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Il sale fa male o fa bene? Quanto ne posso aggiungere?

Il sale fa male o fa bene? Quanto ne posso aggiungere?

Frequentemente il nostro medico o nutrizionista piuttosto che la TV ci ricorda di limitare il consumo di sale ma, nonostante tutto, si fa fatica a seguire questo consiglio per una serie di motivi che ora scopriamo insieme.

Sale e sodio sono la stessa cosa?

In realtà non sono la stessa cosa: un 1 gr di sodio corrisponde a 2,5 gr di sale. Il sodio è presente naturalmente nel pesce, nella carne, nelle verdure, nei cereali. La maggior parte di esso lo assumiamo attraverso il sale da cucina (Cloruro di Sodio, NaCl). L’eccesso viene eliminata dai reni.

A noi serve il sodio?

Ovviamente si, è un micronutriente essenziale per noi. è un componente essenziale dei liquidi extracellulari del corpo umano. Svolge importanti funzioni come il mantenimento della pressione osmotica, la protezione del corpo dall’eccessiva perdita di liquidi, anche per il mantenimento del volume dei liquidi extracellulari e dell’equilibrio acido-base; regola l’eccitabilità muscolare e la permeabilità delle membrane cellulari.

Qual è il nostro fabbisogno?

La quantità necessaria all’uomo corrisponde più o meno ad 500-2000 mmg che corrisponde a 1,5 – 5 gr al giorno! Le correnti indicazioni alimentari raccomandano di non assumerne più di 2,4 gr di sodio al giorno. Da molti istituti questo limite è stato ulteriormente ridotto  a 1,5 gr.

In Italia, il consumo di sale è eccessivo (si supera tranquillamente anche di 10 volte il fabbisogno!!), sia da parte degli adulti che dei bambini, anche quelli che hanno iniziato da poco lo svezzamento.

Perché il sale fa male?

Un consumo eccessivo di sodio può portare a problemi come:

  • Pressione alta
  • Escrezione di potassio con le urine, aumento della pressione
  • Escrezione del calcio con le urine (osteoporosi)
  • Predisposizione al tumore allo stomaco
  •  Incapacità di gustare il cibo allo stato naturale: il palato si abitua e tende a richiederne di più

Il sale che aiuta il cuore

Il sale può essere utilizzato anche come terapia in alcune patologie. Pazienti con  scompenso cardiaco devono espellere più  acqua di quanta ne assumono, perché il cuore, che è una pompa (ma in questi casi funziona al 30%), non ha la forza di espellere i liquidi. Questo comporta un accumulo dell’acqua nei polmoni, nell’addome, nelle gambe. Fattore di grane pericolo, perché c’è il rischio di un edema polmonare. Il liquido va dunque espulso. E chi elimina i liquidi? Il rene. E con il sale si stimola il funzionamento del rene. (fonte Unità cardiologia, ospedale G.F. Ingrassia di Palermo). Ovviamente questi interventi sono sotto stretto controllo medico.

Come mai assumiamo molto sale?

Perché è aumentato il consumo dei cibi pronti già conditi, già dall’infanzia.

Tutti i cibi pronti, surgelati o da banco, hanno un alto contenuto in sale: pappe, sughi, vellutate, contorni surgelati, primi piatti, secondi, pizza. Senza dimenticare i salumi, i formaggi freschi e stagionati, il pane e i suoi derivati, i cereali per la colazione, le olive, gli snack del bar, le patatine fritte….tutto è infarcito di sale, purtroppo.

Facciamo un semplice esempio dell’assunzione di sale in una giornata tipo, senza l’aggiunta da parte nostra.

 

Senza aver aggiunto sale alle verdure, alla carne, abbiamo comunque assunto circa 3,7 gr di sodio, ben oltre le aspettative!

C’è una qualità meno dannosa del sale?

Contrariamente alle credenze comuni, qualsiasi tipo di sale si utilizzi ha sempre lo stesso effetto sulla salute:

  • Sale marino integrale
  • Sale dell’Himalaya
  • Sale nero, rosso, etc
  • Salsa di soia
  • Tamari
  • Umeboshi
  • Miso
  • Insaporitori concentrati per carne o pesce

Questi prodotti, spesso pubblicizzati come condimenti alternativi “naturali”, ahimè sono caratterizzati da un altissimo contenuto di sodio.

Alternative salutari da utilizzare al posto del sale

Per aiutarti, puoi usare i seguenti condimenti salutari:

  • Succo di limone
  • Aceto di mele
  • Sedano, anice, finocchio dal sapore molto forte
  • Spezie e aromi come rosmarino, origano, melissa, salvia, basilico, menta che esaltano i sapori dei cibi
  • Cipollotti, aglio
  • Olio aromatizzato alle spezie o all’aglio

Ricorda di leggere sempre le etichette dei prodotti che acquisti e, se vai al ristorante, cerca di evitare l’uso del sale, le salse, le zuppe e tutti i cibi troppo salati.

 

Comincia già da oggi a ridurre gradualmente il sale e vedrai che effetti!

 

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dieta lampo
Dieta lampo, dieta urto, dieta prova costume…quali effetti danno?

Quante volte ti sei trovato/a pensare “voglio perdere peso, da domani non mangio più così dimagrisco!” oppure “ devo mangiare solo proteine” o ancora “ provo a mangiare solo verdure e tanta frutta così perdo peso velocemente”?

Purtroppo però tutti questi rimedi non sono adatto per perdere peso, anzi, spesso diete improvvisate generano carenze nutrizionali importanti scatenanti anche problemi di salute e gravi malesseri.

