Mangiare sano e con gusto si può anche se non hai tempo: organizzarsi in cucina e non solo

Ritornata da pochi giorni operativa dopo il mio matrimonio (!), ho pensato di affrontare un argomento che spesso emerge con le mie pazienti: la gestione della preparazione dei pasti. Dedicherò un paio di articoli all’argomento.

La maggior parte problemi nel seguire un piano alimentare sta proprio nella gestione della preparazione dei piatti, cosa comprensibile, dal momento che spesso una donna è contemporaneamente lavoratrice, mamma, moglie, cuoca e casalinga.

Risulta difficile riuscire a trovare il tempo per cucinare , figuriamoci se poi c’è anche da pulire la cucina (!).

La mancanza di tempo è il motivo principale per cui spesso si mangia in maniera veloce e disordinata.

Le donne in carriera si trovano a dover gestire, oltre al lavoro, tutte quelle attività come cucinare, rassettare, pulire, lavare, stendere, stirare, fare la spesa per cui, senza dimenticare i figli, accompagnarli alle varie attività a cui sono iscritti, correggere i compiti, avere tempo per rilassarsi con il marito. In tutto questo, ritagliarsi anche quel paio d’ore settimanali per lo sport, i venti minuti quotidiani di camminata, magari un caffè al volo con le amiche e gli appuntamenti con parrucchiere ed estetista. No, non siamo Wonder women, siamo donne.

Con tutti i “devo fare” che si accumulano durante la giornata, raggiungiamo livelli di stress e stanchezza tali da dover necessariamente rinunciare a qualcosa. E questo “qualcosa” spesso è rinunciare al proprio tempo libero, all’attività fisica e alla cucina casalinga a favore dei piatti pronti da cuocere o da consumare.

Ad esempio, il tonno in scatola al posto del pesce fresco, gli affettati al posto della carne, le verdure precotte al posto di quelle da pulire e sbollentare, piatti veloci come da cucinare come pollo o pesce alla griglia, verdure crude o spadellate, primi piatti con olio e parmigiano o passata di pomodoro.

Queste rinunce, però, non fanno altro che rinforzare in noi la credenza che è impossibile avere uno stile di vita sano e mangiare in maniera sana e gustosa perché il tempo a disposizione è poco e c’è sempre qualcos’altro da fare.

Allora cosa possiamo fare per ritagliarci un po’ di tempo per noi?

 

6 consigli per ottimizzare i tempi

  1. Creati un’agenda settimanale, un calendario con le fasce orarie che contenga sia le incombenze che i passatempi. Se si lascia tutto al caso e all’ispirazione del momento, troppo spesso un imprevisto può costringerci a sacrificare non i doveri, di solito improrogabili, ma il tempo per noi. Di seguito ti faccio un esempio:
  2. Limita il tempo dedicato ai lavori di casa, massimo un’ora al giorno. In questo modo ti stanchi meno e hai più energie da dedicare alla preparazione di piatti gustosi, alle tue passioni, al tuo meritato riposo, ad una bella passeggiata all’aria aperta che ti aiuta a rilassarti, oltre che a fare un po’ di attività fisica.
  3. Se ami leggere, e non hai mai il tempo per farlo, potresti ascoltare degli audio libri mentre cammini per non tralasciare così una tua passione!
  4. Nei tempi morti dell’attesa, mentre l’allenamento dei ragazzi è in corso, potresti ottimizzare il tempo, controllando la posta, facendo acquisti on line o, perché no, allenarti anche tu come tuo figlio. In questo modo avrai guadagnato del tempo per rilassarti e per stare con la famiglia.
  5. Anche in cucina organizzati il più possibile creando un menù settimanale che ti aiuti a creare una lista della spesa ottimizzata alle reali necessità, senza sprechi inutili, evitando così di dover tornare più volte al supermercato.
  6. Procurati utensili ed elettrodomestici utili. Non servono grandi robot da cucina, basta selezionarne alcuni che ci aiutino a semplificare la preparazione dei pasti. Ti assicuro che esistono modi e trucchi per preparare piatti sani, gustosi e versatili, senza piegarsi al preconfezionato e senza perdere le ore in cucina.

