dolcificato, meglio le verdure fresche che precotte e/o surgelate, etc.

Qualità ma anche quantità

Molte sono le ricerche sul legame tra il cancro e l’obesità , tanto che gli esperti dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) ritengono che dall’eccesso di peso, conseguenza di un’alimentazione sbilanciata e dalla scarsa attività fisica, possa dipendere dal 25 al 30 per cento di alcuni dei tumori più comuni, come quelli del colon e del seno.

Obesità e cancro

Il sovrappeso e l’obesità, oltre ad essere stati associati al tumore al colon, si è visto aumentare la probabilità, rispetto a chi ha un peso normale, di ammalarsi al rene e all’esofago. Le donne, dopo la menopausa, hanno un rischio aumentato al seno e alla superficie interna dell’utero, l’endometrio.

Studi recenti suggeriscono che l’obesità potrebbe quadruplicare il rischio di sviluppare un cancro al fegato e che al peso del paziente può corrispondere la dimensione del tumore alla prostata e la sua aggressività. Infine sono stati segnalati legami anche con il tumore al pancreas, alle ovaie, alla colecisti.

Talvolta la taglia non incide solo sul rischio di ammalarsi, ma anche sull’andamento della malattia stessa. Al contrario, una riduzione del peso corporeo anche solo del 5-10 per cento e un incremento dell’attività fisica possono produrre effetti positivi.

Mantenersi nell’intervallo del normopeso può essere uno dei migliori comportamenti in grado di prevenire il cancro.

Fonte AIRC

 

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olio oliva farmaco
Curarsi col cibo: l’olio d’oliva è un farmaco

Le virtù curative dell’olio d’oliva sono note da secoli: già nel 400 a.C. il padre della medicina Ippocrate lo definiva «la medicina migliore» e più volte nelle opere di Omero viene descritto come «il liquido d’oro».

E’ ormai da tempo che si vantano le proprietà nutrizionali dell’olio d’oliva e sempre più solide sono le evidenze scientifiche di efficacia clinica dell’olio EVO (extravergine di oliva) nella prevenzione di malattie cardiovascolari, dei deficit cognitivi tipici dell’anziano, nel ridurre il rischio di diabete mellito di tipo II.  

Uno studio tutto italiano, ha individuato la capacità dell’olio extravergine d’oliva di combattere il cancro. “L’olio extravergine di oliva – spiegano gli esperti – è ricco di acido oleico, una sostanza in grado di regolare la proliferazione cellulare”.

L’assunzione quotidiana di olio extravergine d’oliva è utile a ridurre il rischio di cancro alla mammella, al colon e al seno, grazie alle notevoli proprietà anti-infiammatorie e antiproliferative.

Persino la Food and Drug Administration (FDA), l’ente governativo statunitense che vigila sulla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici distribuiti sul suolo americano, ha definito l’olio extravergine d’oliva un medicinale.

Ovviamente non bisogna pensare che da oggi curiamo le patologie semplicemente mangiando olio, ma possiamo affermare che questo cibo prezioso può contribuire al mantenimento del nostro stato di salute. 

Quanto olio assumere?

Secondo la FDA, è sufficiente ingerire ogni giorno 2 cucchiai/die (circa 23 grammi) di olio EVO – poco più di 200 calorie -, consumato rigorosamente a crudo ed entro 12/18 mesi dall’estrazione (secondo la legge italiana (Legge n.9/2013, art.7).

L’olio dev’essere lavorato a freddo, per garantire al nostro organismo l’assunzione di almeno 17,5 gr di acido oleico, un importante acido grasso monoinsaturo della famiglia degli omega 9, 4,5 mg di vitamina E, un noto antiossidante liposolubile, 10 mg di efficaci polifenoli, potenti modulatori dell’espressione di geni protettivi ma senza modificare la sequenza del DNA. Tali sostanze  abbondano in specifiche varietà di olivo: le pugliesi Coratina e Ogliarola, le toscane Maurino e Moraiolo, la spagnola Cornicabra e la californiana Mission.

Sembra chiaro come l’olio EVO dovrebbe costituire il condimento esclusivo di una dieta bilanciata e povera di grassi, come quella Mediterranea, al fine di ridurre l’assunzione di grassi saturi ed alzare la quota di acido oleico e di grassi polinsaturi e ottenere i benefici terapeutici menzionati.

E’ stato più volte dimostrano come la sostituzione nella dieta di alcuni acidi grassi saturi, come quelli a lunga catena (ad esempio, l’acido palmitico e l’acido miristico), con giuste dosi di  acido oleico e/o acidi grassi polinsaturi, riduce fortemente i livelli sierici di colesterolo totale e colesterolo LDL, tra le principali cause di aterosclerosi.

Come conservare l’olio?

Per non alterare il suo potenziale nutraceutico, bisogna avere particolari accortezze:

1.       Conserva l’olio a una temperatura tra i 14 e i 18 gradi. L’olio non ama né le temperature elevate né le temperature vicine o inferiori allo zero;

2.      Conserva l’olio in piccoli (massimo 500 ml) contenitori ben chiusi, puliti, di vetro (opaco o scuro), di porcellana o di acciaio inox, in luoghi freschi e lontani da contaminazioni aromatiche. La latta è un buon compromesso per brevi periodi, la plastica per alimenti, invece, non è adatta alla conservazione dell’olio.

3.      Non lasciare l’olio a contatto con l’aria e per questo non lasciarlo troppo a lungo in contenitori mezzi vuoti, anche se ermeticamente chiusi.