Senza dimenticare che un dimagrimento veloce lascia anche segni antiestetici sul corpo.

Inestetismi

Purtroppo, seguire una dieta poco equilibrata e/o eccessivamente ipocalorica, comporta la perdita di massa magra e ti renderà flaccido e non tonico come desidereresti. Se hai la pelle poco elastica, un rapido dimagrimento può portare ad avere pelle in eccesso, anche se non hai perso tanti chili.

Seno svuotato: durante il dimagrimento anche il seno diminuisce. In un dimagrimento sano, questo fenomeno è ridotto e più graduale; in caso di dimagrimento veloce, il seno perde tono perché si svuota velocemente.

Punta ad un peso salute

Rientrare in un peso salutare può essere il miglior modo per stare bene, prevenire numerosi problemi di salute ed estetiche e ritrovare il giusto equilibrio psicofisico.

Arrivata la bella stagione, perdere peso – che siano un paio di chili o molti – diventa un pensiero assillante per migliaia di persone e, purtroppo, a breve termine, nel senso che è un’esigenza del momento e non una prospettiva di stile di vita sano ed equilibrato.

Dieta lampo, drastica, urto, qualunque rimedio veloce tu voglia intraprendere, non è la soluzione e non ti porta al raggiungimento di nessun obiettivo di dimagrimento!

Capita, quindi, che si cerchi di dimagrire in poche settimane, ricorrendo a diete drastiche e spesso improvvisate: dalle diete basate su un solo alimento (ananas, limone…), alle diete iperproteiche, alle gluten-free, alle diete di soli alimenti crudi, qualsiasi sacrificio pur di vedere l’ago della bilancia scendere velocemente.

Promesse pubblicitarie tutt’ora ancora presenti, nonostante l’informazione in campo nutrizionale sia aumentata!

Il problema di questi metodi, se non personalizzati, sta nella possibilità di  causare squilibri alimentari, seguiti da squilibri ormonali, endocrinologici e organici.

Tanto più rapido è il dimagrimento, maggiori sono gli squilibri che il corpo deve affrontare.

Dieta lampo, dieta urto, dieta prova costume…quali effetti danno?

FISIOLOGICI

Una dieta urto prevede quasi sempre l’eliminazione dei carboidrati, non solo gli zuccheri dei dolci ma anche quelli della frutta, dei cereali, della pasta, del pane e derivati e dei legumi. I carboidrati, però, sono la fonte primaria di energia del nostro organismo ed entrano come glucosio nelle cellule con l’aiuto dell’insulina.

Gli alimenti contenenti carboidrati sono anche fonte di vitamine e minerali essenziali che, se eliminati, provocherebbero problemi al sistema immunitario e non solo.

L’eliminazione o la riduzione eccessiva di nutrienti spesso provocano alcuni disturbi:

  • Spossatezza e calo delle energie: l’apporto calorico e di nutrienti forse è troppo basso e il corpo non è abituato. La spossatezza è un segnale di allarme.
  • Mal di testa: può essere provocato dal maggior consumo di alimenti favorenti il mal di testa come i formaggi, gli affettati e gli alimenti inscatolati, alimenti light dolcificati. Anche una digestione lunga e laboriosa vuol può causare emicranie.
  • Possibili disturbi digestivi: spesso nelle diete drastiche si aumenta l’apporto di proteine e verdure, che comporta un carico digestivo maggiore e maggiore gonfiore.
  • Carenze nutrizionali: alla lunga, l’eccessiva assunzione proteica, causerà diversi problemi all’organismo (osteoporosi, calo delle difese immunitarie, chetosi, problemi gastrointestinali e disidratazione).
  • Reni e fegato affaticati: un maggiore carico proteico, soprattutto animali, produce maggiori prodotti di scarto dannosi per i reni, tipo nelle diete iperproteiche.
  • Innalzamento del colesterolo “cattivo”: l’aumentato o l’esclusivo consumo di carne, formaggi e uova(a discapito di pasta integrale o cereali) può provocare l’aumento di colesterolo cattivo, LDL.
  • Disordini del ciclo mestruale: scomparsa del ciclo o ciclo irregolare a causa del numero troppo limitato di calorie e del dimagrimento troppo repentino.
  • Alitosi: a causa della chetosi (l’utilizzo dei grassi come fonte energetica, trasformati in corpi chetonici, la formula disponibile)

 

PSICOEMOTIVI

La privazione improvvisa di alcuni alimenti, soprattutto i carboidrati, inizialmente è sostenibile perché siamo pieni di aspettative per il dimagrimento. A lungo andare, però, e soprattutto se non otteniamo i risultati attesi, questa condizione di privazione e rinuncia provoca frustrazione e depressione, definita depressione reattiva, cioè scatenata in automatico come conseguenza della privazione del cibo.

Dieta non deve voler dire schiavitù, privazione, rinuncia ma deve significare miglioramento dello stile alimentare per la salute e, di conseguenza, per il dimagrimento.

Uno dei punti chiave del mio modo di lavorare è quello di conoscere le persone, i loro gusti in fatto di cibo, le loro esigenze, l’organizzazione delle loro giornate: questo mi aiuta a preparare per ciascuno un piano alimentare personalizzato e specifico, che possa essere dimagrante ma prima di tutto facile e piacevole da portare avanti.

 

SI RIPRENDONO I CHILI PERSI

Eliminare i carboidrati non fa dimagrire:  assumere con la dieta grossi quantitativi di proteine (> 2 g/kg/die) non favorisce il dimagrimento e l’aumento della massa muscolare.