 

Utensili ed elettrodomestici

– Coltelli affilati: credo sia l’ A B C della cucina. Non servono coltelli professionali giapponesi ma solo dei buoni coltelli affilati che riducano al minimo gli sforzi per affettare verdure, pane e altri alimenti, nonché il rischio di farsi male.

Taglieri: procurati un paio di taglieri ben grandi per avere maggiore comodità nella preparazione. Ne consiglio di tenerne uno riservato alla carne e al pesce per una questione di igiene.

Un bollitore: Costa poco (dai 16 ai 50 euro) e riduce notevolmente i tempi di ebollizione dell’acqua. In un paio di minuti bolle l’acqua, niente male, vero?

Un mixer: Piccolo e pratico, può essere usato per montare le uova, come frullatore per il pesto e per le vellutate. Se non siete particolarmente appassionate di cucina e soprattutto non avete tempo, non vale la pena di spendere centinaia di euro per multiuso ipertecnologici

Una pentola a pressione e/o una pentola elettrica:  la prima cuoce tutto in metà del tempo. Ha però un inconveniente: bisogna stare attenti con i tempi di cottura (non bisogna allontanarsi troppo dalla cucina) altrimenti il cibo stracuoce o addirittura rischia di bruciare. La pentola elettrica, la Slowcooker, cuoce a basse temperature e in tempi lunghi: ideale per ragù, brodi di carne, legumi e tutto ciò che deve essere trattato con lentezza, ma ha il vantaggio di non diminuire i liquidi e di non far attaccare il cibo, quindi in buona sostanza potete attivarla e dimenticarvene perché ha il timer. Ottima per chi vuole cucinare mentre contemporaneamente fa altro.

 

Parti subito con queste prime dritte e vedrai che il tuo tempo a disposizione aumenterà perchè avrai ottimizzato la gestione dello stesso, riducendo stress inutili e sentendoti più gratificata.

La prossima settimana vedremo insieme cosa non far mancare nel proprio frigo e nella dispensa per evitare di mangiare la prima cosa che capita.

 

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Chi mangia cipolla campa cent'anni...proprietà e benefici
Chi mangia cipolla campa cent’anni…proprietà e benefici

Chi mangia cipolla campa cent’anni…proprietà e benefici

Che sia rossa, bionda o bianca, la cipolla e le sue proprietà sono note da sempre. Insieme all’aglio, la cipolla possiede ottime proprietà farmacologiche che oggi scopriremo insieme.

Per rendere le informazioni più facili da ricordare associerò le virtù di questo ortaggio a parti del nostro corpo.

La cipolla è ricca di zolfo, un minerale importantissimo per il nostro corpo, il terzo per abbondanza nel corpo umano, dopo il calcio e il fosforo. indispensabile per molti sistemi, tra cui pelle, ossa, muscoli. Si acquisisce quasi completamente attraverso la proteine animali introdotte con l’alimentazione. Tra i vegetali, però, la cipolla, l’aglio e i cavoli ne sono più ricchi.