 

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calcoli renali
Riduci i calcoli renali in 7 mosse

La maggior parte delle persone che sviluppano calcoli renali – identificati dal termine medico “nefrolitiasi” o “litiasi renale”- hanno livelli di alcune sostanze (Sali minerali) superiore a quella che può essere disciolta nelle urine. Quando ciò accade, possono formarsi cristalli che possono crescere e diventare pietre, si formano nel tratto uriniario e che muovendosi con il flusso urinario provocano la colica. 

Sono tutti uguali?

Si distinguono cinque tipologie di calcoli renali sulla base della composizione chimica:

  1. Calcica:  il 70-80 % dei casi e sono costituiti da ossalato di calcio, fosfato di calcio o da entrambi i sali insieme.
  2. Mista: il 5-10 % dei casi e sono formati da ossalato di calcio, acido urico e fosfato di calcio.
  3. Urica: il 5-15 % dei casi e sono costituiti da acido urico e urato di calcio.
  4. Infettiva: 10-15 % dei casi e possono essere costituiti da struvite (fosfato – ammonio – magnesio), struvite e carbonato apatite o urato di ammonio, fosfato di calcio.
  5. Cistinica: l’1-2 % dei casi e sono costituiti da cistina.

Quali le cause?

Familiarità, nutrizione, stagionalità e, ovviamente, patologie metaboliche o malformazioni a carico delle vie urinarie, l’obesità.

Vediamo insieme cosa fare in questi casi.

Riduci i calcoli renali in 7 mosse

Le seguenti linee guida nutrizionali possono aiutare a ridurre la concentrazione di queste sostanze nelle urine e ridurre il rischio di formazione di calcoli.

  1. Bevi più liquidi: dovresti bere almeno 3 litri di liquidi al giorno. Questo diluisce l’urina e riduce la concentrazione di sostanze nocive che possono causare la formazione di calcoli renali. Almeno la metà del liquido che bevi ogni giorno dovrebbe essere semplice acqua.
  2. Calcio e ossalato: l’ossalato di lega al calcio nello stomaco e nell’intestino. Questo legame favorisce la formazione dei sassolini a livello renale. Bisogna, quindi, moderare il consumo di calcio in caso di calcoli di ossalato di calcio per prevenire la formazione di calcoli. Va bene consumare un paio di porzioni di latticini al giorno per assumere il calcio che ci serve, senza esagerare. Stiamo attenti anche all’acido ossalico, il cui eccesso si rivelato dannoso perché favorisce la formazione dei cristalli di ossalato di calcio. Molti alimenti contengono ossalati. Ricordiamo quelli ad alto contenuto: burro, nocciole, tè (nero e verde), caffè, succhi di frutta,  rabarbaro, crusca di frumento, cioccolato, fragole, gelatina, spinaci, lamponi neri, bietole e barbabietole, coca cola, bibite gassate in generale.
  3. Mangia meno sale/sodio: limita il sale da cucina a non più Il sale fa male o fa bene? Quanto ne posso aggiungere?di 1/4 di cucchiaino al giorno – misuralo! Cerca di evitarlo in cucina e a consumare solo occasionalmente cibi ricchi di sale/sodio come le carni in scatola, gli affettati, gli hot dog, la salsiccia, la maggior arte dei fast food, cibi pronti conditi, zuppe miste, zuppe surgelate già condite, zuppe in scatola, snack salati, cibi in scatola in generale, alimenti ricchi di sodio come sott’oli, sott’aceti, olive, salsa di soia, salse varie.
  4. Limita le proteine animale: una dieta ricca di proteine può aumentare il livello di ossalato della tua urina. Non superare i 150 gr al giorno tra carne, pesce o pollame. Una porzione grande quanto il palmo della tua mano è sufficiente.
  5. Vitamina C: la vitamina C  può essere convertita in ossalato per cui non bisogna consumare più di 500 mg di vitamina C al giorno. Questo include la vitamina C degli alimenti che mangi e di qualsiasi supplemento orale che puoi assumere. Meglio una limonata che sembra avere un effetto benefico sui calcoli acido urico e cistina in quanto ne riducono la formazione.
  6. Riduci il peso: l’obesità è un fattore che contribuisce allo sviluppo della malattia renale cronica (CKD), predisponendo alla nefropatia diabetica, alla nefrosclerosi ipertensiva e alla sclerosi glomerulare focale e segmentaria. Predispone anche all’ossalato di calcio e ai calcoli di urato, alla proteinuria. Ci sono molti meccanismi con cui l’obesità altera la fisiologia e il metabolismo renale. E’ necessario, quindi, trattare l’obesità e prevenire lo sviluppo e la progressione della CKD associata all’obesità.
  7. Benessere intestinale: di solito non assorbiamo molti ossalati dalla dieta. Ci sono molti articoli medici che illustrano che, quando l’intestino è infiammato, quando c’è una carente digestione dei grassi (steatorrea), quando siamo in presenza di intestino permeabile (leaky gut syndrome), o quando c’è diarrea prolungata e/o costipazione, gli ossalati in eccesso provenienti dal cibo vengono assorbiti dal GI e diventano pericolosi per le cellule di altre parti del corpo. Dal sangue, gli ossalati passano al resto del corpo. E’  molto importante  aiutare l’intestino  con  flora benefica  in  grado  di digerire  gli  ossalati che iniziano  a  essere  rilasciati,  proprio perchè  una  delle  vie  attraverso  la  quale  gli  ossalati  lasciano  il  corpo  è proprio l’intestino. Se ci sono microbi in grado di cibarsi di ossalati nel colon, questo facilita il processo. Ci sono probiotici in commercio che possono aiutare allo scopo.

 

E’ importante adottare uno stile di vita sano e regolare, per avere un intestino sano, un peso nella norma e ridurre così i fattori predisponenti i calcoli renali.

 

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