In un contesto ipercalorico e iperproteico si assiste ad un aumento degli accumuli adiposi. In una dieta ipocalorica ed iperproteica una parte dei singoli aminoacidi verrà convertita in glucosio, gli effetti dimagranti saranno buoni (aumento della termogenesi e del senso di sazietà) ma nel lungo periodo, se non gestita, può portare problemi di salute (osteoporosi, chetosi, stress ossidativo, etc.).

Non appena riprendi ad alimentarti regolarmente, riprendi tutto il peso perso, se non qualche chilo in più.
Il corpo alla carenza energetica risponde attivando la riserva: appena si introduce qualche caloria in più il corpo non consuma ma conserva ed ecco che i chili tornano su.

Se la dieta non è bilanciata, perdi solo massa magra e non grasso come vorresti. Infatti il termine dimagrire significa proprio perdere massa magra.

E per quanto tu possa praticare molto più sport, come accade spesso quando si vuole dimagrire velocemente, sei maggiormente esposto ad una malattia pericolosa, la “sarcopenia”, un’importante riduzione del numero di fibre muscolari, con conseguente perdita delle forze e una ripercussione funzionale maggiore. La mancata regolazione della sintesi proteica è quindi paragonabile all’effetto che produce l’anoressia o la malnutrizione sull’organismo.

Perdi anche liquidi perché l’eliminazione degli zuccheri riduce la ritenzione idrica muscolare, provocando anche disidratazione.

Inoltre, come già spiegato nel mio corsohttps://www.lamiadieta.bio/dieta-lampo-dieta-urto-dieta-prova-costume-quali-effetti-danno/Il peso consapevole”, le diete sbilanciate, provocano il cosiddetto effetto yo-yo, un fenomeno di alternanza di fasi di dimagrimento e ripresa del peso, che ti predispone anche ad una futura obesità.

Seguire un piano equilibrato, che funzioni e “protegga” la tua salute, darà risultati un po’ più lenti ma costanti nel tempo, evitando di perdere i risultati ottenuti senza particolari sforzi, rinunce e privazioni.

 

Se hai la necessità di dimagrire e vuoi farlo nel modo più sano e corretto, non affidarti a diete miracolose generiche, drastiche e per nulla salutari ed equilibrate.

 

 

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mangio ristorante
Mangiare o non mangiare al ristorante, questo è il dilemma

“E’ difficile, se non impossibile, mangiare correttamente al ristorante quando si è a dieta…” Questa è l’affermazione più frequente che mi capita di sentire dalle persone alla prima consulenza. Tale difficoltà è maggiormente sentita soprattutto da chi deve seguire protocolli alimentari particolari (per intolleranze, ad esempio).

L’articolo di oggi ti aiuterà a gestire al meglio i pasti quando sei al ristorante e vuoi conciliare il piacere con la salute.

Il cibo è carico di significati: oltre alla semplice funzione energetica,  il cibo è piacevole, gustoso, un pretesto per stare insieme agli amici, alla famiglia, unisce e gratifica.

Le occasioni fuori casa spesso però generano due atteggiamenti contrastanti: da un lato permettono di “staccare la spina” e godere una serata in compagnia, dall’altro però la condizione di “sentirsi a dieta” si scontra con il desiderio di trasgredire.

Il pensiero si concentra su un “posso-non posso” rispetto al menù, oppure su un confronto su quello che gli altri hanno nel piatto rispetto a noi, generando  frustrazione, mancato godimento dell’occasione e perdiamo di vista il vero significato dell’evento che è quello di stare insieme.

Il famoso sgarro durante una dieta dimagrante non interrompe il percorso, anzi, aiuta a vivere più serenamente la dieta, ma se si deve seguire un regime alimentare per guarire da un malessere le cose diventano più complicate: ad esempio, in caso di intolleranze o allergie al glutine, al nichel, ai formaggi, per patologie autoimmuni, IBS, etc. In questi casi mangiare fuori può diventare un problema.

A conti fatti, facciamo prima a declinare gli inviti e starcene a casa, vero? Assolutamente no!

Ecco alcune dritte per gestire più serenamente i pasti fuori casa

Non temere di fare richieste fuori menù

  • Che sia per perdere peso o per ottenere un aiuto terapeutico dalla dieta, quando andate al ristorante considerate sempre che:
    Il ristoratore offre un servizio. Se devi seguire un particolare regime alimentare non vergognarti di chiedere circa gli ingredienti usati e/o di apportare modifiche ai piatti proposti. Faccio qualche esempio: “ è possibile avere i ravioli burro e salvia non saltati nel burro, un contorno di verdure grigliate e dell’olio extravergine ?” oppure “un risotto al taleggio ed asparagi, senza il taleggio”, e cosi via.

La maggior parte dei ristoranti è ormai perfettamente attrezzata per gestire intolleranze o allergie.

  • Non sentirti giudicato. Per paura di essere giudicati da amici e parenti e sentirci “diversi”, spesso ci adattiamo a quello che c’è. Questo è un atteggiamento sano dal momento in cui le occasioni di riunirsi capitano una volta al mese, o anche meno, ma se gli eventi sono molto più frequenti, allora uniformarsi agli altri può creare solo disagio sia dal punto di vista fisico (si ripresentano i sintomi in caso di patologia oppure non si assiste al dimagrimento) sia dal punto di vista psicologico perché sale la frustrazione per non essere riusciti a gestire la dieta per paura di fare “i diversi” nel richiedere cambiamenti in menu.