  • Cervello – A livello celebrale, lo zolfo aiuta in disturbi comuni come l’ affaticamento fisico e mentale, la depressione e per prevenire malattie degenerative.
  • Capelli– La resistenza dei nostri capelli dipende dalla cheratina, una proteina ricca in zolfo
  • Tessuti connettivi e cartilagini– Contengono proteine legate allo zolfo che conferiscono flessibilità. Una carenza in zolfo riduce l’elasticità della pelle (rughe), accelera la rigidità muscolare con l’età e induce dolori articolari.
  • Benessere della bocca – Per il suo potere antibatterico, mangiando un po’ di cipolla tutti i giorni, proteggiamo la nostra bocca e i denti da infezioni.Chi mangia cipolla campa cent'anni...proprietà e benefici
  • Gola e raffreddore – il succo di cipolla mescolato ad un po’ di limone aiuta in questi disturbi. Mezzo bicchiere  è sufficiente.
  • Benessere del cuore – La cipolla aiuta il nostro cuore a funzionare meglio in quanto fluidifica il sangue, abbassa la pressione, abbassa il colesterolo e i trigliceridi, previene la formazione di placche ateromatose. Per sfruttare a pieno le proprietà curative della cipolla, bisognerebbe mangiare cipolla cruda tutti i giorni.
  • Digestione – Mangiata durante i pasti, migliora la digestione oltre che riequilibrare la flora batterica intestinale.
  • Diuretica – Grazie alla presenza di potassio e di acido glicolico, la cipolla ha proprietà diuretiche e depurative dell’organismo, favorendo l’eliminazione dell’acqua in eccesso dalle cellule.
  • Pelle – Applicata sulla pelle la cipolla apporta benefici. Aiuta a curare foruncoli, verruche, scottature ed ascessi.
  • Ossa – Studi hanno dimostrato che il consumo regolare di cipolla migliora la densità ossea.
  • Disintossicante dai metalli pesanti – La presenza di due aminoacidi solforati, cistina e metionina, conferiscono proprietà chelanti per i metalli pesanti.
  • Antiossidante, antiutmorale – La quercetina, un flavonoide, è in grado di prevenire i tumori nell’apparato digerente.

 

Chi mangia cipolla campa cent’anni…proprietà e benefici

Consigli utili

Non conservare la cipolla in frigo ma a temperatura ambiente, al buio per evitare la germogliazione

Consuma la cipolla preferibilmente cruda altrimenti si perdono le sue proprietà terapeutiche

 

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Mangia bene, dormi meglio

Molte delle persone che seguo, dai più giovani ai meno giovani, si 
lamentano di un sonno notturno scarso e insoddisfacente, che influenza negativamente le attività giornaliere.

Diversi studi, inoltre, hanno evidenziato come un cattivo riposo notturno possa rallentare il dimagrimento, promuovendo l’innalzamento degli ormoni dell’appetito, leptina e grelina, e di conseguenza il desiderio di mangiare e, di conseguenza, l’accumulo di adipe.

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Per questo oggi ti darò qualche consiglio su alcune azioni da intraprendere per migliorare il tuo riposo.

Per favorire un sonno fisiologico è necessario adottare semplici comportamenti che, se non attuati, possono determinare disturbi del sonno.

Abbiamo bisogno di dormire la notte per recuperare le energie consumate durante il giorno. Il nostro corpo ha bisogno di regolarità,  infatti, a soffrire di più d’insonnia sono quelle persone che non rispettano il ritmo sonno-veglia e si svegliano o troppo tardi la mattina o vanno a letto troppo tardi la sera, che non hanno orari fissi per i pasti, che riposano a qualsiasi orario e/o non riescono a crearsi degli impegni quotidiani, anche semplici, da svolgere durante la giornata. La sedentarietà e la sregolatezza sono due condizioni peggiorative della qualità del sonno.

Strategie per un buon riposo

  • Regola la temperatura della tua camera da letto: se non troppo calda e secca diturba il sonno
  • Evita di andare a letto con la luce accesa o con la tv accesa: ambienti rumoriosi e non sufficientemente bui disturbano il sonno
  • Non utilizzare PC, tablet, cellulari, prima di coricarsi poichè stimolano il cervello e la luce da loro emessa inibisce l’isorgere del sonno
  • L’esercizio fisico in tarda serata e dopo cena è altamente sconsigliato
  • Non cenare troppo tardi: devi avere sufficiente tempo per digerire. Andare a letto con la pancia piena non aiuta a dormire meglio perchè siamo ancora in fase digestiva. Inoltre potrebbero presentarsi anche episodi di reflusso gastroesofageo, dovuto ad un parziale svuotamento dello stomaco e alla posizione supina
  • Evita di fumare: il fumo oltre ad eccitare il sistema nervoso centrale, congestiona le vie respiratorie per cui ha un duplice effetto nel favorire l’insonnia
  • Mantieni un peso salutare: il sovrappeso può portare a problemi respiratori e apnea notturna che, chiaramente, non permette un sonno riposante

Insonnia e alimentazione

Può sembrare improbabile ma anche l’alimentazione gioca un ruolo Mangiabenedormimeglio_lamiadieta.bio
fondamentale nella qualità del riposo notturno.