In conclusione il mio consiglio è: se sei al ristorante pensa a te stesso e alla tua salute, chiedi senza paura tutte le modifiche di cui hai bisogno per sentirti meglio e godere appieno i momenti di riunione.

 

Le verdure

Che sia un antipasto o un contorno, non dimenticare mai la verdura!

Oltre ai preziosi nutrienti che contiene, la verdura è ricca di fibra che, come ben sai, aumenta il senso di sazietà e riduce in maniera importante le abbuffate.

  • Meglio cruda o cotta? Meglio cruda perché arriva non condita e siamo liberi di gestire noi i condimenti. Buona anche cotta purchè non saltata con olio o burro oppure gratinata o condita con besciamella. Il segreto è sempre chiedere al cameriere!
  • Quali verdure scegliere? Il mio consiglio è di chiedere se hanno verdure di stagione, sono più nutrienti. Anche se non sono citate nel menù, spesso le utilizzano come contorno per dei secondi oppure come ingredienti di primi piatti.  Se invece chiedi genericamente “un contorno” è più probabile che ti portino la misticanza se cruda, melanzane e zucchine se alla griglia, carote e spinaci se lesse, piuttosto che gli asparagi o i piselli. Se devi escludere alcune verdure, accertati che non siano presenti nel contorno proposto. Ricorda che la maggior parte dei ristoranti considera le patate verdura ma sono da considerarsi una fonte di carboidrati complessi sostitutivi di pane e pasta.

Porzioni: troppo o troppo poco?

Le porzioni di una portata del ristorante sono quantità medie: né troppo, né troppo poco. Spesso per golosità e per bisogno di varietà, ordiniamo due o anche tre portate. Tuttavia il quantitativo complessivo di un pranzo o di una cena diventa superiore a quello che normalmente avremmo mangiato, soprattutto se siamo a dieta dimagrante.

Che fare?

  • Se vuoi mangiare un po’ di tutto allora opta per le mezze porzioni. In questo modo soddisfi il tuo bisogno di varietà ma senza esagerare con le quantità. Se il ristorante non prevede mezze porzioni, puoi condividerle con qualcuno.
  • Se il pasto fuori è un’occasione una tantum, allora goditela senza troppi rimorsi. Fai comunque attenzione a non abusare del cibo. Avere “il giorno libero” non significa mangiare a più non posso ma semplicemente non prestare troppa attenzione alla qualità e alla quantità, basandoci solo sul buon senso. Pensieri come “faccio il carico oggi e da domani dieta rigida” , crea un’associazione di piacere dal cibo solo in termini di quantità e pienezza, tralasciando il gusto e la consistenza dello stesso. Usa tutti i sensi mentre mangi, mastica lentamente, sciogli il cibo in bocca e concentrati sul sapore e vedrai che il tuo bisogno di sgarrare si assopirà senza troppi sforzi e rinunce.
  • Se invece ti capita spesso di uscire a cena e proprio in queste occasioni rischi di compromettere la tua dieta, cerca di limitare “lo sfizio” solo una volta a settimana, cercando di adeguare le altre occasioni alla tua dieta. Ad esempio, potresti ordinare un antipasto di carne o pesce (che possono sostituire il secondo), un contorno di verdure e del pane, oppure una mezza porzione di primo, un antipasto e un contorno per garantire il giusto apporto di carboidrati, proteine e verdure.
  • Fai uno spuntino a casa. Se la cena è più tardi rispetto le tue abitudini oppure se sai che il ristorante che hai prenotato serve porzioni mignon, ti conviene fare un aperitivo a casa se non vuoi rischiare di arrivare affamato e di doverti accanire al cestino del pane.  Fai un piccolo aperitivo a casa con crudità di verdure e qualche oliva, un paio di crackers con un formaggio spalmabile oppure, se vuoi risparmiare calorie migliorando la sazietà, potresti mangiare uno yogurt greco magro, ricco in proteine e molto saziante.
  • Se sei in vacanza e durante il giorno sei in movimento, non aspettare i pasti principali per mangiare! Portati della frutta o delle mandorle per fare uno spuntino sano e saziante che ti farà arrivare a pranzo o a cena meno famelico.

Le bevande e il dolce

Chi di noi non ha mai preso un calice di vino o un dolce a cena? https://www.lamiadieta.bio/tartufi-al-cioccolato-vegani/Se sei a dieta o se devi seguire una terapia alimentare, aggiungere frequentemente vino e dolci, soprattutto a cena, di certo non ti aiutano. Limita il vino ad un solo calice e, come per il cibo, bevilo lentamente, assaporalo fino in fondo per apprezzarne l’aroma e il gusto ed evitare di eccedere. Per quanto riguarda il dolce, fatti furbo: fai metà con un altro, scegli un dolce mignon o semplicemente rifletti se effettivamente la tua voglia è così alta da non poterne fare a meno.

Variare anche al ristorante

Vai al ristorante e mangi sempre le stesse cose? Pizza? Carne? Pasta? Assaggia piatti nuovi. Questo vi permette, oltre che sperimentare nuovi sapori, di garantire un’alimentazione più varia, con cotture diverse e apporti calorici diversi. Giocate col cibo e il cibo vi aiuterà!

Occhio alla qualità

Potrebbe risultare superfluo dirlo ma cerca sempre la qualità al ristorante. Controlla il menu, di norma affisso fuori dal ristorante o reperibile online, controlla se preparano piatti tipici o stagionali, se utilizzano materia prima fresca o surgelata. E’ importante per capire se valga la pena entrare o cercarne un altro.