E’ stato ampiamente dimostrato che alcune molecole nutrizionali determinano la secrezione dei mediatori favorevoli al sonno, mentre altre svolgono la funzione opposta; tra gli ormoni che favoriscono il sonno citiamo:

al contrario, tra le molecole che lo rendono più difficoltoso ricordiamo:

  • Dopamina
  • Adrenalina
  • Noradrenalina

Il Triptofano

Un’altra molecola attrice è il Triptofano, aminoacido essenziale nella sintesi della serotonina e melatonina

Alimenti contenti triptofano:

  • Latte e formaggi
  • Carne e pesce
  • Uova
  • Legumi (fagioli, ceci, lenticchie, fave, piselli, arachidi)
  • Nocciole, mandorle
  • Frumento integrale
  • Banana, avocado, ananas
  • Spinaci

 

L’alimentazione serale, sia in termini quantitativi che qualitativi, può favorire o rendere difficoltosi l’innesco ed il mantenimento del sonno.

Consigli alimentari

  • Evita pasti escusivamente proteici: le proteine rendono difficile l’assorbimento del triptofano, come già accennato, precursore della serotonina e melatonina, sotanze importanti nella regolazione del sonno
  • Introduci i carboidrati complessi: gli zuccheri (riso, cereali e derivati, patate, castagne) favoriscono il sonno perchè, al contrario delle proteine, migliorano l’assorbimento del triptofano. Sollecitano il pancreas a produrre insulina, ormone che favorisce la disponibilità del triptofano. Meglio quindi, aggiungere una fetta di pane al filetto di pesce o di carne
  • Introduci i legumi: spesso, pensando di fare un favore alla nostra linea, evitiamo i buonissimi legumi. Questi ortaggi sono un toccasana per il nostro sonno: insieme ai cereali, contengono Tiamina (vit B1) e Piridossina (vit B6, pressoché ubiquitaria), indispensabili per la biosintesi della serotonina
  • Evita i carboidrati SEMPLICI: fruttosio, saccarosio, dolciumi in generale esercitano un effetto negativo sulla biodisponibilità della Piridossina
  • Assumi alimenti ricchi di Calcio e Magnesio
  • Evita bavante eccitanti: tè, caffè, cioccolata, guaranà contengono sostanze stimolanti che aumentano il rilascio di noradrenalina, un ormorne che stimola l’attività celebrale
  • Evita alcolici: vino, birra e superalcolici hanno inizialmente proprietà sedativa ma, una volta svanito l’effetto, il cervello va in “sindrome di astinenza”, con eccitàbilità e conseguente risveglio durante il sonno notturno

 

Care vecchie abitudini: una tazza di latte prima di dormire

Da tradizione di bere un bicchiere di latte prima di andare a letto è stato il Tazza di latte caldo la serarimedio secolare per conciliare il sonno.

Tale credenza però resta tale in quanto, sotto il punto di vista biochimico, il latte non ha questo gran potere, o comunque non più di un piatto di fagioli.

La quantità di tiamina, carboidrati complessi e triptofano, non sono sufficienti per dare l’effetto desiderato. Sembra che sia più un condizionamento psicologico: il rito del latte evoca emozioni infantili che rilassano.

A differenza di quanto si pensi, il latte, seppur, liquido, impegna molto la digestione. Inoltre, l’alta presenza proteica aumenta l’acidità gastrica, per cui il consumo di latte è sconsigliato soprattutto ai soggetti gastro-sensibili o affetti da altri disturbi del tratto digerente superiore.

Il ruolo delle piante

A tutti è noto l’azione di piante come la melissa, la valeriana, la passiflora, Immagine correlatail tiglio, etc.

Un’altra pianta molto utile è il Mandarino, Citrus reticulata: il suo contenuto in vitamine e bromo hanno un effetto calmante sul SNC.

Della tradizione cinese è il Giuggiolo, Ziziphus spinosa, e favorisce anch’esso il sonno.

Il frutto di Amarena selvatica è ricchissimo di melatonina, molecola fonfamentale nella regolazione sonno-veglia. Secondo alcuni studi, bere regolarmente succo di amarena aiuterebbe a dormire un’ora e mezza circa in più al giorno.

Anche il frutto dell’Uva contiene Melatonina, per cui nel periodo autunnale, che spesso provoca spossamento da cambio stagione, mangiare l’uva aiuta a dormire meglio.

Fiori e foglie di salvia, sia fresche che essiccate, aiutano a combattere l’insonnia. E’ possibile preparare un decotto da prendere prima di andare a letto.

 

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Vitamina D: a cosa serve, come funziona e dove la troviamo

La Vitamina D è uno tra i macronutrienti più studiati negli ultimi anni, considerando la sua scarsa presenza negli alimenti e la necessità di correggere le carenze con integratori alimentari.

Studi epidemiologici hanno evidenziato come la carenza di questa vitamina sia molto frequente.

 

Cos’è la vitamina D?

Per vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili (si scioglie nei grassi) costituito da 5 diverse vitamine, dalla D1 alla D5.

Di nostro interesse sono la vitamina D3 (colecalciferolo), derivante dal colesterolo e biologicamente inattiva.

La vitamina D3 deve subire due reazioni di idrossilazione, prima a livello epatico e poi renale, per essere trasformata nella forma biologicamente attiva, il Calcitriolo.

La vitamina D ottenuta dall’esposizione solare o attraverso la dieta è nella forma biologicamente non attiva e viene successivamente processata.

A cosa serve?

  • La vitamina D attiva è indispensabile per il mantenimento del bilancio del calcio.
  • Mantenere i livelli di Calcio entro certi limiti è indispensabile al buon funzionamento del Sistema Nervoso Centrale (SNC), per la crescita delle ossa 
  • Le ghiandole paratiroidi rilevano i livelli serici del calcio e liberano l’ormone parotideo (PTH) quando il calcio cala troppo. L’aumento del PTH, attiva un “allarme” che stimola la produzione di Calcitriolo e, di conseguenza, aumenta l’assorbimento del calcio a livello intestinale, un maggiore riassorbimento di calcio renale e una mobilizzazione del calcio dalle ossa nel caso in cui il calcio alimentare fosse insufficiente a mantenere buoni livelli di calcio nel sangue.
  • La vitamina D attiva è importante anche per il Sistema Immunitario: numerosi studi affermano come la vitamina D aumenti l’immunità innata  diminuendo il rischio di sviluppo dell’autoimmunità

 

Prevenire le patologie con la Vitamina D

Numerosi sono ormai gli studi che affermano il ruolo della vitamina D nelle prevenzione e regressione di patologie. Vediamone insieme alcune:

  • L’osteoporosi: seppur una malattia multifunzionale, la carenza di vitamina D contribuisce in modo determinante allo sviluppo dellapatologia
  • Diabete I, scelrosi multipla (SM)e artrite reumatoide (AR): uno studio partito nel 1996 ha evidenziato come bambini trattati nel primo anno di vita con vitamina D abbiano avuto un rischio di sviluppare diabete di tipo I, SM e AR
  • Cancro al colon retto: un alto livello di vitamina D è associato con un minor rischio di cancro del colon-retto con una reazione immunitaria intensa.
  • Proprietà cardioprotettive: studi epidemiologici dimostrano come un apporto inadeguato di vitamina D sia associato a un rischio raddoppiato di infarto rispetto ai soggetti con apporto adeguato della vitamina. Probabilmente la vitamina D modula il sistema renina-angiotensina, implicato nella regolazione della pressione sanguigna.

 

Qual è il fabbisogno?Vitamina D

Il fabbisogno medio è di 10 μg/die, l’assunzione raccomandata per la popolazione (PRI) 15 μg/die.