Leggiamo insieme il menù

Ecco alcuni chiarimenti sugli ingredienti presenti in alcune preparazioni del ristorante.

  • “In crosta di…”: presenza di farine
  • “Verdure croccanti”: possono essere pastellate (con farina) e fritte oppure possono intendere verdure  crude
  • “Gratinato”: presenza di mollica di pane; in certe regioni d’Italia, soprattutto al sud, il pesce grigliato viene preparato con la gratinatura. In generale, se devi evitare il glutine o per rendere il pasto più leggero, quando ordini il pesce specifica che non vuoi la gratinatura ed eviterai di avere sorprese
  • “Creme/vellutate/salse”: accertati che non contengano panna o latte se devi evitare latticini  
  • “Vegetariano”: accertati che non ci siano latticini o uova, se non puoi consumarli
  • “Vegano”: accertati che non ci sia soia o altri alimenti che non puoi consumare
  • “Mantecato”: riferito in genere a riso e risotti, significa che il piatto è stato reso cremoso con aggiunta di burro e/o parmigiano, più raramente con altri formaggi. Generalmente il burro è ben tollerato anche in caso di patologie autoimmuni, mentre per il parmigiano bisogna valutare la tolleranza individuale. Se soffri di colite, anche piccole quantità possono dare sintomi anche importanti
  • “Marinato”: la marinatura prevede il trattamento di carne o pesce con un liquido acido, generalmente aceto o vino. Serve a rendere la carne più morbida e saporita, soprattutto se vengono aggiunte spezie
  • “Glassato”: il piatto (carne o pesce) è stato rivestito di una sottile pellicola di salsa o di burro. Meglio accertarsi che non ci sia presenza di glutine, qualora non lo possiate assumere.

Avere il controllo ma senza esagerare

Finora ho elencato una serie di strategie per gestire al meglio le uscite al ristorante nel caso in cui fossimo a dieta per dimagrimento o per terapia alimentare.

Numerose però le persone che non hanno bisogno né di perdere peso né di seguire un particolare regime alimentare ma che, purtroppo sono ossessionate dal cibo, dal mangiare sano, dalle calorie e dalla valutazione degli ingredienti, etc.: in questo caso parliamo di ortoressia (se vuoi approfondire i disturbi alimentari clicca qui).

Se rinunci alle uscite al ristorante per paura di perdere il controllo, o perché manda in crisi i tuoi piani, se ti rifiuti di uscire a cena se non hai la possibilità di scegliere o se hai già organizzato  cosa mangerai tre giorni prima della cena, può essere che tu abbia un’atteggiamento di ipercontrollo sul cibo. Il cibo schiavizza il tuo pensiero che diventa ossessivo e poco sano. Fatti aiutare da una persona amica, che sappia darti un parere obiettivo e che, magari, vi aiuti nel percorso da fare.

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asparagi
Gli asparagi, un aiuto per la nostra dieta in primavera

Gli asparagi sono ortaggi primaverili che, oltre ad essere saporiti, hanno importanti proprietà terapeutiche.

Una volta raccolti o acquistati al supermercato, si conservano in frigo per circa 4-7 giorni. Meglio avvolgerli alla base con un canovaccio umido per evitare che perdano tono.

Vengono preparati in svariati modi: in frittata, risotto, in pinzimonio o grattugiati crudi nell’insalata. Se vuoi, puoi sperimentare anche la pizza agli asparagi, ricca in fibre e molto saziante, per cui è sufficiente una piccola porzione per sentirsi pieni.

Vediamo insieme in che modo costituiscono un aiuto alla nostra dieta.

Riduzione degli zuccheri nel sangue

Studi sugli asparagi, evidenziano come la presenza di cromo rende questa pianta (radici) un alimento capace di migliorare la produzione di insulina e di regolare i livelli di glicemia. L’attività antiiperglicemica è mediata parzialmente dalla ricchezza in fibre di questo ortaggio che inibisce la digestione e l’assorbimento dei carboidrati.

Anche la presenza di vitamine del gruppo B contribuiscono all’effetto regolatore degli zuccheri nel sangue.

Sgonfiano

La presenza di potassio e di asparagina conferisce un potere drenante. Meglio consumato come decotto.

Utile anche durante il ciclo mestruale perché aiuta a ridurre il gonfiore.

Antiacido naturale

Studi recenti hanno dimostrato l’azione antiulcera dell’asparago: causa un effetto inibitorio sul rilascio di acido cloridrico gastrico e protegge per questo la mucosa gastrica.

Migliora la fertilità nella donna

Sembra che questa pianta migliori le complicanze di salute riproduttiva femminile compreso lo squilibrio ormonale, la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), la crescita e lo sviluppo follicolare, la qualità dell’ovocita, riducendo il livello di agenti ossidanti e aumentando il livello di antiossidanti nel corpo. Ulteriori studi sono necessari per chiarire il meccanismo dell’azioni e livello di ovaio e ovocita che incide direttamente sulla salute riproduttiva delle donne.

Antinfiammatori naturali

Le saponine dell’asparago dimostrano avere proprietà antiinfiammatorie e anti tumorali, limitando la liberazione di molecole proinfiammatorie.

 

Le notevoli proprietà terapeutiche di questo ortaggio ci deve far riflette sul potere che ha il cibo sulla nostra salute e sulla possibilità che abbiamo giorno per giorno di sfruttarlo a nostro favore.