 

Fattori di rischio carenza vitamina D

  • La carnagione scura, a seguito dell’esposizione al sole, sintetizza meno vitamina D rispetto la carnagione chiara. Il rischio aumenta se si vive in zone lontane dall’equatore.
  • L’invecchiamento: con l’età si produce meno vitamina D, anche in virtù di una minore esposizione al sole (si esce meno)
  • Malattie infiammatorie intestinali come il Morbo di Chron
  • L’obesità: il grasso in eccesso funge da freno all’assorbimento della vitamina D liposolubile

 

Dove si trova la vitamina D?

  • L’alimento più ricco è l’olio di fegato di merluzzo (250 μg/100 gr). Lo troviamo come supplemento alimentare come olio (il sapore però non è molto gradevole) oppure in capsule, più pratiche e insapori.
  •  Tra il pesce fresco, quello più grasso contiene più vitamina D: aringa (30 μg/100gr), sgombro, anguilla, tonno fresco, salmone (17μg/100 gr)
  • Il tuorlo d’uovo ne contiene circa 2 μg/100 gr
  • I funghi: ad esempio i finferli fino a 5 μg/100 gr
  • I formaggi molto poco, circa 0,5 μg/100 gr

Spero di aver fatto chiarezza sull’importanza di questa vitamina essenziale per la nostra salute.

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Proteggi il fegato col Cardo Mariano

 

Proteggi il fegato col Cardo Mariano

La scorsa settimana abbiamo parlato di come depurarsi dopo le festività natalizie, per cui oggi ho pensato di darti un suggerimento su un rimedio naturale da utilizzare per aiutare ancor meglio il nostro fegato reduce da giorni di intenso lavoro.

Il cardo mariano è una pianta a carattere seminfestante, particolarmente diffusa nell’area mediterranea e principalmente al Sud e al Centro.

La troviamo con facilità nei campi incolti, nei pascoli, lungo i margini dei sentieri, tra le macerie dove forma estesi gruppi.

 

Questa pianta è ricca di virtù terapeutiche che la rendono preziosa in particolare nelle disfunzioni epatiche.

 

Il principio attivo che caratterizza il tarassaco è la silimarina con il suo isomero, la silibinina, che svolgono un ruolo protettivo importante verso il fegato.

 

Benefici del cardo mariano sul fegato:

  • migliora la funzione epatica
  • protegge contro i danni al fegato
  • aiuta in problemi e ingrossamenti del fegato: malattie epatiche da alcolismo, da consumo di droghe, epatite cronica, cirrosi epatica, itterizia, sensibilità a sostanze chimiche, esposizione a tossine industriali, programmi di disintossicazione
  • accelera la rigenerazione delle cellule epatiche danneggiate dall’epatite, cirrosi, alcolismo, droghe, e tossine ambientali. Chiunque abbia avuto epatiti, cirrosi o alte condizioni del fegato dovrebbe aggiungere il cardo mariano come integratore
  • protegge il fegato da avvelenamento tossico da funghi velenosi. Il trattamento endovenoso con un derivato solubile della silibinina è attualmente un importante fattore salvavita nella terapia standard di casi di avvelenamento da Amanita phalloides
  • aiuta anche contro la fatica, la depressione e le allergie alimentari
  • la silibinina, il suo isometro principale, non ha alcun effetto sul sistema enzimatico del fegato; perciò, protegge il corpo dagli effetti dannosi di droghe farmaceutiche e dall’anestesia senza interferire con l’azione dei farmaci.

 

Altri benefici non epatici

  • antiossidante: la silibina del Cardo Mariano stimola l’attività di un enzima, il Superossidismutasi (SOD), che agisce come spazzino dei radicali liberi molto più potente della Vitamina E.
  • antiinfiammatorio: il cardo mariano inibisce l’enzima lipossigenasi prevenendo la formazione di leucotrieni, componenti responsabili di infiammazioni
  • galattogeno – stimola la produzione di latte materno nelle puerpere
  • allevia i crampi e i dolori mestruali
  • cura i mal di testa associati al ciclo mestruale
  • riequilibra gli ormoni femminili (estrogeni)
  • effetto emolliente nel curare la pleurite
  • antiemorragico – conosciuto fin dall’antichità per questa proprietà
  • diuretico – facilita l’eliminazione delle tossine attraverso l’urina
  • febbrifugo – abbassa la febbre
  • proprietà aperitive: le foglie vengono usate anche come componente aromatica e aperitiva per la preparazione di liquori. Stimola l’appetito e favorisce la digestione.
  • antispasmodico – previene i crampi muscolari

 

Del cardo mariano non si butta nulla

Il cardo mariano è una pianta che è un vero dono della natura perché è sia cibo che medicina. Il tarassaco lo puoi consumare crudo in insalate e come verdura cotta, dal sapore simile agli spinaci. Puoi mangiare sia i gambi che le foglie , saporiti e nutrienti.