 

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sport alimentazione
Sport e alimentazione: l’importanza dei tempi di assunzione del cibo e bevande

La scorsa settimana abbiamo visto insieme quali sono i nutrienti indispensabili per chi pratica sport. Uno sportivo, che sia amatoriale o agonista, deve prestare attenzione ai tempi di assunzione del cibo per non rischiare di inficiare la performance o, comunque, non ottenere l’obiettivo desiderato come, ad esempio il dimagrimento.

Bisogna garantire una sufficiente quantità di energia – né troppa né troppo poca – ben ripartita nell’arco della giornata, per evitare disturbi digestivi o che insorga precocemente l’insorgere del senso di fame o di debolezza.

L’apporto di amidi dev’essere  sufficientemente  elevato,  fino  anche al 65-70 % dell’energia totale giornaliera, evitando comunque di ingerirli nelle tre ore che precedono l’allenamento/gara e facendo sempre attenzione a  non  appesantire  troppo di  acqua  le fibre muscolari.

Non dimenticare di garantire una giusta idratazione dell’organismo per prevenire la disidratazione e la carenza dei minerali persi con la sudorazione.

Nel sudore, oltre l’acqua, si trovano soprattutto i minerali sodio, cloro, magnesio e potassio.

Possono aversi disturbi sia dalla carenza di acqua, sia dalla carenza di minerali:

  1. Già una perdita di liquidi pari al 2% del riduce il rendimento dell’organismo
  2. I crampi sono correlati alla perdita di elettroliti, specie di sodio

 

Di seguito una breve tabella con i tempi di digestione di alcuni alimenti:

 

Tempi di digestione degli alimenti

Sport e alimentazione: l’importanza dei tempi di assunzione del cibo e bevande

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1-2    ore

Caffè g 200 Latte cotto g 100-200
Birra g 100-200 Uova alla coque g 100
Brodo di carne g 200 Vino leggero g 100
Cacao g 200 Frullati di verdura o frutta g 200

2-3    ore

Cacao con latte g 200 Pane fresco g 70
Caffè con panna g 200 Pasta g 70
Pesce magro in umido g 200 Patate in purè g 150
Cavolfiore bollito g 150 Bistecca di pollo g 120
Ciliegie crude g 150 Uova crude, cotte g 100

3-4 ore

Bistecca cotta, cruda g 100 Pane bianco, nero g 150
Carne di bue magra g 200 Pollo bollito g 230
Carote sbollentate g 150 Prosciutto g 160
Cavolo rapa g 150 Radicchio g 150
Insalata di cetrioli g 150 Riso lesso g 150
Insalata di patate g 150 Spinaci sbollentati g 150
Mele g 150 Vitello arrosto g 100

4-5 ore

Carne rossa arrosto g 280 Pane arrostito g 210
Aringa salata g 200 Piselli in purè g 200
Carne affumicata g 100 Fagiolini sbollentati g 150

Come e quando alimentarsi nel giorno di allenamento

E’ importante evitare nelle tre-quattro ore che precedono la partita/gara/allenamento i cibi di lunga digestione, i cibi stagionati, i grassi, le carni grasse e quelli che sviluppano gas perché possono provocare una fastidiosa sensazione di pesantezza ed interferire nelle prestazioni.

Se ti alleni nel primo pomeriggio (intorno alle 15:00) si raccomanda di fare una prima colazione piuttosto abbondante e ricca tra 7.00 e le 8.00 del mattino e di pranzare tra entro le 12.00.

Il pasto di mezzogiorno sarà costituito da un primo piatto condito in maniera semplice, una mezza porzione di carne o di pesce, o del formaggio magro. La verdura meglio in vellutata o in centrifuga. Di seguito, nelle ore che precedono l’allenamento, bisogna idratarsi. Se ne senti il bisogno, un piccolo frutto entro mezz’ora dall’allenamento.

Se l’allenamento inizia più in là (ore 17.00) allora il pranzo potrà prevedere anche una maggiore quantità di proteine o di più lunga digestione, verdure cotte o crude intere, privilegiando però sempre l’apporto glucidico.

Come già anticipato, l’idratazione è un parametro importante soprattutto per chi pratica sport.

Quanto e quando bere

  • Prima dell’esercizio (400-600 ml nelle 2 ore precedenti)
  • Durante l’esercizio (150-300 ml ogni 15′-20′ circa)
  • Esercizio prolungato <90′ (integrare con carboidrati ed elettroliti, soluzione ipotonica)

 

Dopo l’allenamento pomeridiano, se non troppo a ridosso della cena, è bene che l’atleta consumi una merenda con un buon contenuto energetico di zuccheri e sali minerali come un frullato di frutta latte e verdure.

Il pasto serale rappresenta, soprattutto per l’atleta agonista, il pasto più importante della giornata, in quanto l’atleta utilizzerà il riposo serale e notturno (8 – 10 ore) per i processi digestivi e metabolici. Infatti, senza eccessi e nel contesto di una razione calorica giornaliera ben bilanciata, la cena sarà ricca e variata nelle scelte, consumando come primo piatto delle minestre con verdure e/o legumi per favorire ulteriormente il riequilibrio delle perdite idro-saline e per garantire un ulteriore apporto  di  amidi (patate, riso, pane).

Fonti proteiche diverse, come il pesce, la carne, dei formaggi magri, accompagnati a contorni di verdura fresca e/o cotta, riducono l’effetto catabolico del digiuno notturno.

Un ottimo pasto serale è un piatto come il brodo di carne e verdure: questo fornisce una buon apporto di aminoacidi che, nelle prime ore del sonno, aiutano la produzione dell’ormone della crescita (GH), con conseguente aumento della massa proteica del soggetto, prevenendo il catabolismo notturno.