Le cime fiorite puoi bollirle e mangiarle, come le punte di asparagi. Stessa cosa per i germogli in primavera. In autunno, i semi sono un cibo preferito per i cardellini e un medicinale importante per gli uomini.

 

DECOTTO: 1 cucchiaio raso di cardo mariano semi, 1 tazza d’acquaProteggi il fegato col Cardo Mariano

Versa i semi di cardo mariano nell’acqua fredda, accendi il fuoco e porta a ebollizione. Fai bollire qualche minuto e spegni il fuoco. Copri e lascia in infusione per 10 min. Filtra l’infuso e bevilo lontano dai pasti per usufruire della sua azione disintossicante ed epatoprotettiva.

 

 Precauzioni d’uso

Può avere un blando effetto lassativo dovuto alla stimolazione della cistifellea, ma questo effetto dura solo due o tre giorni e poi scompare.

Controindicazioni

Può avere degli effetti collaterali e delle controindicazioni in soggetti affetti da ipertensione a causa della tiramina che contiene.

Curiosità

Le chiazze bianche sulle foglie rappresentano gocce del latte della Vergine Maria cadute mentre allattava il bambin Gesù. Da qui il nome mariano.

 

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3 giorni di dieta depurativa dopo le feste

3 giorni di dieta depurativa dopo le feste

Durante le festività è risaputo che si cade maggiormente in tentazione e si tende a consumare più cibi raffinati e ricchi di grassi, a bere qualche bicchiere di vino in più, a fare meno movimento. Tutti questi comportamenti favoriscono l’ accumulo di tossine, così come uno stile di vita scorretto, un ambiente esterno saturo di smog e polveri inquinanti.

Se dopo le festività ci sentiamo stanchi, apatici, gonfi, senza un motivo apparente, è possibile che il corpo ci stia inviando dei segnali ben precisi che il nostro organismo ha accumulato tossine.

Questo significa che il fegato, i reni, l’intestino si trovano una situazione di affaticamento, non riuscendo a smaltire tutte le tossine, scorie e scarti metabolici prodotti dall’organismo.

Questo genera la cosiddetta intossicazione, una condizione che influisce sulla salute fisica, sottrae energie al corpo, rendendolo più esposto a malattie e disturbi digestivi, intestinali, malessere e gonfiore generale, sovrappeso e cellulite causata dalla ritenzione idrica.

Seguire una dieta disintossicante per il fegato, reni e intestino è molto importante perché questi organi insieme alla pelle ai polmoni, si occupano di portare il nutrimento alle cellule dell’organismo.

Seguire una dieta detox, inoltre, rafforza le difese immunitarie e rende il fisico più resistente.

Ecco come purificarsi in tre giorni.

LE REGOLE PER DISINTOSSICARSI

ALIMENTI  NO

  • Non assumere cibo “spazzatura” (tipo quello che trovi nei fast-food, patatine fritte, salse, merendine, bevande gassate o ricche di zucchero, ecc.), ricco in grassi e/o zuccheri e povero di elementi nutritivi utili.
  • Riduci il consumo di carne rossa, di salumi ,di formaggi, soprattutto se stagionati perché sono ricchi di grassi saturi (causa di alti livelli di colesterolo nel sangue)  e sodio che, come sappiamo, facilita la ritenzione e la cellulite, oltre che favorire l’ipertensione in chi vi è predisposto.
  • Elimina il vino ed i superalcolici, soprattutto se durante le festività hai esagerato: hanno un’azione vasocostrittrice che impedisce un corretto afflusso di ossigeno alle cellule, sottrae nutrimento e impedisce il corretto smaltimento delle scorie.