Nel caso di una competizione serale o notturna, al pasto di mezzogiorno seguirà una merenda leggera con un buon apporto di liquidi e di zuccheri (fiocchi d’avena, fette biscottate con marmellata, frutta).

Dopo ogni impegno muscolare, bisogna reintegrare il patrimonio idrico e minerale. Per cui è utile sorseggiare acqua e bevande appositamente preparate, o utilizzare preparazioni commerciali. Tra questi non vanno dimenticati i comuni succhi di frutta e verdura freschi diluiti con acqua. Possiamo aggiungere anche del latte per integrare le proteine.

La cena non deve essere molto abbondante, ma leggera e debolmente alcalinizzante, con prevalenza di preparazioni liquide e / o semiliquide e un contenuto apporto di proteine.
Minestroni passati e creme di verdura e legumi, purè di patate, per reintegrare i sali minerali e gli zuccheri, con un petto di pollo, del pesce al forno oppure un uovo sodo o alla coque.

E’ buona norma evitare, nel limite del possibile, di mischiare proteine di natura diversa, carne e formaggi, carne e uova, carne e pesce, etc.. Allungherebbe notevolmente i tempi di digestione.

La frutta consumata a digiuno è molto più digeribile.

 

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Alimentazione sport
Sport e alimentazione: l’importanza dei nutrienti (carboidrati, proteine e grassi)

L’alimentazione non  fa vincere una gara, ma esistono molti alimenti che possono farla perdere.

Numerose sono le persone che cominciano un’attività fisica e contemporaneamente “si mettono a dieta”, convinti che per rimettersi in forma basti eliminare i carboidrati, additati comunemente come la causa di tutti i rotolini alla pancia.

Anche gli sportivi, amatoriali o professionisti, spesso non hanno una guida alimentare che li supporti nei periodi di allenamento e gara, con ripercussioni sulle performance.

E’ necessario crearsi una consapevolezza alimentare e prendere confidenza con pochi concetti generali, utili per impostare una corretta alimentazione, in relazione agli sforzi fisici da sostenere.

A cosa serve il cibo?

Dobbiamo innanzitutto ricordare che tutto ciò che introduciamo nel nostro organismo, deve servire contemporaneamente:

  • come benzina (le calorie)
  • come protezione da agenti inquinanti, dall’invecchiamento cellulare (vitamine, minerali, fibre, antiossidanti)
  • per la regolazione termica (l’acqua delle bevande e quella contenuta nei cibi)
  • per il continuo tournover cellulare (le proteine e i loro amminoacidi di cui sono costituiti,  permettono il rinnovamento dei tessuti).

Qual è la miscela più opportuna da consumare?

Il motore umano ha bisogno di un mix di nutrienti (carboidrati, proteine, grassi) in quantità preferenziali per funzionare al meglio.

Le percentuali a cui mi riferisco sono le seguenti:

  • il 50-60% delle calorie necessarie deve provenire dal gruppo dei carboidrati
  • tra il 20-30% dal gruppo dei grassi
  • il restante 10-20% dal gruppo delle proteine

Tali percentuali che variano in relazione al tipo di allenamento e intensità dell’esercizio fisico.

Il nostro motore necessita anche di micronutrienti, cioè le vitamine (A, B, C, D, E, K), i minerali (calcio e fosforo) e gli oligoelementi (ferro, zinco, selenio e manganese), così chiamati perché il corpo ne ha bisogno solo in piccole quantità, ma giocano un ruolo essenziale nella produzione di enzimi, ormoni e altre sostanze che aiutano a regolare la crescita, l’attività, lo sviluppo e il funzionamento dei sistemi immunitario e riproduttivo.

Ad essi si devono aggiungere l’acqua e le fibre alimentari.

I carboidrati

Il glucosio è la forma più semplice dei carboidrati che dopo la digestione passerà nel sangue. La combustione del glucosio produce, nelle cellule del corpo umano, energia   per 4 calorie per ogni grammo di zucchero.

Dove si trovano i carboidrati?

Soprattutto negli alimenti vegetali: nei cereali (pane, pasta, riso, farro, mais,…), nei legumi (ceci, fagioli, lenticchie, soia), nei tuberi (patate), nella frutta e nelle verdure. In minore quantità sono anche in alimenti di origine animale come il latte (lattosio 5 g/100 g di latte) e, logicamente, nel miele. Nelle bibite zuccherate, nelle spremute e, ovviamente, nei dolciumi!

Zuccheri semplici e zuccheri complessi

La distinzione dei carboidrati in “semplici” e “complessi” riguarda la velocità di digestione, cioè quanto tempo impiegano per essere “smontati” in molecole elementari (glucosio, fruttosio e galattosio) capaci di entrare nel circolo sanguigno attraverso la parete intestinale.

  • Zuccheri complessi: sono a più lunga digestione e tra questi rientrano i carboidrati dei legumi, dei cereali, tutti ricchi di amido, una molecola molto lunga e complessa che i nostri enzimi devono smontare durante la digestione.
  • Zuccheri semplici: a rapido assorbimento. Li troviamo nello zucchero comune (il saccarosio), nella frutta, nelle spremute, nel miele.

Zucchero e indice glicemico

Dell’indice glicemico abbiamo già trattato nell’articolo “Indice glicemico, insulinico e dimagrimento”.

Brevemente ti ricordo che l’indice glicemico segnala con quale rapidità l’organismo metabolizza un alimento, basato su una scala in cui il glucosio puro ha un valore di 100.

Gli alimenti con un indice alto fanno sentire prima la sensazione di fame e il bisogno di alimentarsi nuovamente. Aggiungendo fibre a ogni pasto (verdure), si rallenterà la risposta glicemica dell’organismo.

Alto e basso indice glicemico: cosa avviene nell’organismo?

Se si assumono carboidrati ad alto indice glicemico prima di allenarsi o prima di una gara:

  1. la glicemia ha un maggiore e più rapido rialzo
  2. la risposta insulinica segue il rialzo glicemico
  3. per ottenere energia l’organismo preferisce utilizzare gli  zuccheri al posto dei grassi
  4. il glicogeno muscolare si esaurisce prima

Se si assumono carboidrati a basso indice glicemico prima di allenarsi o prima di una gara:

  1. la glicemia sale meno e più lentamente
  2. la risposta insulinica è più attenuata
  3. l’organismo tende ad utilizzare i grassi (gli acidi grassi liberi, FFA) come fonte di energia
  4. i depositi di glicogeno si esauriscono più lentamente

Il fruttosio della frutta, nonostante sia uno zucchero semplice, provoca una risposta insulinica bassa che non riduce il livello degli acidi grassi circolanti,  per cui restano disponibili all’utilizzo come fonte di energia, risparmiando così una parte delle scorte muscolari di zuccheri, rappresentate dal glicogeno.

Quando si utilizzano i carboidrati:

  • prima dello sforzo: per fare scorta di glicogeno (muscoli e fegato), senza elevare le concentrazioni ematiche di insulina
  • durante lo sforzo: per prevenire l’esaurimento del glicogeno muscolare
  • dopo lo sforzo: per ricostituire il glicogeno muscolare

Carboidrati prima della prestazione:

  • nelle prestazioni prolungate, fino a 3-4 ore prima, si può consumare una certa quantità di carboidrati
  • nelle 3 ore precedenti la prestazione, è bene utilizzare carboidrati a basso indice glicemico per evitare di arrivare alla gara o all’allenamento con alti valori di insulinemia e rischiare di utilizzare pochi grassi FFA. Si può mangiare, ad esempio, frutta, yogurt, crackers.

Carboidrati dopo la prestazione:

E’ conveniente assumere carboidrati ad alto indice glicemico per ricostituire il glicogeno muscolare. Meglio che assieme ai carboidrati ci siano anche le proteine.

Carboidrati durante l’attività fisica: fruttosio e maltodestrine

FRUTTOSIO

  1. rapido svuotamento gastrico
  2. bassi livelli della  glicemia e dell’insulinemia
  3. miglior utilizzo  FFA
  4. assorbimento modulato

MALTODESTRINE

  1. efficace apporto energetico e glicemia stabile
  2. buon sapore
  3. ottimo assorbimento intestinale

I grassi o lipidi, sviluppano più calorie di tutti gli altri nutrienti, ben 9 calorie per grammo. Quali sono le funzioni:

  • nel bene (apportatori di vitamine liposolubili, costituenti delle cellule e di altre importanti strutture organiche);
  • nel male (favoriscono l”incremento di peso corporeo, ma anche la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie).

Le proteine

Le proteine sono delle catene formate dall’unione di molecole più piccole chiamate aminoacidi che, a seconda del numero e della disposizione che assumono, danno proteine diverse.

Otto sono considerati essenziali, reperirli solamente dagli alimenti, sia di origine animale che vegetale.

Le proteine sono un materiale pregiato ed insostituibile per l’accrescimento, la manutenzione ed il rinnovamento di tutte le cellule del corpo.

Il fabbisogno di proteine è particolarmente elevato proprio nel periodo dello sviluppo (il latte e tutti i suoi derivati, le carni, il pesce, le uova, i legumi associati ai cereali)

Generalmente il fabbisogno proteico giornaliero è coperto facilmente attraverso la normale alimentazione. Pertanto, quando si assume un integratore proteico di qualsiasi natura, bisogna stare attenti a bilanciare l’introduzione di proteine con il cibo per evitare un eccesso di scorie azotate.  Risulta pertanto inutile fare n carico di proteine, considerando che in ciascun pasto non si assimilano più di 30-35 g di proteine e che non riusciamo a fare scorta. Meglio distribuire le proteine in più pasti della giornata.

La frequenza dei cibi

Nei 14 pasti principali di una settimana, per garantire la giusta varietà, ti consiglio di consumare:

  • carne: 2 – 3 volte, alternando ogni genere di carne, compresi i salumi magri
  • pesce: 3-4 volte, preferibilmente pesce azzurro
  • uova: 2-3 volte
  • formaggi: 2 volte
  • legumi con cereali: 3-4 volte (cereali, pane e fagioli, riso e piselli, ecc.)

5 pasti al giorno

Ormai tutti raccomandano di consumare almeno 5 pasti al giorno, per evitare picchi glicemici e attacchi di fame. Questa frequenza, inoltre, evita un periodo di digiuno di più di 4-5 ore, che avrebbe un effetto catabolico.

 

Spero questo articolo sia stato utile a chiarire l’importanza di assumere tutti i nutrienti, soprattutto quando il dispendio energetico aumenta a seguito di un’attività sportiva, più o meno intensa. Non bisogna eliminare nessun alimento bensì gestire le quantità, i tempi di assunzione e valutare la qualità. Con l’aiuto di un esperto puoi evitare carenze nutrizionali, anche gravi, dovute ad un’alimentazione non equilibrata.

 

Ti invito la prossima settimana a proseguire l’informazione sull’alimentazione e lo sport.

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