 

ALIMENTI  SI

  • Consuma cereali integrali o semintegrali,  più ricchi di fibre che aiutano a mantenere l’ intestino pulito e facilitano l’eliminazione di scorie.
  • Consuma molta verdura fresca e la frutta fresca senza esagerare: oltre alle fibre, contengono vitamine e sali minerali antiossidanti, preziosi per il metabolismo e per l’eliminazione delle scorie.
  • Bevi molta acqua, almeno 1,5 litri al giorno, per favorire la diuresi e la depurazione dell’organismo.

 

Per depurarsi bisogna essere rigorosi solo per qualche giorno: se poi ti capita di assumere occasionalmente alimenti o bevande “cattive”, che aumentano cioè le tossine, non bisogna amareggiarsi. Il senso di colpa aumenta lo stress e, quindi, ulteriori tossine. Sgarrare ogni tanto non è un dramma, anzi, il piacere del palato favorisce la liberazione di endorfine, sostanze dagli effetti antidepressivi, ansiolitici e antifame, che aiutano a contenere i danni provocati dall’eccesso alimentare.

 

3 giorni di dieta depurativa

Mettila in pratica questa dieta depurativa per soli tre giorni. Puoi anche ripeterla una volta al mese, nei mesi successivi. Ti aiuta a eliminare scorie, tossine e adipe. Ricorda, alla fine di ogni pasto, di prendere la tisana DIGESTIVA.

Al risveglio consuma del succo di limone diluito in acqua calda (frutto dall’azione depurativa)

GIORNO 1

soup


Colazione

  • Tè verde (drenante e ricco di antiossidanti)
  •  Gallette di mais
  • 4 noci

 

Spuntino

  • Frutta fresca di stagione (ricchi di antiossidanti)

 

Pranzo

  • Insalata belga (depurativa) oppure insalata antiage e ceci lessi conditi con 1 cucchiaio di olio di oliva extravergine e limone

 

Merenda

 

Cena

  • Filetto di nasello (apporta grassi buoni ed è molto digeribile) al vapore/lesso, 2 cucchiaini di olio di oliva extravergine
  • Vellutata di carciofi (depurativa, drenante), 2 cucchiaini di olio di oliva extravergine

 

GIORNO 2Pollo in salsa di vino rosso

Colazione

  • Latte vegetale con orzo (se gradito)
  • Fette biscottate integrali/pane integrale tostato

 

Spuntino

  • 1 pera (regolarizza l’intestino)

 

Pranzo

  • Zuppa di lenticchie, 2 cucchiaini di olio di oliva extravergine
  • Verdure miste crude, 2 cucchiaini di olio di oliva extravergine

 

Merenda

  • 1 budino alla vaniglia (è gradevole al palato e poco calorico, aiuta a stimolare le endorfine e la produzione di serotonina, l’ormone del buon umore) oppure una mousse light al caffè,
  • tisana depurativa

 

Cena

  • Petto di pollo (apporta proteine nobili utili per i muscoli) alla griglia/pollo in salsa rosa
  • Carote (ricche di antiossidanti) alla julienne, con 1 cucchiaio di olio di oliva extravergine

 

GIORNO 3

Colazione

  • Caffè d’orzo e latte di riso
  • Gallette di riso

 

Spuntino

  • Centrifuga di verdure (ricco di vitamine e minerali antiossidanti)

 

Pranzo

  • Cicoria (depurativa del sangue e diuretica) lessa e saltata in padella con 2 cucchiaini di olio di oliva extravergine e peperoncino (se gradito) con fagioli lessi
  • 1 fetta di pane integrale tostato

 

Merenda

  • 20 Mandorle, tisana depurativa

 

Cena

  • Fettina di vitello (apporta proteine nobili utili per i muscoli)
  • Broccoli (antiossidanti) a vapore conditi con 1 cucchiaio di olio di oliva extravergine

Spero che questi consigli ti siano di aiuto per depurarti dopo i bagordi delle festivita passate.

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